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Da Comune di Comacchio

Anche per l’estate 2017 il Comune di Comacchio ha voluto riservare una sopresa ai turisti più affezionati, consegnando loro una pergamena di riconoscimento, direttamente negli stabilimenti balneari dei lidi. La prima tappa del tour estivo “Premio Fedeltà Amico di Comacchio”, si è svolta oggi pomeriggio al Bagno-ristorante Levante di Porto Garibaldi, dove l’Assessore allo Sport Tempo Libero e marketing turistico, Riccardo Pattuelli ed il Presidente del Consiglio Comunale Stafano Parmiani, hanno consegnato una pergamena a Diva Canova di Garbagnate Milanese (MI), cliente da 31 anni della struttura ricettiva gestita dai fratelli Luca e Stefano Pennoni. Accolti da Giulia e Paolo Menegatti, titolari del Bagno Miami del Lido degli Scacchi, l’Assessore Pattuelli ed il Presidente del Consiglio Comunale Stefano Parmiani, si sono intrattenuti con un gruppo di 11 turisti premiati. Questi i loro nomi: Giuseppina Chiesa ed Alessandro Piva di Pusiano (CO), da 27 anni in vacanza allo stabilimento balneare, Morena Breveglieri e Mario Carli di Ferrara, da 10 anni, Gigliola Pellecani e Angelo Molterni di Bologna, da 13 anni, Annamaria Scirocco e Francesco Campanelli da 26 anni di Torino, Annamaria Selvatici e Luciano Penzazzi da 18 anni di Ferrara, Maria Cicolò e Nicolò Iraci di Bareggio (MI) da 28 anni, Rosanna Malagoli e Giovanna Accorsi di Reggio Emilia, da 12 anni, Leda Scacchetti di Rio Saliceto (Reggio Emilia) da 45 anni, Susanna Molducci ed Ermanno Bersanetti da Castello d’Argile (BO), da 21 anni, Mariella Fiorenzuola di Cologna (Ferrara) da 10 anni, Virginia Cheli di Bologna da 38 anni, Maria Annina Andreola e Giuseppe Antonio Celozzi di Mariano Comense (CO) da 10 anni, Domenica Rita Ciardi di Torino, da 10 anni, Maria Grazia Giacometti di Casalecchio di Reno da 20 anni, Laura Sabatini di Finale Emilia da 13 anni, Carmen Melandri di Bologna da 10 anni e Liliana D’Annunzio e Patrizia Giordano di Torino, da 13 anni. “Veniamo a premiarvi sempre con molto piacere ogni estate – ha commentato il Presidente del Consiglio Comunale Stefano Parmiani -, ed è motivo di soddisfazione per noi incontrare tanti turisti affezionati al nostro territorio come lo siete voi. La nostra squadra è stata riconfermata in occasione delle recenti elezioni amministrative. Questo è un territorio con tanti problemi, ma che può e deve crescere ancora tanto. In quanto giovani amministratori – ha aggiunto Parmiani -, da parte nostra resta massimo l’impegno per risolelvare le sorti del territorio, in modo da assicurare un futuro solido ai giovani che verranno dopo di noi.” Al Bagno Cris di Raul Benazzi del Lido delle Nazioni si è tenuta la tappa conclusiva del tour che, tra gli altri, ha visto premiare Flavio Aleotti di Bondeno e la moglie Aura Vergnani, turisti fedeli da 50 anni. Aleotti nel 1967 ha progettato il residente “I pioppi” di viale Inghilterra. Questi i nomi degli altri premiati al bagno Cris: Pietro Terenziani di Carpi (MO), da 20 anni, Anita Giordana Bui e Roberto Uba del Lido delle Nazioni, da 20 anni, Gabriella Castaldelli ed Arnaldo Zanella di Castelmassa (RO) da 25 anni, Marta Guidetti e Nicola Bruno di Milano (da 25 anni), Elena Carraro e Giuseppe Tesseri di Monza (MB) da 25 anni, Franca Cavallotti e Giorgio Bacciocchi da Cantù (CO), da 29 anni, Beatrice e Luca Trentini di Ferrara, da 30 anni, Maria Iovino e Maria Satta di Truccazzano (MI) da 30 anni, MIchelina Colegrossi e Alessandro Galli di Meda (BS) da 32 anni, Teresa Rattichieri e Giorgio Parisini di Modena, da 40 anni. L’Assessore Riccardo Pattuelli, ha ribadito come “l’Amministrazione sta lavorando intensamente per migliorare il territorio, puntando molto su cultura, ambiente ed eventi. Il mare c’è ed è la nostra forza. Mi sono aggiunto alla squadra del Sindaco Marco Fabbri dopo le recenti elezioni comunali – ha aggiunto l’Assessore -, per portare avanti un progetto già avviato di riqualificazione e di crescita. Ben vengano le critiche costruttive. Siamo qui oggi, per dirvi grazie per la vostra fedeltà – ha concluso Pattuelli -; è una gioia per noi potervi premiare.”

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COMUNE DI COMACCHIO


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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