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Tutti i dettagli della XXV edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali a Ferrara Fiere dal 21 al 23 marzo 2018

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Da ufficio stampa CULTURALIA

Quest’anno nell’ambito del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali (che si svolgerà dal 21 al 23 marzo 2018 nella storica sede di Ferrara, con il patrocinio del MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) prenderanno vita numerose iniziative che coinvolgono diverse realtà a livello nazionale e internazionale.

Alcuni dei focus accattivanti che il Salone propone sono: l’imperdibile presenza del celebre Opificio delle Pietre Dure di Firenze; il rinomato Premio Internazionale DOMUS Fassa Bortolo; le presentazioni dell’IBC (Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna) e della Regione Emilia Romagna che illustreranno i restauri d’eccellenza sul territorio Emiliano; una mostra inedita sui Borghi Medioevali; il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti di tutto lo Stivale; la mostra fotografica Summer Camp sulle colonie marine abbandonate della costa adriatica; la presenza della Cineteca di Bologna; il progetto di SMA (Sistema Museale di Ateneo) di Bologna che quest’anno si occupa dalla Camera Obscura di Adams, un oggetto databile fra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX; la partecipazione dei due clust-ER regionali ICC (Industrie culturali e creative) e EC (Edilizia e Costruzioni) che metteranno insieme le loro esperienze nel campo dei beni culturali; la conferenza di Letizia Caselli, Giulia Benati, Maria Pia Ricciardi e Daniela Di Martino sulla restaurazione della Croce di Chiaravalle.

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE DI FIRENZE: CONSERVAZIONE, RESTAURO E CONOSCENZA. DA LEONARDO A FELLINI

L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, nell’ambito del Salone Internazionale del Restauro si occuperà di tracciare un percorso sul restauro d’eccellenza partendo da un’imponente opera di Leonardo Da Vinci, l’Adorazione dei Magi (XV secolo, con quest’opera Da Vinci riuscì a rivoluzionare il tema tradizionale sia nell’iconografia che nell’impostazione compositiva), passando per il San Girolamo di Donatello (1454-1455 circa, un esemplare tipico dello scultore che si caratterizza anche per la ricerca di un effetto naturalistico ed espressivo nel volto, esaltando l’ideale mistico della vita ascetica), fino ad arrivare ai disegni e bozzetti cinematografici del celebre regista Federico Fellini.

PREMIO INTERNAZIONALE DOMUS FASSA BORTOLO

Il Premio DOMUS Fassa Bortolo, Restauro e Conservazione, rappresenta un importante momento di confronto tra le eccellenze internazionali nel campo del restauro, della riqualificazione e del recupero architettonico e paesaggistico. Quest’anno, per la prima volta nella sua storia, il panorama dei progetti che hanno preso parte alle selezioni si è esteso a tutti i continenti arrivando a ospitare ben 105 contributi provenienti oltre che dall’Italia (circa il 40 %) da diversi paesi europei ed extraeuropei, tra i più lontani Cina, Giappone, Singapore, India, Brasile. USA e Australia. La cerimonia di premiazione dei progetti vincitori si terrà il 21 marzo alle ore 18:00 in occasione della giornata di apertura del Salone del Restauro.

La Medaglia d’Oro è stata consegnata allo studio di architettura Toni Gironès (Spagna) per la Trasformazione delle rovine romane di Can Tacò in area naturale a Barcellona.

L’intervento presenta più di un motivo di interesse sia per la proposta di nuova sistemazione fruitiva degli scavi archeologici, sia per il suo alto valore ambientale. Con un progetto assolutamente innovativo, favorito dalle particolari condizioni orografiche, viene proposto un livellamento del piano di calpestio, articolato in due quote, che conduce ad un riempimento parziale degli interni dei vani delineati dalla giacitura delle murature rinvenute in scavi precedenti.

Ne risulta un insieme architettonico perfettamente amalgamato con il paesaggio circostante, rispettoso delle testimonianze archeologiche, la cui fruizione ne risulta avvantaggiata, ma, al tempo stesso, autonomo sul piano figurativo: una creatività messa al servizio delle preesistenze.

ISTITUTO BENI CULTURALI EMILIA ROMAGNA (IBC)

Anche l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna parteciperà a questa edizione del Salone del Restauro di Ferrara con alcuni eventi di rilevante importanza come il convegno “Conservare il patrimonio culturale: modi, esperienze, progetti”, nel quale saranno raccontate le esperienze dei restauri messe in campo dall’Istituto negli ultimi decenni. Un focus importante sarà dedicato ad alcune realtà del restauro con l’incontro, in collaborazione con l’ICOM Italia, sul tema “Iperconnected museums”, in preparazione della giornata internazionale dei musei, destinato agli operatori e ai responsabili di museo.

All’interno del percorso espositivo del Salone si potrà inoltre trovare uno stand dell’IBC, condiviso con ASTER e RER, all’interno del quale sarà esposta la mostra di immagini dal titolo “REstauri in REgione”, che illustrerà una selezione di restauri eccellenti realizzati dall’Istituto dagli anni Novanta a oggi nelle istituzioni culturali (musei e biblioteche) del territorio.

ACCADEMIE DI BELLE ARTI D’ITALIA – SCUOLE DI RESTAURO

Quest’anno il Salone ospiterà numerose Scuole di Restauro delle Accademie di Belle Arti provenienti da tutta Italia: “Una rete da nord a sud, da est a ovest che promuove e diffonde la cultura della conservazione e del restauro formando gli addetti ai lavori del futuro e che incide fortemente a favore della salvaguardia del patrimonio con i tanti cantieri di Restauro su Beni Culturali in pericolo” – cit. Giovanna Cassese.

Le scuole presenti saranno le Accademie di Belle Arti di Napoli, Bologna, Brera, L’Aquila, Verona, Como, Brescia, Sassari e Palermo.

L’importante contributo dei giovani restauratori di domani, porterà una ventata di freschezza e innovazione all’interno del Salone del Restauro, aiutando i ragazzi che parteciperanno ad approcciarsi alle realtà con cui si confronteranno nel mondo lavorativo del restauro.

SUMMER CAMP
A innovare ulteriormente gli ambienti del Salone sarà la mostra fotografica dal titolo “Summer Camp”. L’esposizione è composta da una selezione di oltre 20 scatti dell’Architetto Alessandro Costa che raccontano cos’è rimasto ad oggi delle colonie marine della riviera adriatica: un enorme patrimonio architettonico (tra questi ci sono alcuni bellissimi esempi di architettura razionalista italiana), in attesa da anni di una concreta politica di trasformazione e riutilizzo. Edifici che hanno fatto la storia dell’architettura del Novecento ma che, al momento, si configurano esclusivamente come un costo per il territorio, sia a livello economico-sociale che di immagine per le città.

CINETECA DI BOLOGNA

Grande novità al Salone del Restauro sarà la prestigiosa presenza della Cineteca di Bologna, fondazione riconosciuta e affermata a livello mondiale, e del suo laboratorio di restauro cinematografico L’Immagine Ritrovata. Punto di riferimento a livello internazionale, L’Immagine Ritrovata ha oggi due nuove sedi, che si aggiungono a quella bolognese: L’Image Retrouvée a Parigi e L’Immagine Ritrovata Asia a Hong Kong. Il lavoro de L’Immagine Ritrovata abbraccia l’intera storia del cinema (qui sono stati restaurati i primi film della storia, quelli dei fratelli Lumière) e i cinque continenti: è infatti grazie al grande impegno sul piano internazionale che si sta sviluppando nel mondo una cultura della conservazione e del restauro del patrimonio cinematografico, in cui la Cineteca di Bologna e L’Immagine Ritrovata hanno fatto, ormai da oltre 20 anni, da apripista.

Nei giorni del Salone, la cineteca proporrà tre attività:

– Uno stand dove si potrà vedere dal vivo il laboratorio di restauro.

– Un convegno nel quale si tratteranno gli argomenti del restauro inerenti al mondo cinematografico.

– La proiezione di classici restaurati nelle sale cittadine.

PROGETTO “CAMERA OSCURA ADAMS” DEL SISTEMA MUSEALE DI ATENEO DI BOLOGNA (SMA)

La presenza del Sistema Museale dell’Ateneo di Bologna al Salone del Restauro di Ferrara, nel 2018, si caratterizza, ancora una volta, per l’attenzione ai beni culturali scientifici e alla loro replica in funzione della didattica nelle scuole. Quest’anno la novità è costituita dalla camera di Adams, un oggetto databile fra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX e conservato al Museo di Palazzo Poggi a Bologna.

Apparentemente di semplicissima costruzione, la camera oscura è stata uno strumento determinante nel lungo processo di elaborazione della moderna conoscenza fisica sulla formazione delle immagini. Sullo sfondo di un’analogia fra foro e pupilla, schermo e retina, poi estesa a lente e cristallino, lo strumento ha fornito un primitivo “modello” dell’occhio umano a una serie di studiosi come Alhazen, Leonardo da Vinci e Johannes Kepler. Durante il XVII secolo, mentre il cannocchiale e il prisma diventavano gli “oggetti simbolo” delle ricerche di Galileo Galilei e Isaac Newton, e spostavano l’attenzione verso la comprensione astronomica del Cosmo e la natura stessa del fenomeno luminoso, la camera oscura entra in una seconda stagione e diviene strumento di intrattenimento o di supporto tecnico per la produzione artistica. Tale cambio di ambiente è segnato da un adattamento fisico dello strumento nel quale, al fine di aumentare la qualità dell’immagine formata e diminuire gli effetti di diffrazione, al minuscolo foro sostituiva una lente attraversata da un fascio luminoso convogliato da uno specchio. È a tale “seconda vita” che appartiene la camera oscura firmata “Adams”, famiglia di costruttori di strumenti londinesi e fornitori di Sua Maestà.

ICC (INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE) E EC (EDILIZIA E COSTRUZIONI) PER IL SALONE DEL RESTAURO

L’unione dei due clust-ER regionali ICC (Industrie culturali e creative) e EC (Edilizia e Costruzioni) all’interno del Salone è stata concepita con lo scopo di coniugare le loro conoscenze nel campo dei beni culturali. La proposta dei due clust-ER è di sviluppare degli incontri one to one e delle tavole tematiche con gli operatori del settore per individuare le prospettive di sviluppo delle industrie culturali e creative e le interconnessioni con il mondo del restauro, dei beni culturali, dell’edilizia, dei musei.

Le iniziative saranno ospitate nell’area Aster (Padiglione 5) all’interno dello spazio espositivo della Regione Emilia Romagna. I clust-ER sono nati per integrare i laboratori di ricerca e i centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia con il sistema delle imprese e con quello dell’alta formazione per sviluppare nuovi progetti a elevato impatto regionale.

CONVEGNO SUL RESTAURO DELLA CROCE DI CHIARAVALLE:

NEUTRONI, ELETTRONI E FOTONI PER “GUARDARE DENTRO” LA CROCE DI CHIARAVALLE. UN ESEMPIO DI MULTIDISCIPLINARIETÀ MESSA IN PRATICA

La croce di Chiaravalle, conservata nel museo del Duomo di Milano, è tra i capolavori che di recente ha riscoperto il proprio splendore grazie a “Restituzioni 2016”, il programma del Progetto Cultura di Intesa San Paolo.

Può lo studio su un manufatto come la croce di Chiaravalle diventare un “modello esportabile” per studiare un’opera complessa all’atto delicato del restauro?

Dopo l’accurato restauro, il percorso di valorizzazione è proseguito con un’attività di studio multidisciplinare del prezioso cimelio medievale, di manifattura veneziana, rimasto per secoli un vero e proprio enigma per la ricchezza e la complessità di tecniche e di culture che rendevano difficile una datazione univoca del pezzo.

I risultati dello studio che hanno riservato diverse sorprese, aprendo nuovi orizzonti di ricerca e d’interpretazione dell’antico manufatto orafo, intendono essere discussi con un pubblico più vasto di esperti, storici dell’arte, soprintendenti, conservatori, scienziati, studenti, all’interno quindi di una globalità dei saperi umanistici e tecnico-scientifici non autoreferenziale ma condivisa: un cantiere possibile delle conoscenze e delle pratiche.

Tutto questo sarà presentato all’interno del Salone nella giornata del 22 marzo con l’incontro “Neutroni, elettroni e fotoni per guardare dentro la croce di Chiaravalle. Un esempio di multidisciplinarietà messa in pratica” dalle ore 14.00 alle 18.00 presso la Sala Diamanti (Padiglione 6). A introdurre l’incontro sarà Letizia Caselli, responsabile scientifico del progetto internazionale “La città dei musei. Le città della ricerca”; ad accompagnarla ci saranno Giulia Benati, direttore e conservatore delle raccolte della Fabbrica del Duomo di Milano, Maria Pia Riccardi, professoressa del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia e Daniela Di Martino, ricercatrice del Dipartimento di Fisica dell’Università Milano Bicocca.

INFORMAZIONI UTILI

– 21-23 marzo 2018, dalle 9.30 alle 18

– Ingresso con registrazione obbligatoria

– Quartiere Fieristico di Ferrara (Via della Fiera, 11)

www.ferrarafiere.it

Sarà previsto un servizio di navetta gratuito dalla stazione alla fiera.

Il programma completo della manifestazione e l’elenco espositori saranno disponibili sul sito www.salonedelrestauro.com a partire dal mese di febbraio.

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