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“Tutto brucia tranne i fiori”, la musica delle parole

abelardo-eloisa

di Federico Di Bisceglie

Come scindere le due discipline? Come considerare due elementi distinti musica e letteratura? Eppure la vera sfida sta nel riuscire a far interagire due mondi così vicini e così distanti allo stesso tempo. E’ un esempio di questa impresa l’opera di Roberto Dall’Olio, già insegnante di filosofia e storia al liceo Ariosto e autore di diverse opere. Il titolo del ‘poemetto’, “Tutto brucia tranne i fiori”, è di per sé evocativo di come certe tematiche vengano trattate e di quanto le parole in determinati contesti assumano una valenza particolarmente rilevante. L’opera si apre maestosamente con un’ ‘ouverture’, nella quale la dolcezza delle parole di Eloisa unite a una magistrale descrizione e attenzione per i sentimenti è oltremodo efficace e induce il potenziale lettore a proseguire in maniera sempre più attenta.
Poi si arriva all’acme della narrazione, al punto di non ritorno, il punto in cui il lettore è trascinato da una commistione di sentimenti, disperazione, dolcezza e amore, che sono “cantate” dalla bocca di una donna.
Ecco, vorrei spendere qualche parola in proposito. Molto spesso all’interno dei romanzi e dei poemi il ruolo della donna è marginale o per lo meno di sottomissione nei confronti dell’uomo. In questo caso il personaggio di Eloisa viene trattato in modo davvero particolare, attraverso uno scavo introspettivo e psicologico che delinea una persona, o meglio una donna, scontenta della sua condizione di vita, straziata dal ‘proibito’ amore, che come mezzo per arrivare al suo innamorato ha solamente il suo canto, che molto probabilmente l’innamorato non riuscirà mai ad udire, ma che sicuramente percepirà inconsciamente come lamento per un amore eterno e sincero che non ci potrà mai essere.
Presumibilmente Dall’Olio per descrivere e creare il personaggio di Eloisa si è ispirato a Manzoni, o forse ad Ariosto, o allo stesso Dante. Ma sicuramente il livello di poesia nelle parole di Eloisa è molto elevato e si potrebbe paragonare alla divina Beatrice dell’Alighieri. Il valore di “Tutto brucia tranne i fiori” è stato recentemente attestato al concorso nazionale “Va pensiero” di Soragna, ove il poemetto è risultato vincitore assoluto.
Due parole sullo sullo stile dell’autore. Roberto Dall’Olio è innanzitutto un poeta. Per questo motivo ha scelto la versificazione, se così si può definire della sua opera,ma non impiega versi regolari, ne tanto meno rime canoniche. Il suo metodo compositivo è oltremodo libero e rispecchia un po’ la sua personalità. Come espediente narrativo, riprende molte volte le stesse parole e ne cambia magari il contesto nelle quali sono inserite. Ma il vero ‘tocco di classe’ è l’utilizzo della punteggiatura, o meglio il non utilizzo della punteggiatura, poiché come lui stesso sostiene “le parole sono troppo importanti per essere fermate da punti”.

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