Dall’alba d’un sol nascente al tramonto d’un sol morente il mondo vive e sopravvive. Vive da sempre fino a quando vorrà, sopravvive ai capricci di fragili spettri, effimeri e invadenti, irrispettosi e irriconoscenti. Lo cammino da sempre, da che ho memoria. E sempre m’appare fragile, in bilico, sporgente dal ciglio del burrone.

Vorrei che fosse diverso, più grande di ciò che è. Ma è solo il mio sguardo che non arriva abbastanza lontano, non ce la fa, e si consola come può.

La luce, il calore, le vibrazioni, tutto serve. Non gettare, non abbandonare, non offendere, non svilire, non maltrattare, perché tutto serve.

Dalle cattedrali ai minareti, dalle piramidi alle astronavi, dai vulcani ai ghiacciai, dalle vette agli abissi. Tutto è magnifico, magico, normale, reale, surreale.

Scienza e religione, caos e ragione, quiete e dannazione. Fino a quando tutto questo sarà a mia disposizione? Fino a quando i miei sensi potranno funzionare?

Non nascondere, non coprire, non soffocare. Non chiudere gli occhi, il sole illumina tutto perché tu possa vedere. Si può anche cadere, morire, lasciare tutto per sempre. Farlo con leggerezza, come la foglia che lascia l’albero e muore, facendosi trasportare dal vento e viaggiare per miglia e miglia tra montagne e vallate, e scomparire sopra le nuvole, verso altri universi…
È magnifico!

Vedere. Pensare, ricordare, sognare, immaginare e inventare. E poi sentire e toccare.
Desiderare.

Tutto questo è magnifico. È la vita che ho conosciuto, e poi…
Poi non so, il bello deve ancora venire.

Magnificent (U2, 2009)

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