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Ultimo Omaggio al Duca 2014: è il turno di Santo Spirito

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Ente Palio città di Ferrara

Grande successo giovedì 1 maggio per l’ultimo degli Omaggi al Duca, proposto nel primo giorno del “mese del Palio” dal Rione di Santo Spirito. Approfittando dell’inaspettato sole tantissimi turisti hanno affollato il cortile di Castello Estense per assistere allo spettacolo, animato dalla contrada giallo-verde e dai gruppi amici giunti per questa bella festa: la Compagnia del Borgo del Diavolo (Argelato – Bologna), il Rione Crusar (Associazione dei Rioni – Palio di Copparo), il Rione Mota (Associazione dei Rioni – Palio di Copparo), gli Sbandieratori Città Murata (Montagnana – Padova) e gi Sbandieratori Corte Gonzaga (Castiglione delle Stiviere – Mantova).

“ A dì primo de Mazo. Lo excellentissimo duca nostro, dopo’ Messa, andò a cavalo armato e ornato como l’hera el dì de San Zorzo a tuore li mai e verdure con tuta la Corte: fra li quali ge hera lo illustrissimo messer Sigismondo e messer Raynaldo Da Este, el quale hera armato tuto excepto la testa, e cusì fra loro concorseno con dicte frasche per alegreza e piacere per tuta la Piaza.”, raccontava Bernardino Zambotti nel “Diario ferrarese”.

E di tanta “allegrezza” hanno raccontato i contradaioli “spiritosi” : alla fine del medioevo, nelle usanze popolari, il maio era un ramo d’albero che i contadini piantavano la notte delle calende di maggio avanti l’uscio delle loro innamorate, appendendovi ciambelle, arance, confetti e altre cose dolci. In città, brigate di giovani si spostavano nei vari rioni cantando strofe di liriche ben auguranti, ricevendo in cambio doni tradizionali, quali dolci e vino.

Il duca Ercole I, durante gli anni del suo ducato, introdusse a Ferrara l’usanza del maio, dando a questa festività, con la propria partecipazione, dei suoi fratelli e dei suoi cortigiani, un carattere quasi ufficiale. Principi e gentiluomini a cavallo si recavano a prendere, fuori delle mura, rami verdi con i quali giostravano giocondamente in Piazza come con altrettante lance. Nei giovani la tradizione di celebrare il 1° maggio con omaggi floreali alla porta delle innamorate si è mantenuta viva, in particolare nelle campagne ferraresi, fino alla prima metà del secolo scorso.

Un festoso corteo di dame e cavalieri, paggi e damigelle, armati e popolani ha quindi rallegrato gli astanti, continuando lo spettacolo con la funzione magica e propiziatoria del Calendimaggio e con l’esibizione del proprio gruppo di danza antica “Spirito di Danza”.
Non sono mancate le evoluzioni degli Sbandieratori, accompagnati dal Gruppo Musici del Rione Santo Spirito, assieme ai gruppi ospiti.

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