COMUNICATI STAMPA
Home > ACCORDI - il brano della settimana > Un fatto assai increscioso

L’altra sera, mentre mi arrabattavo fra le pentole, sono stato vittima di un fatto increscioso.
Qualcosa di innominabile, di agghiacciante, di quasi lovecraftiano.
Allora a quel punto mi sono seduto e ho bevuto l’amaro calice.
Era un Unicum, senza ghiaccio.
L’Unicum è effettivamente sufficientemente amaro da giustificare l’aggettivo “amaro” prima di “calice”.
Così, bello tranquillo, me ne sono rimasto a meditare su quel fatto increscioso, innominabile e quasi lovecraftiano che mi era accaduto poco prima.
Tuttavia, preso dal mio assorto meditare, mi sono versato un altro Unicum.
Ingenuamente, avevo pensato che quella parentesi sarebbe rimasta un Unicum ma purtroppo, soprappensiero: ho finito l’intera bottiglia di Unicum.
Adesso mentre sono qui, a scrivere queste righe, tento di ricordare.
Purtroppo, però, l’unica cosa che mi ricordo è che mi sono risvegliato qualche ora dopo con la faccia incollata di Unicum alla formica del tavolo.
Ma va bene così.
Intanto mi sono dimenticato quell’innominabile, agghiacciante e quasi lovecraftiano fatto increscioso che mi era capitato quella sera.
Una volta qualcuno mi ha detto che dimenticare è molto importante e dopo una serata come quella non posso fare a meno di dar ragione a quella persona.
Quindi così, prima di dimenticarmi: via col pezzo della settimana.

Stoned out of my mind (Speed, Glue & Shinki, 1971)

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