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Una ragionevole passione per il rinnovamento

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I risultati elettorali hanno segnalato la voglia di rinnovamento senza salti nel buio e di nuove ragioni di passioni pubbliche. Non si può vivere senza un progetto, né come individui, né come comunità.
L’adesione ad un progetto di riforma della politica e di rilancio di uno sviluppo economico e sociale all’interno di uno scenario europeo, non annulla, però, né i problemi del rapporto tra politica e cittadini, né i vincoli di bilancio. Sul primo aspetto, serve onestà e trasparenza e la volontà di eliminare lo stigma di un’Italia corrotta che compromette la reputazione del nostro Paese.
Su entrambi i punti è necessaria la capacità di inventare nuove modalità di attivare risorse, finanziarie e sociali.
Di fronte alle pastoie di una burocrazia che alimenta la corruzione, la politica e le amministrazioni debbono ritrovare linfa fresca e fantasia. Servono idee prima che risorse e servono nuovi modi per sollecitare progettualità. Occorre guardare oltre il cortile di casa. La rete insegna che la condivisione può rappresentare il volano di iniziative economiche fondate sull’innovazione e sull’integrazione di competenze.
Oltre il demagogico richiamo a capacità taumaturgiche per la democrazie, Internet è una fonte di esempi virtuosi. Uno di questi è la pratica del crowdfunding, vale a dire la possibilità di raccogliere finanziamenti per progetti con una sorta di azionariato diffuso. La piattaforma più famosa è Kickstarter, un sito web che facilita l’incontro tra domanda di finanziamenti da parte di chi promuove progetti innovativi e l’offerta di denaro da parte di finanziatori che investono nei progetti stessi.
Il crowdfunding è un processo collaborativo finalizzato a sostenere progetti innovativi, è una pratica di micro-finanziamento dal basso che può essere riferita ad iniziative diverse, dal sostegno all’arte e ai beni culturali, all’imprenditoria innovativa, alla ricerca scientifica e all’educazione. Un numero crescente di soggetti istituzionali come comuni, enti se ne sta servendo per finanziare iniziative rilevanti per la comunità. Il crowdfunding supera la separazione tra le sfere del privato, del pubblico e dell’impresa, in vista di un bene comune. Emerge un’economia civile, supportata dal web, che fonde sfere tradizionalmente distinte della società civile, del mercato e dello Stato.
La collaborazione di tanti può generare servizi in modi che né il Pubblico, né il Mercato da soli sono stati in grado di realizzare. Non a caso il Festival dell’Economia di Trento e quello dell’Antropologia di Pistoia dedicano l’evento di questo anno al tema dei beni comuni.
Un piccolo esempio riguarda il coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione di azioni che potrebbero migliorare la qualità della vita della comunità. All’uscita dei supermercati inglesi si trovano tre bussolotti trasparenti, ognuno porta una scritta che indica la finalità della donazione e che contiene le fiche che alla cassa i consumatori ricevono in proporzione alla cifra della spesa. Ad esempio, un bussolotto indica: per rinnovare le attrezzature della palestra della scuola media, un’altra dice: per aumentare la dotazione della biblioteca del quartiere, un’altra ancora: per acquistare nuove panchine nei giardini. Per inciso, nei bussolotti trasparenti sono visibili anche banconote.
Tutti progetti realizzabili con spese modeste. I consumatori trovano poi poco sopra le fotografie relative ai progetti realizzati con la raccolta dell’anno precedente. Perché non finanziare così interventi per contrastare il disagio giovanile?
Sarebbe un grande vantaggio per tutti, se non altro eviterebbe la farsa delle raccolte bollini e dei premi fedeltà che, come è noto servono solo a fare marketing e consentono alla distribuzione di guadagnare due volte, con la spesa immediata e con la cifra pagata per ricevere i premi inseriti nel catalogo.

Maura Franchi (Sociologa, Università di Parma) è laureata in Sociologia e in Scienze dell’educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi, Marketing del prodotto tipico, Social Media Marketing. I principali temi di ricerca riguardano i mutamenti socio-culturali correlati alle reti sociali, le scelte e i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
maura.franchi@gmail.com

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