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Unife. Caccia al SARS-CoV-2 latente: sconfiggere la pandemia identificando l’infezione nascosta

Tempo di lettura: 3 minuti

 

da: Ufficio Stampa Unife 

Il progetto di ricerca
Definire i migliori sistemi di identificazione dei soggetti positivi è l’obiettivo principale di questo progetto di ricerca. Ad oggi la diagnostica permette di stabilire la positività all’infezione con il tampone nasofaringeo, ma dati scientifici dimostrano come soggetti negativizzati e in assenza di sintomi respiratori presentino il virus in altri distretti corporei. Un’ipotesi che suggerisce la permanenza del virus all’interno dell’organismo in una condizione “latente”, in attesa di una “riattivazione” successiva e con un rischio di trasmissione dell’infezione elevato.

Grazie a questo progetto sarà possibile individuare i distretti corporei in cui il virus SARS-CoV2 si “annida”, per definire i migliori sistemi di identificazione dei soggetti positivi all’infezione, (ad esempio anche tampone rettale, analisi delle feci ed analisi delle urine). Questo consentirà di rilevare con maggiore accuratezza l’infezione in soggetti con sintomi non prettamente caratteristici del COVID19, ma che potrebbero presentare una positività “latente” al virus.

Le fasi del progetto
Nella prima fase saranno arruolati i pazienti già ospedalizzati risultati positivi al tampone nasofaringeo e con infezione in corso o riattivata e sarà effettuata un’analisi microscopica dei campioni tessutali raccolti.
Nella seconda fase, grazie alla collaborazione con un team del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di Unife, saranno individuate le molecole già esistenti capaci di contrastare l’infezione di SARS-CoV2 testandone l’efficacia.
Nell’ultima fase saranno identificati i possibili composti attivi già disponibili nella pratica terapeutica che possano essere utilizzati per limitare sia la sintomatologia che la diffusione di SARS-CoV2.

I risultati
Sia sul piano preventivo che terapeutico, i risultati della ricerca permetteranno di riconoscere soggetti infetti che altrimenti, sulla sola base del tampone nasofaringeo, verrebbero indicati come negativi. In linea con la strategia dell’OMS, vogliamo rendere più efficiente la prima fondamentale tappa delle 3T, il tracciamento dei positivi, per definire un accurato protocollo diagnostico.

Gli obiettivi
Goal 1 indagine: 3.000€ acquisto di materiali di laboratorio (kit, reagenti) per la raccolta delle biopsie
Goal 2 analisi: 8.000€ preparazione vetrini istologici e indagine immunoistochimica per alterazioni morfologiche e presenza virus
Goal 3 ipotesi di terapia: 10.000€ screening libreria molecole attive già note per individuazione strategia terapeutica
Goal 4 validazione: 15000€ messa a punto di un modello in vitro per testare l’efficacia terapeutica dei composti identificati

Team di ricerca
Daria Bortolotti, Ricercatrice in Microbiologia
Roberta Rizzo, Valentina Gentili, Sabrina Rizzo, Giovanna Schiuma, Juana Maria Sanz Molina, Anna Fantinati, Dipartimento di Scienze Chimiche, farmaceutiche ed Agrarie
Angelina Passaro, Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna Chiara Marina Semprini, Dipartimento di Scienze Mediche

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