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Da: Ufficio Stampa Università degli Studi di Ferrara

Cinque film fondamentali nella storia del cinema e dell’immaginario della conquista della Luna, nell’ambito delle attività collaterali alla mostra “Spazio 2019. Scienza e immaginario a cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna”. Sabato il via con un muto del 1902.

Il programma di seminari “La Luna al cinema” prende il via sabato 14 dicembre alle ore 15.30 con la proiezione dei film “Il viaggio nella Luna” del 1902 e “Uomini sulla Luna” del 1950. La rassegna è curata e introdotta da Alberto Boschi, docente di Storia del cinema all’Università di Ferrara. I cinque appuntamenti, in programma fino al 22 febbraio, si terranno presso l’aula 1A di Palazzo Turchi di Bagno, sede della mostra, in Corso Ercole I d’Este 32. L’accesso è gratuito fino ad esaurimento posti.

La rassegna “La Luna al cinema” amplia idealmente il piccolo “Spazio cinema” presente in mostra che, con locandine d’epoca e il montaggio di spezzoni di film, dà conto di quanto il linguaggio cinematografico sia stato significativo e pervasivo nel formare l’immaginario della conquista della Luna e dello Spazio.

L’appuntamento di sabato 14 dicembre inizia con la pellicola di Georges Méliès “Il viaggio nella Luna” (“Le voyage dans la Lune”), muto del 1902. Una pietra miliare in cui si racconta di un gruppo di astronomi che si imbarca su una navicella a forma di proiettile che viene sparata da un cannone sulla superficie lunare. Vagamente ispirato al romanzo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna” del 1865, e realizzato dal pioniere Georges Méliès con mezzi eccezionali per l’epoca, il cortometraggio viene considerato dagli storici il primo film di fantascienza mai prodotto.

A seguire “Uomini sulla Luna” (“Destination Moon”) del 1950, regia di Irving Pichel, con protagonisti un generale, un industriale aeronautico e uno scienziato astrofisico che organizzano un viaggio spaziale per raggiungere la Luna prima dei sovietici. Sceneggiato dal celebre scrittore di fantascienza Robert A. Heinlein, il film affronta per la prima volta il tema dell’esplorazione lunare con un approccio scientifico.

Gli appuntamenti successivi sono:
sabato 18 gennaio 2020, “Capricorn One” (1978) di Peter Hyams;
sabato 25 gennaio 2020, “Moon” (2009) di Duncan Jones;
sabato 15 febbraio 2020, “Sopravvissuto” (“The Martian”, 2015) di Ridley Scott;
sabato 22 febbraio 2020, “Apollo 11” (2019) di Todd Douglas Miller.

La cura della mostra e delle attività collaterali è di Marco Bresadola e Michele Fabbri, direttori del Laboratorio DOS Design of Science dell’Università di Ferrara, promotore del progetto; la direzione è di Ursula Thun Hohenstein, presidente del Sistema museale di ateneo dell’Università degli Studi di Ferrara.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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