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Ferrara: ora il bullismo della Maggioranza viaggia anche online

UOMINI CHE SE LA PRENDONO CON LE DONNE
Ferrara: ora il bullismo della Maggioranza viaggia anche online

Tempo di lettura: 4 minuti

di Ilaria Baraldi

Gentile Direttore,
desidero condividere alcune considerazioni in merito al Consiglio Comunale di ieri.
Mentre replicava all’Assessore Gulinelli, la consigliera del Gruppo Misto Anna Ferraresi è stata vittima dell’attacco sprezzante di due consiglieri della maggioranza e del vicesindaco Lodi, che l’hanno interrotta e sbeffeggiata, in una parola: bullizzata.
La consigliera Ferraresi ha più volte dimostrato di essere una donna coraggiosa e di non lasciarsi intimidire dalle provocazioni e dalle minacce dei componenti del suo ex partito – e durante un consiglio comunale in presenza fisica una scena come quella di ieri avrebbe avuto un esito differente. Purtroppo la videochiamata ci lascia anche questa solitudine: se tutti aprono il microfono e cominciano a parlare il putiferio è assicurato e anziché risolvere il problema di norma lo si acutizza.

Abbiamo pertanto assistito, attonite e attoniti (dai video della minoranza), ad una scena di bullismo da manuale, senza che chi è deputato al controllo e ad evitare che episodi del genere accadano facesse nulla: un Presidente del Consiglio sornione, certamente incapace di svolgere il suo ruolo di garante a tutela del corretto svolgimento dei lavori nel rispetto delle istituzioni e quindi anche della minoranza oltre che della dignità delle persone.
A giocarsela, la dignità, sono stati certamente i consiglieri e il Vicesindaco, attori dello squallido teatrino, ma pure gli altri componenti della Giunta presenti e le altre consigliere e consiglieri di maggioranza, che se la ridevano, davanti alle telecamere accese, ad assistere all’ennesimo show imbastito dal solito Naomo e dai suoi sodali.

La dignità istituzionale dovrebbe suggerire che un Consiglio Comunale è un luogo nel quale occorre comportarsi diversamente – ci si dovrebbe comportare educatamente, rispettosamente. Punto. Non sorprende particolarmente che scene del genere abbiano per protagonisti uomini che se la prendono con donne.
Non è altro che lo specchio fedele di quel che si vede e sente fuori dal consiglio comunale: una realtà che nelle occasioni ufficiali tutte e tutti dichiariamo di condannare e voler combattere. Per questo, anche per questo, esiste una commissione Pari Opportunità. Almeno questa – tra le altre – era la ratio della sua istituzione. Oggi la delega di quell’Assessorato fa capo a Dorota Kusiak, la quale, pochi minuti dopo l’episodio di bullismo consiliare, fieramente rivendica il diritto di farsi chiamare Assessore (al maschile) “perché è la forma adeguata e corretta rispettosa del ruolo che ricopro”.

Quindi, senza scomodare l’Accademia della Crusca, la declinazione femminile del sostantivo “assessore”, presente nella lingua italiana, non sarebbe rispettosa del ruolo che ricopre la Sig.ra Kusiak, dalla quale, avendo lei la delega alle Pari Opportunità, ci si aspetterebbe non dico solidarietà femminile ma almeno un minimo di attenzione, di sensibilità al tema.
I due episodi stanno insieme, si tengono, fanno parte della stessa mentalità. Non è un caso che episodi come quello accaduto ieri alla consigliera Ferraresi siano una novità assoluta per il Consiglio Comunale di Ferrara. Anche nei momenti di più aspra lotta politica mai in precedenza si è assistito a scene imbarazzanti come quella di ieri e sono certa che l’aver democraticamente vinto le elezioni non dia il diritto a nessuna e nessuno di mancare di rispetto alle persone e alle istituzioni che si rappresentano. La cultura maschile e maschilista di cui si veste l’Assessore Kusiak, che nega la desinenza femminile al suo ruolo, è la stessa che permette al vicesindaco e ai consiglieri di maggioranza di bullizzare una consigliera e al presidente del consiglio di non vedere quello che accade sotto i suoi occhi.

A tutte e tutti coloro che giudicano le questioni di genere, compreso il linguaggio di genere, come cosucce di poca importanza sulle quali non dovremmo perdere tempo, chiedo di riflettere sulla quasi simultaneità dei due episodi, sul nesso causale tra difesa a oltranza di una forma maschile di un ruolo che al contrario dovrebbe garantire la pari opportunità per la forma femminile e la mancanza di rispetto, tutta sostanziale, del ruolo e della persona di una consigliera. Accade tutti i giorni fuori, purtroppo, senza che le istituzioni preposte riescano a fare abbastanza, nella società, nelle scuole, sui luoghi di lavoro, per contrastare tutti quei piccoli atti di discriminazione quotidiana che spesso sfociano in bullismo e a volte, mai casualmente, in violenza.
Che l’attenzione venga meno proprio nel luogo da cui dovrebbero partire pensiero e azione è una novità. Questa si, preoccupante.

Ilaria Baraldi, Consigliera comunale PD, Vicepresidente Commissione Pari Opportunità

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