9 Agosto 2022

Vecchi, ricchi, “condizionati” … e una gran paura della morte:
cronaca di un dialogo impossibile

Roberta Trucco

Tempo di lettura: 6 minuti

 

Ieri mi sono ritrovata imbottigliata nel traffico. Dovevo portare la mia anziana mamma a pranzo da suoi vecchi amici. A causa di un incidente l’autostrada era bloccata. Siamo arrivate a destinazione alle 14. I due anziani amici di mia madre, genitori di amici della mia infanzia che non vedevo da molto molto tempo, mi hanno gentilmente offerto di rinfrancarmi dal caldo accettando il loro invito a sedermi a tavola con loro.  Tutti ultraottantenni apparivano poco cambiati rispetto ai miei ricordi d’infanzia. Certamente più incurvati, con l’artrite nelle mani,  con il passo meno sicuro, ma con l’ espressione del volto che non era non molto diverso da quello dei miei ricordi.

Una bella casa genovese, in una splendida zona di Genova, la tavola apparecchiata con la tovaglia, la  donna di servizio con il grembiule in cucina che trafficava. Insomma un ambiente che ricordavo, molto borghese e raffinato,  rimasto tale e quale a 40 anni fa, avvolto da muri pesanti separato totalmente dal fuori. Mi sono ritrovata in un atmosfera tipica della mia infanzia che però fa a pugni con la vita che si prospetta per il futuro. Almeno così l’ho avvertito io. Ci siamo seduti a tavola ed è iniziata la conversazione di rito. Il tempo passato, le nostre storie di vita, famiglia figli etc. poi la fatidica frase parliamo un po’ di politica.

Sapevo che stavo cadendo in una trappola ma non ho resistito e siccome gli anziani ospiti avevano un condizionatore  che andava a palla – fuori c’erano 35 gradi – mi sono arrischiata nella battuta “ vedo che avete il condizionatore che va al massimo e dunque devo presuppore che non siate affatto d’accordo con Draghi”. Non l’avessi mai detto… “ Draghi il miglior presidente che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni, unico presidente  ammirato in tutto il mondo (e intanto il mio cervello si chiedeva” a quale mondo facevano riferimento?”).  Hanno poi continuato “Autorevole e capace di limitare le “ troppe libertà dei nostri giovani” che naturalmente andavano recintati perché se no portavano il virus in giro causando la  morte dei vecchi”.

Il condizionatore continuava a sparare aria fredda, e loro mi parlavano dei poveri ucraini che andavano aiutat,i perché il mostro Putin” andava fermato. E intanto mi dicevano che i miei figli avevano fin troppe libertà e che andavano contingentate, che il loro sacrificio di sottoporsi a un vaccino sperimentale per difendere la vita dei vecchi era il minimo che potessero fare per ringraziarli per tutto quello che avevano ricevuto – e di nuovo il mio cervello si chiedeva “ un pianeta a rischio estinzione?” Aggiungevano che tutte le mie contro argomentazioni erano irrazionali,  frutto di isteria. Avevo tentato timidamente di dire che una società che usa come cavie i bambini e i giovani adolescenti  con un siero di cui nulla si sa sugli effetti a lunga scadenza era una società che non aveva a cuore il futuro delle nuove generazioni. Hanno tuonato che non avevo fiducia nella scienza! Quando ho opposto a quale scienza facevano riferimento, a quel punto mi hanno detto garbatamente che ero una folle complottista,  che se avevo avuto il Covid senza quasi sintomi era solo culo e che dei loro tre figli solo uno la pensava come me  (per fortuna) e lo definivano appunto il complottista.

Il vecchio padre continuava a ripetermi di aprire una disputa socratica: ”argomentiamo ogni singola posizione e vedrai che fallisci”. Ho accettato la sfida. Mi sono sembrati dei folli come folle apparivo io ai loro occhi. I loro punti erano tutti fondati sul dogma della giustezza delle scienza, quella riconosciuta dal Potere ovviamente, e sul dogma  dello Stato Padre, che sceglie sempre per il bene di tutti al quale i cittadini onesti  devono obbedire ciecamente. Ciò che io reputavo una ragionamento logico per loro era irrazionale e ciò che loro reputavano un ragionamento logico a me pareva solo un modo per scansare la  loro paura della morte.

Mi sono alzata sorridente, mantenendo il più possibile la calma, ho addotto la scusa che avevo una figlia adolescente da recuperare, e con  un filo di ironia ho aggiunto che certamente avrei telefonato al loro figlio complottista per organizzare le barricate in difesa del principio di autodeterminazione così criminalmente calpestato in questi due anni dallo Stato Padre e che come femminista non mi stupiva affatto  dal momento  che da millenni il principio di autodeterminazione viene osteggiata,  a partire dal controllo dei corpi delle donne, dal Patriarcato  di cui massima espressione, oggi, sono le istituzioni .  La padrona di casa mi ha gentilmente accompagnato all’uscita con questa bella battuta “il femminismo; la malattia peggiore che esista e per il quale purtroppo un vaccino non c’è”. Quanto a carattere lo sfoderava con ancor più audacia della mia, chapeau, un bel calcio in culo con il sorriso sulla bocca.

Fuori dalla porta mi aspettava un sole rovente ma una luce intensa, radiosa e meravigliosa.  Mi sono detta che la paura della morte, se non riconosciuta e messa in parole produce queste aberrazioni: “se non si bucavano i giovani,  andavano in giro, mi infettavano e mi ammazzavano” questo avevano detto gli ultra 85enni, come se la morte non fosse presente se non attraverso lo spazio che i giovani portano via ai non giovani . Con questo schema i vecchi possono allontanare il pensiero della morte spostandolo all’infinito sulla colpa dei giovani di essere giovani. Mi è venuto in mente questa brillante riflessione di Franco Nembrini “l’educazione è un casino da mo” [vedi il video], due minuti esilaranti che vi consiglio di ascoltare.

Non cambia nulla, la storia si ripete, se non siamo capaci di andare in fondo ai tunnel delle nostre paure. Resta però il fatto che in tempi estremi come quelli che stiamo vivendo, non affrontare seriamente e profondamente queste nostre paure ataviche diventa criminale perché ci si macchia dell’assassinio vero e proprio e non simbolico della gioventù.

lo confesso, sono uscita schifata anche se sento e so che parte del loro modo di vivere appartiene anche al mio, è parte di  me. E che per liberarmene c’è bisogno di un vero atto di rottura. La babele che ci avvolge, l’incomunicabilità tra generazioni  è forse il castigo che ci spetta per non volere  fare fino in fondo  il salto quantico, il salto  dentro al futuro, con gli occhi di chi lo ha davanti tutto da vivere. Ho scritto questo pezzo perché spero davvero di non fare il loro stesso errore, spero di non macchiarmi di una colpa che non riesco a perdonargli, quella di non sapere accettare la finitudine della vita che porta alla cancellazione del diritto allo  spazio della vita di chi verrà dopo di noi.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), femminista atipica, felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia con una tesi in teatro e spettacolo. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all’ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l’arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta “che niente succede per caso.” Nel 2015 Ho scritto la prefazione del libro “la teologia femminista nella storia “ di Teresa Forcades.. Ho scritto la prefazione del libro “L’uomo creatore” di Angela Volpini” (2016). Ho e curato e scritto la prefazione al libro “Siamo Tutti diversi “ di Teresa Forcades. (2016). Ho scritto la prefazione del libro “Nel Ventre di un’altra” di Laura Corradi, (2017). Nel 2019 è uscito per Marlin Editore il mio primo romanzo “ Il mio nome è Maria Maddalena”. un romanzo che tratta lo spinoso tema della maternità surrogata e dell’ambiente.
Roberta Trucco

Ti potrebbe interessare:

  • Save The Park: domani alle 16,30 il flash mob al Parco Urbano
    (Lettera ad un sindaco duro d’orecchi)

  • RICERCA E SOLIDARIETÀ
    Nistagmo, questo sconosciuto

  • ELEZIONI: “Si respira aceto”
    e a seguire: “Il lavoro da morire”

  • the end, fine, capolinea

    ELEZIONI: IL PD A FINE CORSA?
    Non basta un congresso e un nuovo segretario, dovrà cambiare un’intera strategia politica

  • Parole a capo
    Roberta Lipparini: “Nei titoli di coda”. Parole in libertà ma senza debordare troppo…

  • DONNA, VITA, LIBERTÀ
    Può succedere a Ferrara…

  • Parole e figure /
    La signora Bigodino, la la la la la

  • Un’analisi del voto: Meloni, Conte, Schlein e il problema della rappresentanza

  • Per Mahsa Amini e per sostenere la rivolta del popolo iraniano:
    Ferrara, piazza Trento Trieste: 28 settembre ore 17,30

  • Elezioni: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra”

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi