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Vento d’Expo: a 10 giorni dall’inizio primo brindisi giornalisti stranieri

Tempo di lettura: 5 minuti

da: ufficio stampa Coldiretti

4 tour per giornalisti e buyers per incontrare eccellenze regionali

A dieci giorni dall’inizio, il primo brindisi all’Expo con i giornalisti stranieri avrà per protagonisti vini e prodotti di eccellenza dell’Emilia Romagna. Dal 21 al 23 aprile, giornalisti provenienti da tutta Europa, dalla Finlandia alla Svizzera, dall’Olanda alla Bulgaria, e dagli Stati Uniti, verranno accolti, in vista della grande kermesse mondiale, nel territorio dell’Emilia Romagna. Una iniziativa nata dalla collaborazione tra Coldiretti regionale, Coldiretti provinciale di Piacenza e Regione Emilia Romagna, che porterà i giornalisti specializzati in wine & food a incontrare i produttori delle eccellenze enogastronomiche dell’Emilia Romagna, che costituiranno le bandiere dell’agroalimentare regionale nei sei mesi dell’Expo, e a conoscere il territorio regionale e la sua storia con le sue bellezze naturali ed artistiche. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa a Bologna, cui sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello, e il presidente di Coldiretti Piacenza, Luigi Bisi.
È un modo – commenta Coldiretti Emilia Romagna – per far scoprire ai visitatori stranieri che proprio nel territorio circostante ci sono le radici dell’Expo costituite dalle grandi produzioni enogastronomiche emiliano romagnole e italiane in generale.
Per tre giorni, i giornalisti parteciperanno a sessioni formative e informative, visiteranno il territorio, degustando vini tipici abbinati alle produzioni alimentari che fanno dell’Emilia Romagna la food valley d’Italia. Tra i vini piacentini – sottolinea Coldiretti – spicca il Vin Santo di Vigoleno, la più piccola Doc d’Italia con una produzione di circa 5.000 bottiglie l’anno. Il Vin Santo di Vigoleno – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è ottenuto da uve di vitigni autoctoni, la cui memoria è rimasta quasi esclusivamente nel territorio dei colli piacentini. I loro nomi sono Santa Maria e Melara, che forniscono la maggioranza delle uve, accompagnati in minimo uvaggio da Ortrugo, Beverdino e Trebbiano. Questi vitigni – spiega Coldiretti Emilia Romagna – sono coltivati sulle balze del medioevale borgo fortificato di Vigoleno, affacciato sul parco dello Stirone che danno uve con particolari caratteristiche di gusto e di aroma grazie alla proprietà di terreni che si trovano solo qui e che i geologi hanno denominato “formazione di Vigoleno”. Insieme con il Vin Santo ci saranno gli altri vini tipici del territorio, dall’Ortrugo alla Bonarda, dalla Malvasia al Gutturnio. Quest’ultimo in particolare è un vino (ottenuto dall’uvaggio di Barbera e Bonarda) che si produce solo in provincia di Piacenza. Capostipite dei vini rossi piacentini, nel 1967 è stato tra i primi dieci vini italiani (e il primo vino piacentino) a ricevere la denominazione d’origine controllata (Doc). Ciò che il Gutturnio è per i rossi, l’Ortrugo è per i bianchi, ottenuto dall’omonimo vitigno che da secoli si coltiva solo nel piacentino. Dopo aver rischiato di sparire, è stato recuperato agli inzi degli anni Settanta del secolo scorso dalla passione dei viticoltori locali.
La parte gastronomica sarà rappresentata dalle bandiere del gusto emiliano romagnolo, guidate dai due grandi formaggi nati secoli fa in queste terre, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, accompagnati dal “Re dei salumi”, sua maestà il Culatello di Zibello, che si produce solo qui, grazie alle nebbie e all’aria di queste terre, al prosciutto di Parma e all’aceto balsamico tradizionale di Modena, altro figlio di eccellenza dei vitigni del territorio, fino al burro ValParma, ottenuto dalla panna del latte di alta qualità utilizzato per produrre Parmigiano Reggiano.
Per consentire ai giornalisti di calarsi nel territorio e nella sua storia, è stata loro riservata l’accoglienza nel quattrocentesco castello di San Pietro in Cerro, complesso fortificato composto da trenta sale, che hanno mantenuto molti arredamenti originali, due saloni d’onore, cucine e prigioni. L’antica dimora, che fa parte del sistema dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza, ospiterà l’incontro tra i produttori di vini e i giornalisti stranieri, che saranno alla fine ospitati per il pernottamento alla “Locanda del re Guerriero”, ricavata nelle antiche scuderie del castello.
L’obiettivo esplicito dell’incoming dei giornalisti stranieri è quello di promuovere e incrementare la reputazione dei vini piacentini e dei prodotti enogastronomici dell’Emilia Romagna all’estero. Per questo Coldiretti Emilia Romagna e Coldiretti Piacenza, sempre in collaborazione con la Regione, dopo questo primo appuntamento con i giornalisti che riporteranno nei Paesi d’origine le informazioni sulle eccellenze territoriali, hanno già programmato altri tre incontri con buyers provenienti dall’estero. Il primo dal 19 al 21 maggio prossimi, il secondo dal 6 al 7 ottobre. Il terzo sarà ancora più articolato, organizzato su quattro giornate dal 9 al 12 giugno, con importatori e buyers comunitari ed extracomunitari provenienti da Canda, Usa, Corea, Giappone, Germania, Svizzera, Estonia che avranno modo di incontrare i produttori italiani con la formula “one to one” per eventuali accordi commerciali.

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