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Verbale congiunto incontro Comitati Acqua Bene Comune Emilia Romagna e CGIL Emilia Romagna.

Tempo di lettura: 2 minuti

da: comitato Acqua Pubblica Ferrara

In data 12 gennaio 2015 si è tenuto l’incontro fra i Comitati per l’Acqua Bene Comune Emilia Romagna e la CGIL Emilia Romagna per discutere delle rispettive posizioni sul tema del governo e della gestione del servizio idrico nella nostra regione.

Sono emersi sia punti importanti di convergenza che significativi punti nei quali le parti hanno registrato divergenti valutazioni e strategie.

CGIL e comitati, hanno condiviso la negativa valutazione dei provvedimenti del governo contenuti nella Legge di Stabilità e nel Decreto Sblocca Italia, sia in merito agli effetti sugli Enti locali, che sul tema degli incentivi alla cessione di partecipazioni pubbliche alle aziende di gestione dei servizi pubblici locali.
Provvedimenti che assieme all’opposizione al Jobs Act hanno visto la mobilitazione sindacale con lo sciopero indetto da CGIL e UIL del 12 dicembre 2014 alla quale hanno partecipato i Comitati Acqua Bene Comune Emilia Romagna.
È stata condivisa la necessità di produrre un’ampia mobilitazione per difendere il mantenimento della maggioranza pubblica in HERA ed IREN (51%) da parte dei Comuni, considerando questo obiettivo la condizione indispensabile per evitare la completa privatizzazione del servizio e rilanciare le rispettive strategie di valorizzazione del legame al territorio e di servizio legato agli interessi degli utenti e dei lavoratori.

Si è condivisa inoltre la necessità di promuovere un più spiccato ruolo di interesse pubblico da parte degli Enti locali – Regione e Comuni – richiamandoli alle loro responsabilità e sulla necessità di resistere a politiche che complessivamente ne ridimensionano il ruolo e che impediscono la ripresa economica, a partire da un diverso modello di sviluppo compatibile sotto il profilo sociale, ambientale e democratico.

Le parti inoltre hanno convenuto di continuare la discussione e i necessari approfondimenti sui temi che hanno registrato impostazioni divergenti, in particolare i rispettivi giudizi sulle multiutility, sui processi di ripubblicizzazione del servizio idrico, sul quadro complessivo regionale che può determinarsi.

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