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vigilanza privata degli stabilimenti balneari. Bergamini e Tomasi: “la Regione crei un fondo”

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Ufficio Stampa Lega

«Occorre urgentemente un fondo per sostenere le spese degli operatori balneari, costretti a rivolgersi a guardie giurate e vigilanti privati per sorvegliare le loro proprietà, continuamente preda di ladri e vandali». E’ questo l’accorato appello del consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, e della deputata comacchiese del Carroccio, Maura Tomasi. Perché, come si suol dire, la misura è colma. Gli esponenti leghisti hanno visitato in questi giorni le realtà costiere, toccando con mano le difficoltà, che non sono soltanto quelle della movida di cui si è occupata la Prefettura proponendo gli steward. «Non passa giorno, senza che qualcuno dei miei colleghi sia costretto a segnalare l’incursione di vandali o ladri nelle ore notturne», spiega Renzo Cecchetto, uno dei titolari del Bagno Florida del Lido di Spina. Nei giorni precedenti, anche qui si sono registrati fenomeni inquietanti: giostre per i bambini danneggiate; teloni squarciati, altri segni del passaggio di qualche balordo. Altrove, la situazione non cambia e c’è chi registra qualche furto. «Spesso, persone ubriache si addentrano nelle spiagge quando i locali della zona chiudono. Non sappiamo se si tratta di gesti puramente vandalici o intimidatori, ma resta il fatto che sempre più di frequente dobbiamo confrontarci con questi fatti», dicono esasperati gli operatori. Il costo dei danni, naturalmente, si somma alle perdite di una stagione flagellata dal Coronavirus. L’unico deterrente? «L’utilizzo di vigilanti privati – dicono alcuni operatori della costa – che però costituisce un costo ulteriore. Nessuno viene in nostro aiuto e tenere aperto è sempre più difficile». Fabio Bergamini sta presentando in queste ore un’interrogazione in Assemblea Legislativa per chiedere spiegazioni e, soprattutto, l’istituzione di un fondo apposito, che possa sostenere le spese degli stabilimenti balneari regionali, per contribuire alla vigilanza privata che è ora totalmente a carico degli esercenti, inclusi i costi per chi vigila alla sicurezza dei clienti nell’emergenza Covid. «Un aiuto arriva dal Protocollo istituito da Matteo Salvini, ai tempi in cui era Ministro dell’Interno – dicono Bergamini e Tomasi – e che si chiama “Spiagge sicure”. La misura intende finanziare i 150 comuni costieri impegnati nel controllo delle spiagge, dalla sicurezza al contrasto dell’abusivismo, che costa milioni di euro all’erario. In questa fase storica – avvertono – i controlli si spostano anche sul versante del distanziamento sociale, ma possiamo chiedere che gli stabilimenti provvedano a tutto da soli: la Regione deve fare la sua parte». /(Foto del sopralluogo in uno stabilimento balneare al Lido di Spina)

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