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Visita di Mantovani ad Anselmi: “La sicurezza dovrebbe essere una priorità nel programma di un sindaco”

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Comitato Elettorale Vittorio Anselmi, Candidato Sindaco di Ferrara

Il vicepresidente della Regione Lombardia, con delega alla sanità, Mario Mantovani ha fatto visita al candidato sindaco Vittorio Anselmi, incontrando i simpatizzanti di Forza Italia e affrontando nell’occasione diversi temi cari al centro destra.
Uno di questi è stato il nuovo Sant’Anna, definito da Luca Cimarelli nell’introduzione al dibattito, come “la più grande vergogna di Ferrara della storia recente. Un esempio di pessima gestione della cosa pubblica che ha fatto dire a Errani: ‘con che faccia ci presentiamo ai Ferraresi?’ ”.
Mantovani coglie l’assist, entrando nel dettaglio di alcuni aspetti riguardanti la sanità della sua regione: “A Brescia c’è l’ospedale più grande della Regione, un nosocomio che impiega oltre seimila persone. Non penseremo mai all’ipotesi di trasferirlo fuori dalla città. Stessa cosa a Milano col Policlinico. Anzi, stiamo acquistando vecchi stabili per allargare questo presidio che deve rimanere nel centro del capoluogo lombardo. A Ferrara si è scelto, in modo assurdo, un terreno lontano dalla città, su un terreno paludoso che ha obbligato i progettisti ad allargare la metratura con costi decuplicati”.
Sempre in tema socio-sanitario, l’ex sottosegretario del governo Berlusconi, lancia una stilettata nei confronti della burocrazia di Stato e dell’attuale ministro Lorenzin.
“In Lombardia ci sono presidi in cui continua la sperimentazione sul ‘metodo Stamina’ su poche decine di bambini. Alcuni magistrati indagano i medici che sottopongono i pazienti a questa sperimentazione, nel frattempo ci sono 700 sentenze che lo convalidano e impongono di proseguire. Ho scritto a Lorenzin perché decida, con urgenza, tramite decreto, un provvedimento unico, ma non mi ha risposto. Ho scritto allora al Presidente della Repubblica, per avere chiarezza nei confronti delle persone che soffrono. Sto attendendo che il Consiglio Superiore della Magistratura prenda una decisione in proposito”.
Dalla sanità alla sicurezza. Il vicepresidente lombardo spiega le proprie ricette, essendo anche stato sindaco di un piccolo comune. “L’Italia è un Paese accogliente, noi però non possiamo ospitare tutti gli immigrati che arrivano sulle nostre coste senza una precisa politica di integrazione e pensando di poter garantire tutti. Sarebbe irriguardoso anche per gli stessi stranieri che giungono qui. Cosa può fare un sindaco? Più di quello che si pensi. Nessuna ricetta da sceriffi come ne sento tante, dall’uso dei cani ai droni – sottolinea l’esponente di Forza Italia – sarebbe sufficiente un controllo attento a livello locale. Io, da sindaco, prima di concedere le carte d’identità, convocavo gli stranieri che ne facevano richiesta, verificando che avessero un valido contratto d’affitto, che lo pagassero regolarmente attraverso un lavoro regolamentato, che mandassero i propri figli a scuola. In questo modo si controlla il proprio territorio, favorendo le persone perbene, anche tra gli stessi immigrati. Ciò che serve è il rispetto delle leggi da parte di tutti. La sicurezza andrebbe collocata tra le priorità nei programmi di un sindaco. Mi auguro di tornare a Ferrara e trovare un sindaco più azzurro”.

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