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di Maria Luigia Giusto

Per la terza volta è successo. La quieta città adagiata sul letto del Po si è risvegliata in questa stagione in cui ogni strada ha i suoi papaveri, mostrandosi ad abitanti e visitatori nella sua natura più bella. Le vie segrete, gli angoli nascosti e inosservati sono stati scandagliati in 72 ore da migliaia di curiosi. Le begonie esuberanti, le felci antiche, i gelsomini inebrianti, i glicini, le ortensie e le rose misteriose hanno dato loro il benvenuto nel modo silenzioso eppure così spettacolare che le fa rinascere ad ogni nuovo tepore. Gli alberi secolari sono stati sorpresi da così tanti passi sulle loro radici interrate: i tigli, gli ippocastani, gli aceri, il ginkgo hanno osservato dall’alto quella strana specie che una volta l’anno, tutta insieme, si è data appuntamento per andare a cercarli, trovarli, ammirarli e fotografarli, portando con sé una foglia speciale, un petalo raccolto, un molle filo d’erba. E’ stato un rinnovato e riuscito esperimento sociale ed ecologico che ha confermato l’incontro, l’incanto nella natura.

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