COMUNICATI STAMPA
Home > IL QUOTIDIANO > #VocidalGad – Alberto Ferretti: “Ormai ‘Gad’ è l’intera Ferrara”

#VocidalGad – Alberto Ferretti: “Ormai ‘Gad’ è l’intera Ferrara”

Ferraraitalia è un quotidiano libero e indipendente. Significa che, pur avendo un orientamento e una linea editoriale laica e progressista, pur aderendo con convinzione ai principi della nostra Costituzione, pur rigettando ogni forma di razzismo e di pratica violenta, ferraraitalia deve e vuole dare spazio a tutte le opinioni, anche a quelle che non condivide. Se non lo facesse, addio libertà di parola e di informazione. Nell’intervista che qui sotto pubblichiamo, il presidente degli ‘Insorgenti’ Alberto Ferretti dà conto dei suoi trascorsi di destra, palesa una vena nostalgica (“se ci fosse il fascismo in una settimana il problema sarebbe risolto”) e attacca a tutto campo il Governo locale, i partiti della Sinistra, la polizia comunale, la Chiesa… e naturalmente gli immigrati (“In Italia chi rimane? Quelli che non hanno buone intenzioni, perché si delinque egregiamente”). Di queste affermazioni, ben lontane dal sentire di questo quotidiano, l’intervistato si assume la paternità e la responsabilità. Ferraraitalia si limita a registrarle, credendo giusto – in questa occasione e come sempre – offrire ai suoi lettori un’informazione improntata al criterio della completezza.
La redazione

 

La quarta puntata di #VocidalGad vede come protagonista Alberto Ferretti, presidente dell’associazione “Insorgenti” di Ferrara, molto attivi nella zona Gad.

Ci spieghi chi sono gli ‘Insorgenti’?
L’Associazione Insorgenti è nata nel 2013, all’epoca della protesta dei forconi che prese piede in tutta Italia. Qui a Ferrara ricordo che andai ad una riunione in piazza il 19 Dicembre. Siccome era una manifestazione trasversale e apartitica, sono andato a vedere perché mi interessa quello che succede nella mia città.
In un paio di giorni abbiamo delineato delle linee guida per muoverci, non c’era un’organizzazione vera e propria. Io avevo fatto politica per alcuni anni e avevo un po’ di esperienza più degli altri. Nel giro di una settimana abbiamo fatto una serie di iniziative e una manifestazione sotto Equitalia, perché all’epoca era un argomento molto sentito, ed ho organizzato una manifestazione che facesse il giro della città, che è diventata la più grande manifestazione che si fosse vista negli ultimi decenni. Parteciparono più di 400 persone da Ferrara e dintorni. Il giorno prima della manifestazione, il Governo convocò gli autostrasportatori, i quali erano una della parti in gioco, e li comprò, semplicemente, e quindi si chiamarono fuori dal gioco.

Il giorno stesso i giornalisti ebbero ovviamente da ridire ed io risposi: ”noi non siamo i forconi, siamo insorgenti” e da lì nacque tutto, rifacendomi ad alcuni miei studi storici sulle insorgenze, dove il popolo si stanca di quello che sta succedendo e non essendoci altri riferimenti ai quali affidarsi, autonomamente prende in mano la situazione e insorge.

Abbiamo presentato gli Insorgenti, ora parliamo di Alberto Ferretti.
La mia storia diciamo che è segnata, perché mio padre era un esponente dell’Msi, uno dei fondatori del Movimento Sociale a Ferrara. Faceva politica, è stato in consiglio comunale, provinciale, ed è stato anche presidente della ‘Circoscrizione Centro’. Di conseguenza a casa mia si respirava politica tutti i giorni, ed io sono sempre cresciuto con i valori della destra sociale. Sono stato in Polizia, ho fatto il militare, per cui non ho mai fatto politica attiva nei partiti fino ad un certo periodo. Dopo alcuni anni, nei primissimi anni ’90, mi sono congedato ed il primo partito al quale mi sono iscritto è stata la Lega. Mi piacevano perché erano nazional-popolari, insorgenti, avevano delle belle idee, infatti nel giro di poco tempo fecero un boom.

Son rimasto dentro per pochi anni, poiché le dinamiche interne dei partiti non mi sono mai piaciute più di tanto. I partiti tendono ad acquisire consensi per partecipare alle elezioni, e finite le elezioni spariscono, dimenticandosi delle promesse fatte.

Dopo l’esperienza della Lega mi sono rimesso in gioco politicamente fondando “la Destra di Storace” qui a Ferrara, e partecipai alle elezioni amministrative nel 2009 come candidato sindaco, nel primo anno in cui fu eletto Tiziano Tagliani. Anche in quella occasione il partito si dimostrò molto ‘romano-centrico’ e molto poco nazionale, di conseguenza non faceva per me. Mi sono rimesso con “Fratelli d’Italia” e poi possiamo dire che le mie esperienze nei partiti sono finite, poiché ne sono fuori da due anni ormai.

Come mai?
Come ti ho detto, non reputo che i partiti, soprattutto quelli tradizionali, siano la soluzione. Io auspico che ci sia un nuovo rassemblement con a capo Salvini, perché è colui il quale sta dimostrando una certa coerenza e anche del coraggio, con quello che sappiamo può succedere ai leader dei partiti non di sinistra, anche in Europa. Ogni tanto qualcuno lo fanno fuori…

Perché Salvini potrebbe essere una soluzione, soprattutto per quanto riguarda Ferrara?
Perché ha il popolo dalla sua parte. Da queste cose si vede chi ha il carisma, chi ha le idee. La gente è disorientata. Noi usciamo da 6 anni dove non c’è stato un governo praticamente.
Concretamente la sinistra non ha mai fatto niente per il popolo, per i cittadini italiani. Sono unicamente focalizzati sull’ideologia e sul concreto non fanno mai niente. Se fanno qualcosa o la fanno per compiacere i poteri forti che li han messi lì, o a scopo puramente ideologico, come i matrimoni gay, genitori 1 e 2 ecc.. ma le cose che interessano i cittadini quali sono? Il lavoro, figli che possano studiare in scuole con professori decenti e non indottrinati politicamente o che partecipino a manifestazioni, magari che imparino già un mestiere e non solo nozioni teoriche, e poi i propri anziani, la sicurezza nella propria città, la salute pubblica, il poter vedere di nuovo aziende che possano creare posti di lavoro, sviluppo, in sostanza il futuro per loro e per i loro figli. Io, per esempio, ho due figli anche abbastanza grandi ma non vedo un gran futuro in Italia per questi ragazzi. Son queste le cose che interessano alla gente. Non gliene frega niente dei grandi temi, che poi sono utopistici come ben sappiamo, e sono al di fuori della realtà. La politica si deve occuparsi di gestire la società, non fare propaganda.

Ed a proposito del quartiere Giardino in particolare?
Io ci sono nato e cresciuto nel quartiere Giardino. Era uno dei posti più belli di Ferrara, non per niente l’avevano chiamato Giardino. L’ho visto decadere, soprattutto per la mala gestione per quanto riguarda le attività commerciali con l’apertura delle “Coop” che hanno circondato Ferrara ed hanno svuotato il centro.

Ferrara, come tutte le città, è fatta di quartieri, ed il quartiere è un piccolo paese/comunità. Mi ricordo che da piccolo mia mamma mi portava a fare la spesa nelle botteghe del quartiere, dove trovavi tutto. All’epoca, poi, non esistevano gli extra-comunitari, si vedevano in tv o al cinema.

Era un tessuto sociale molto più legato, unito, solidale, del multiculturalismo che ci vogliono appioppare per forza. La realtà cozza con l’ideologia. Se l’essere umano esiste da migliaia di anni, non è che questi hanno scoperto dopo la rivoluzione francese i grandi diritti dell’uomo e vogliono ribaltare quella che è la realtà a loro uso e consumo. Non è così. Noi abbiamo una storia. L’essere umano è un animale sociale ed ha bisogno di socializzare. Se tu gli togli queste necessità diventa un personaggio sradicato che non crede più a nulla. Questo sta succedendo.

Comunque, rientrando nel tema Gad, io lì ho vissuto e ho visto come funzionava e qual era la vita di una volta. In poche decine di anni sembra passata un’éra geologica. È cambiato tutto. Delinquenti e drogati ce ne sono sempre stati, anche se meno.

Perché il quartiere Giardino si è ‘degradato’?
Qui ci sono diverse ipotesi, tra le quali che loro [i politici di sinistra nda] abbiano scelto un quartiere per degradarlo. È un’ipotesi e non credo che lo confermeranno mai anche se fosse vero. Nel caso avessero fatto questa scelta, lo avrebbero fatto in questo quartiere perché sicuramente non era uno di quelli dove prendevano più voti. Alcuni dicono anche che una delle due torri del grattacielo o gran parte, sia gestita direttamente dall’Asp Ferrara, quindi hanno avuto la possibilità di inserire tanti di questi immigrati all’interno. Che poi ‘immigrato’ mi sembra la parola sbagliata. Immigrato è colui che viene con i documenti, entra in un paese per ricongiungersi ai propri parenti o per costruirsi una nuova vita, quindi ha già un’idea di integrarsi. Questi qui non sono immigrati e non sono neanche clandestini. Questi sono dei ‘deportati’. Son venuti fuori dei documenti, fascicoli e volantini che sono stati distribuiti nell’Africa sub-sahariana da delle organizzazioni che li hanno convinti che qui c’è il ‘paese del bengodi’; quindi c’è un piano dietro, un piano per creare questa massa di persone che decidono di spostarsi. Come fanno queste persone che scappano dalle guerre, come ci raccontano, o che hanno subito grandi travagli nel loro paese a trovare 4 o 5 mila dollari che occorrono per fare la tratta dall’Africa sub-sahariana alla Libia e poi da lì arrivare in Europa? Chi glieli dà quei soldi? Qualcuno glieli darà. E se qualcuno glieli darà vuol dire che una volta qui ne faranno molti di più.

Non crede, quindi, che l’immigrazione possa essere una ‘risorsa’?
Se questi fossero delle risorse, perché gli altri non li vogliono? Perché paesi più avanzati del nostro anche nella democrazia, come l’Inghilterra e gli Stati Uniti o i Paesi del nord, mettono delle soglie, scelgono che tipo di immigrazione accogliere, ad esempio gente scolarizzata, gente preparata. Sappiamo che gli Stati Uniti hanno fatto un grosso investimento nelle università ad esempio del Pakistan o dell’India, per creare degli ingegneri, non per creare personaggi senza né arte né parte che ovviamente finiranno a spacciare. Questa si chiama ‘immigrazione’ ed eventualmente ‘integrazione’, quando tu costruisci un percorso. Un’invasione selvaggia non potrà mai funzionare. Poi a Ferrara, che è la città del nord più sottosviluppata.

Ma sono tutti così i migranti in arrivo?
Io non penso che queste persone siano tutte cattive o tutte malintenzionate. Quelle che hanno buone intenzioni, però, se ne vanno. Perché a Ferrara non c’è niente, andranno nel nord Europa dove se tu vuoi lavorare guadagni molto più di qua e dove ci sono molte più opportunità. E in Italia chi rimane? Quelli che non hanno buone intenzioni, anche perché con le leggi che abbiamo si delinque egregiamente, senza che accada nulla.

Cosa risponde a chi vi accusa di razzismo?
Quando tu non hai argomenti, cerchi il più facile. Quando non hai scusanti, inizi ad accusare gli altri. Noi non amavamo questa amministrazione da prima che ci fosse questa immigrazione incontrollata. Sono maestri ad etichettare quelli che non la pensano come loro, infatti io mi chiedo nel Partito Democratico quella ‘D’ cosa significhi. Non ascoltano nemmeno i loro cittadini. Loro si muovono come se Ferrara fosse una loro proprietà. Hanno accusato un intero quartiere di essere razzista. Ma si può anche solo pensarlo?

Come vi rapportate a questa situazione?
Prima di parlare devi scusarti, cioè devi anticipare che non sei razzista, siamo a questi livelli. Sono riusciti a impostare ideologicamente gli argomenti e la neo-lingua in modo che tu automaticamente se dici qualcosa contro quello che loro hanno detto, o sei razzista o sei fascista o sei omofobo o sessista. Loro sono a corto di argomenti, e con queste parole che nell’immaginario collettivo si è stati bombardati per anni e anni, sono delle parole guida.

Parlando delle misure adottate per migliorare la situazione, l’esercito ha apportato benefici?
È un segnale che tu dai, e loro non lo volevano. Mi ricordo benissimo, hanno una faccia tosta che fa paura a volte. Mi ricordo bene quando Tagliani, Maisto e Modonesi, assessore all’INsicurezza, non volevano l’arrivo dei soldati perché non era quello il modello di città volevano. Franceschini si è preso una marea di fischi allo stadio e ha capito che le cose non erano più sotto controllo, e ‘tac’ è arrivato l’esercito a Ferrara. È arrivato per quello e contro il parere dell’amministrazione.

Alcune associazioni hanno accusato i militari di essere troppo duri.
Addirittura ho sentito dire che sono arrivate delle denunce dall’associazione “Aldrovandi”, ma non apriamo quel capitolo.
Comunque se ci fosse la volontà politica in un mese il problema sarebbe risolto, semplicemente applicando le leggi che esistono e facendo in modo che la giustizia faccia il suo corso.

Quale potrebbe essere secondo lei la soluzione per migliorare il quartiere Giardino?
Applicare le leggi già esistenti, e quelle che non vanno bene le modifichi.

Anche il regolamento della polizia comunale?
Assolutamente, l’hanno scritto loro e non lo applicano.

Le forze dell’ordine sono abbastanza presenti o si potrebbe fare di più anche su questo fronte?
Io sono stato in polizia sei anni e mezzo, in situazioni molto più grandi perché sono sempre stato a Bologna. Questa situazione qui è ridicola. Gli uomini ci sono, probabilmente adesso sono anziani e non c’è stato il ricambio per i soliti motivi economici, probabilmente se fossero più giovani e dinamici…

Anche gli africani che spacciano sono abbastanza ‘atletici’ dicono alcuni residenti.
Potrebbero partecipare alle olimpiadi tranquillamente!

Ma a parer suo manca la volontà per migliorare la situazione?
È una questione di volontà politica, come ho detto. Se ci fosse il fascismo, e non ci potrà mai più essere, in una settimana il problema sarebbe risolto. A un certo punto se l’unica cosa che capisci è quella lì, perché no?

Come Insorgenti cosa avete fatto?
Abbiamo iniziato a fare una serie di presidi in alcuni punti ‘nevralgici’, nei punti più infuocati non ce li hanno permessi. Abbiamo fatto volantinaggi, e abbiamo sempre dato un impostazione costruttiva, non abbiamo mai fatto la battaglia per la ‘bandiera’ perché non abbiamo interessi elettorali. Noi vogliamo che Ferrara torni ad essere quello che era, una città dove puoi vivere serenamente, non dove ogni due per tre ti arriva un tizio a chiedere se vuoi la dose ecc.. che sia nero, giallo, blu non ci interessa.

Alcuni dei migranti di cui parla sono richiedenti asilo, cosa pensa delle attuali leggi al riguardo?
Le leggi sulla richiesta d’asilo sono completamente da rivedere perché quando sono state fatte non esisteva quello che c’è adesso. Devi adeguare la legge alle realtà esistente. I numeri, le modalità, la mafia nigeriana che è arrivata. Tra l’altro la Nigeria ha 160 milioni di abitanti, ma alcuni qui, tra cui il vescovo, dicono che dobbiamo accogliere tutti.

Almeno con l’Islam, avendo Ferrara ben tre moschee, ha avuto un’integrazione migliore?
No, non possono integrarsi, perché non vogliono e non è nell’ordine delle cose. Sono una civiltà troppo diversa. Siamo tutti esseri umani, ma noi proveniamo da una storia, aldilà di quella religiosa, che ha delle sue tradizioni, una sua visione del mondo, della società, della donna e della famiglia, e loro ne hanno completamente un’altra. Però c’è un altra differenza, che noi non siamo soggetti alla legge religiosa, loro sì. Questa cosa non la potrai mai eliminare, e quindi non potranno mai integrarsi con un popolo cristiano. Forse convivere, ma l’integrazione è un altra cosa.

Nel quartiere Giardino come vede la Lega?
Sicuramente, aldilà di Ferrara, la Lega è Salvini, che sta dimostrando di avere coerenza e coraggio e la gente si rivede in lui.

Ma personificare un partito non è rischioso?
Si, la gente però ha bisogno di un punto di riferimento. Ormai i partiti sono ‘liquidi’.

E Nicola Lodi? Può fare realmente qualcosa?
Lo spero. Noi dobbiamo cercare di tenere insieme e non di coltivare personalismi, specialmente a livello locale. Abbiamo bisogno di unità, non ci interessano i risultati individuali piuttosto che la vittoria di un partito più che di un altro, e questo te lo dico come privato cittadino e come presidente degli Insorgenti. Qui è la nostra comunità che deve venire fuori da questa situazione, che non è problematica solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche del lavoro, della vita quotidiana, delle prospettive del futuro. I nostri giovani vanno via perché qui non c’è lavoro, vanno a Bologna, Padova, all’estero. E questo non fa altro che impoverirci sempre di più, e dall’altra parte importiamo questi personaggi, e forse non ne hanno loro la colpa perché penso che siano deportati e c’è qualcuno che ci guadagna, e questo non lo fanno solo le cooperative ma lo fa anche la Chiesa. E comunque, tornando al discorso politico, la democrazia cos’è se non l’alternanza?

Quindi ci dovrebbe essere un ricambio al vertice?
Secondo me Ferrara è pronta per un ricambio. Possiamo solo perderla se non daremo un segnale di grande intelligenza. Ferrara è di tutti. È ovvio che un governo ‘amico’ a Roma ci aiuta, e allora sfruttiamo quest’onda. Ormai qui non c’è più destra e sinistra, uniamo i componenti alternativi a quello che c’è. Penso ferraresi siano stanchi e siano pronti per un cambiamento. Come associazione e nel mio piccolo cercheremo di creare una coalizione più costruttiva, che faccia emergere le personalità che possono fare i cambiamenti di cui Ferrara ha bisogno.

I prossimi obbiettivi di Insorgenti quali sono?
Abbiamo già degli obbiettivi che stiamo portando avanti da tempo, come la class-action per quanto riguarda la perdita del valore degli immobili nella zona Gad. Poi abbiamo in progetto di riprendere a fare i presidi sul territorio. Siamo stati contattati anche da alcuni cittadini di via Oroboni che hanno dei problemi. Andiamo dove ci chiamano. C’è poi la battaglia per il recupero delle mura di Ferrara in pieno degrado. Tutte le settimane facciamo le riunioni e cerchiamo di farle sempre in posti diversi, ascoltiamo quelli che son i problemi e cerchiamo le soluzioni insieme ai cittadini. Dove abbiamo bisogno di appoggio delle istituzioni andiamo senza problemi, portando tutte le nostre perplessità e quant’altro. Siamo trasversali, da noi c’è anche gente con idee di sinistra, e abbiamo amici dappertutto, non guardiamo alle sigle dei partiti ma alle persone per bene che ti danno affidabilità, che se dicono una cosa poi la fanno.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
Unife, il professor Picci sul caso Zauli: “C’è un mistero da risolvere”
Al via il Festival dei Diritti di Ferrara con la conferenza-spettacolo di Annalisa Vandelli
TACCUINO POLITICO
I rischi della ‘rivoluzione passiva’ italiana
Facciamoci del male

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi