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da: organizzatori

L’album della band salentina VudZ Balkan Trip esce ufficialmente per Bajun Records, in collaborazione con Irma Records, venerdì 27 maggio, disponibile su iTunes, Spotify e su tutte le piattaforme digitali.

Il titolo dell’album è Balkan Trip: i musicisti, dopo dieci anni di esperienze insieme, decidono di partire dal balkan (due i pezzi dell’album con queste atmosfere) per poi svilupparsi in altre sonorità come il funky e il jazz. L’album, infatti, è un viaggio lungo le traiettorie della sperimentazione creativa, spingendo l’acceleratore sulle più energetiche commistioni sonore: è questo il cuore pulsante che batte nel petto di VudZ, il progetto musicale formato da Giancarlo Dell’Anna (tromba), Marco Rollo (piano e synth), Luca Manno (sax), Gianluca Ria (bassotuba) e Cristian Martina (batteria). Un incontro di amici provenienti dai principali circuiti artistici del Salento, noti musicisti impegnati da anni in importanti collaborazioni (Opa Cupa, Manu Chao, Sud Sound System, Negramaro, Folkabbestia, Roy Paci, Neffa, Richie Stephens), che danno qui vita ad un quintetto versatile e fresco, capace di proiettarsi verso un ampio orizzonte sonoro. Un progetto dinamico, caratterizzato da un personalissimo sound capace di catalizzare l’energia delle più diverse contaminazioni musicali in un viaggio, appunto un “trip”, che muove dalle atmosfere balkan, occidentalizzandole, attraverso i territori del funk, del jazz, dello swing, del rocksteady e dell’elettronica. Brani originali, curati negli arrangiamenti, che creano un’architettura di ritmiche sovrapposte tutte da ballare.

Da sottolineare la collaborazione con Neffa, che risale a prima dell’ultimo Festival di Sanremo: la sezione fiati della band ha registrato assieme al cantautore il brano per l’Ariston “Sogni e nostalgia”; in quell’occasione Neffa ha ascoltato il materiale dei VudZ ed ha voluto partecipare al progetto, scrivendo il testo di “Sorcery” e cantando il brano.

Ma quella col noto Pellino non è l’unica collaborazione prestigiosa: troviamo il chitarrista dei Negramaro Lele Spedicato in “Snatch” e il sassofonista jazz Rosario Giuliani in “Blakey”.

L’album vede anche la collaborazione con le splendide voci di Giorgia Faraone (“Bubble”) e Vincenzo Baldassare (“No Trust” e “Blakey”), che hanno scritto anche i testi.

Cristian Martina – Drum
Marco Rollo – Piano/Synth
Giancarlo Dell’Anna – Trumpet
Luca Manno – Sax
Gianluca Ria – Tbone

Musicisti ospiti:
Neffa – Sorcery (voce e testi)
Rosario Giuliani – Sax in Blakey
Vincenzo Baldassare – No Trust e Blakey (voce e testi)
Giorgia Faraone – Bubble (voce e testi)
Alessandro Monteduro – Percussioni in Blakey
Lele Spedicato – Chitarra in Snatch
Raffaele Rufio Littorio – Chitarra in Blakey
Luigi Bruno – Chitarra in Breakfast groove e Gambling
Rocco Nigro – Fisarmonica in Gambling
FemmeFolk – in Hora
Fabrizio Palombella – basso in Bubble, No Trust, Blakey e Game over

Produzione:
Riccardo Rinaldi “Ohm Guru”

LINK

Player con link agli store digitali: http://player.believe.fr/v2/8055323980708

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/VudZmusic

Video preview: https://youtu.be/-b84dkbXQYU

Prossime date

Sabato 11 giugno, Santa Caterina – Nardò (LE), Beija Flor

Sabato 2 luglio, Montecchio Emilia (RE), Montecchio Unplugged

Sabato 3 luglio, Porto Corsini (Ra), QueVida

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

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