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Primo Novecento: ecco la zona industriale e una compatta
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STORIA DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE FERRARESE (QUINTA PARTE)

Fra il 1919 e il 1921 lo scontro di classe nelle campagne raggiunse il suo vertice, le squadre fasciste sconfissero le leghe socialiste, sicché le organizzazioni sindacali del fascismo, appoggiate dagli agrari, si imposero sui sindacati della sinistra. Il padronato agrario mise in discussione il “patto Zirardini” del 1920, che prevedeva l’obbligo da parte degli imprenditori di assumere durante l’inverno, sebbene per un tempo limitato, i lavoratori disoccupati. Durante il ventennio fascista permase nelle campagne ferraresi il problema della disoccupazione rurale, anzi la politica deflazionistica avviata nel 1927, con l’obiettivo di portare il cambio della lira italiana nei confronti della sterlina inglese alla cosiddetta “quota novanta”, si tradusse per l’economia ferrarese in una preoccupante crisi agricola e finanziaria.
“Nacque per decreto del 1936 la zona industriale di Ferrara, dove dovevano insediarsi diverse aziende trasformatrici dei prodotti agricoli ferraresi e in funzione della riorganizzazione autarchica dell’economia italiana: dalle industrie canapicole a quelle per la produzione di amido, dalle distillerie alle fabbriche di imballaggi, dalla Società Chimica Aniene alla Società Gomma Sintetica, alla Leghe Leggere, alla Cellulosa. Buona parte delle industrie insediate nella zona industriale ferrarese, creata a nord-ovest della città a congiungersi col vecchio polo industriale di Pontelagoscuro sul Po, poterono entrare in funzione solo a guerra iniziata, nel 1941-42. Nonostante gli orientamenti autarchici della produzione, la presenza della zona industriale rappresentò per Ferrara un’importante novità sul piano sociale: nasceva per la prima volta un nucleo compatto di classe operaia industriale, non legata a brevissimi cicli stagionali”*. Intanto era sorta, a partire dal 1934, una zona industriale anche a Tresigallo, quantunque interamente mirata alla sola attività di trasformazione dei tradizionali prodotti dell’agricoltura ferrarese: canapa, frutta, barbabietole, latte

* F. Cazzola, “Economia e Società” (XIX-XX secolo), in F. Bocchi (a cura di), “La Storia di Ferrara”, Poligrafici Editoriale, Bologna 1995.

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