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Zappaterra: “riaprire in sicurezza i servizi per l’infanzia anche per la fascia 0-3 anni”.

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico

Garantire la ripartenza dei nidi e dei servizi dedicati alla prima infanzia è un tema al centro dell’agenda politica della Regione Emilia-Romagna ed è anche per questo che il Partito Democratico in Regione si è attivato depositando un question time alla Giunta, che vede come prima firmataria la presidente della commissione scuola Francesca Marchetti e tra i firmatari anche la capogruppo PD Marcella Zappaterra. L’atto verrà discusso martedì durante la seduta telematica dell’assemblea legislativa.

“Credo sia fondamentale capire come la Regione intenda muoversi per riaprire in sicurezza i servizi per l’infanzia durante l’estate e gli asili nido – spiega Zappaterra –, garantendo risposte sia ai bambini come portatori di diritti che alle tante famiglie che devono conciliare i tempi di vita e lavoro. Il ‘decreto rilancio’ non ha dato la giusta considerazione ai servizi educativi per i bambini tra 0 e 3 anni, per questo la nostra Regione deve farsi portavoce di un tema imprescindibile per le nostre comunità”.

Sostenendo questi servizi per la consigliera Zappaterra si compie un duplice obiettivo. “Da un lato la socialità rappresenta un bisogno primario nell’infanzia, potrà essere vigilata, ma non totalmente impedita. Le strutture educative infatti sono punti di diffusione di una cultura dell’educazione, di maturazione sociale, cittadinanza, integrazione e di sostegno alla genitorialità. Dall’altro garantiscono un sostegno alle famiglie nella conciliazione vita-lavoro, in particolare per le donne, nei confronti delle quali non possiamo permetterci che vi siano arretramenti sui progressi avuti sul fronte dell’occupazione femminile. Occorre quindi trovare soluzioni in sicurezza con percorsi educativi di qualità. Lo dobbiamo alle donne, alle famiglie e soprattutto ai bambini che hanno diritto di tornare pienamente alla loro vita e al loro percorso educativo. Inoltre vanno sostenuti tutti quei gestori dei servizi privati e i loro lavoratori che non sono destinatari di nessuna delle misure previste dal decreto Rilancio. Non possiamo pensare ad una ripresa economica dopo l’emergenza sanitaria se non vengono fatti passi avanti su queste questioni”.

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