Giorno: 17 Dicembre 2014

Apertura tangenziale Ovest Ferrara

da: ufficio stampa Anas

Domani, giovedì 18 dicembre, alle ore 11:00, l’Anas aprirà al traffico un tratto della tangenziale Ovest di Ferrara di circa 4 chilometri tra via Beethoven e via Primo Levi. Saranno presenti il Capo Compartimento Anas per l’Emilia Romagna, Nicola Prisco; il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e l’assessore comunale ai lavori pubblici, Aldo Modonesi.

Per i giornalisti il punto di ritrovo è tra via Beethoven e la nuova tangenziale.

Esito conferenza stampa congiunta Area-Comune-Legambiente

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Il video divulgato dai giovanissimi amministratori del gruppo Facebook “Torretta”, teso ad approfondire le criticità della raccolta differenziata porta a porta, da poco avviata nel capoluogo, ha costituito lo spunto per l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con Area e Legambiente, per entrare nel vivo delle problematiche, nel corso della conferenza stampa (ripresa in diretta streaming), che si è svolta questa mattina in Municipio. “La direzione intrapresa con il progetto di raccolta differenziata attraverso il sistema porta a porta, estesa il 3 novembre scorso nel capoluogo – ha ricordato il sindaco Marco Fabbri nell’intervento di apertura – è quella della tutela del territorio. Il centro storico presenta criticità che altri territori non hanno. Puntiamo a portare sempre meno rifiuti all’inceneritore – ha aggiunto il Sindaco -, non solo perché i costi per conferire a questo mostro i rifiuti sono destinati ad aumentare, ma soprattutto per garantire un futuro alle nuove generazioni.” L’impegno consiste nel valutare le criticità emerse attraverso le segnalazioni ed i suggerimenti dei cittadini, al fine di correggere il progetto sperimentale, sino a giungere al modello di raccolta definitivo, da applicare con decorrenza maggio 2015. Il Sindaco ha ceduto poi la parola ad Andrea Felletti, giovanissimo fondatore del succitato gruppo Facebook, il quale si è scusato per il linguaggio colorito, specificando l’intento satirico ed ironico, pur improntato ai contenuti e alla volontà di aprire una riflessione contro il deprecabile fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, in spregio al decoro urbano del centro storico. Il Presidente di Area Gian Paolo Barbieri, dopo aver ricordato che il sistema di raccolta a cassonetti consentiva un recupero pari al 54% dei rifiuti, a fronte del restante 46% destinato all’inceneritore, ha sottolineato che “il nuovo sistema è più complicato, ma più efficace, per poi applicare in seguito tariffe inferiori a chi fa azioni virtuose.” La nuova modalità di raccolta differenziata con il sistema porta a porta riduce drasticamente la quantità dei rifiuti da conferire all’inceneritore mentre il quantitativo del materiale differenziato in larga parte viene recuperato. “Il nuovo sistema costa di più, perché impiega più persone – ha aggiunto Barbieri – ma si compensa sul fatto che portando meno prodotto all’inceneritore, i soldi così’ risparmiati possono essere utilizzati per retribuire i lavoratori e per incentivare le catene di recupero.” Il circuito richiede indubbiamente tempo per essere collaudato e ben recepito dalla popolazione e punta essenzialmente a “produrre meno rifiuti per pagare tutti meno – ha concluso il Presidente di Area-.” Il dato più rilevante emerso durante la conferenza stampa riguarda la drastica riduzione del prodotto indifferenziato, che nel solo capoluogo è passato dal 44% al 25%. Raffaele Alessandri, Direttore di Area, dopo aver ringraziato l’Amministrazione Comunale per il forte impulso impresso al progetto, gli autori del video per il loro spirito di iniziativa nel rispetto del decoro ambientale e Legambiente per la collaborazione, ha specificato che “il progetto in centro storico deve diventare il più aderente possibile alle esigenze collettive della comunità. A novembre – ha aggiunto Alessandri – abbiamo raggiunto il 73% di raccolta differenziata. A Comacchio la produzione di rifiuti è pari a 410 chili pro capite, rispetto ai 500 chili che prima andavano all’inceneritore, mentre 120 chilogrammi ora fanno parte della raccolta indifferenziata, comportando così una evidente riduzione complessiva di rifiuti ed un incremento di prodotto destinato al recupero.” Alessandri poi, cogliendo richieste e suggerimenti dei giovani in aula, ha citato alcuni esempi, rilevando che proprio per le sue peculiarità, con particolare riferimento alle utenze non domestiche, in centro storico è stata incrementata la frequenza di raccolta. Entro la fine di gennaio si farà il punto con i residenti, sulla base delle criticità riscontrate e dei suggerimenti pervenuti, al fine di pianificare poi il modello di raccolta definitivo. “Bisogna far capire – ha concluso Alessandri – che continuare con la vecchia modalità di raccolta avrebbe comportato riempire l’inceneritore, che ad un certo punto non sarebbe più stato sufficientemente capiente e quindi si sarebbe resa necessaria la realizzazione di un’altra struttura per incenerire i rifiuti.” Il Vice Sindaco Denis Fantinuoli, riferendosi al Piano Regionale dei Rifiuti ha introdotto la grande novità prevista entro il 31 dicembre 2018, ossia la chiusura dell’inceneritore di Ravenna. “Comacchio, che è la capitale del Parco del Delta – ha rilevato Fantinuoli -, non può farsi sfuggire questa meta, in considerazione del fatto che quella struttura è incastonata tra due pinete, a ridosso delle nostre valli.” Il nuovo metodo di raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema “porta a porta”, avviato gradualmente lo scorso anno nelle frazioni ed esteso la scorsa estate agli stabilimenti balneari dei Lidi Spina e Volano, nonché nel villaggio turistico “Village Club Spiaggia Romea” del Lido delle Nazioni, ha comportato “un radicale cambiamento culturale – ha aggiunto Fantinuoli – per il territorio. Questo non è il momento delle sanzioni, che arriveranno con l’adozione del calendario definitivo. Ora dobbiamo recepire i suggerimenti dei cittadini, per migliorare il servizio.” E’ poi intervenuto Fabio Carli, giovane socio di Legambiente, per comunicare che a breve verranno effettuate visite a domicilio da parte di iscritti all’associazione, per spiegare alla popolazione i benefici derivanti dal riciclo dei rifiuti, ad appannaggio dell’ambiente e del tessuto economico. Anche Marino Rizzati, presidente del circolo locale di Legambiente, rallegrandosi per il grande segnale lanciato dalla collaborazione tra Area, il Comune di Comacchio e la stessa associazione ambientalista, ha auspicato “un futuro senza rifiuti da bruciare, perché ciò che consumiamo deve essere comunque recuperato e riciclato.” Presenti anche il Presidente del Consiglio Comunale Robert Bellotti, il funzionario Area di zona, Vito Fogli e cittadini che hanno posto domande ai relatori in aula.

Presentazione Rapporto 2014 sull’economia regionale, Bonaccini e Torreggiani incontrano la stampa

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

I dati economici del 2014, le previsioni per il 2015-2016, la proiezione al 2023 dell’impatto dei finanziamenti europei sull’economia regionale e un focus sulla ricostruzione post terremoto.
Venerdì 19 sarà presentato il “Rapporto 2014” sull’economia dell’Emilia-Romagna, nel corso di un convegno nell’aula Conferenze della Terza Torre della Regione (viale della Fiera 8, Bologna), dalle 9,30 alle 12,30.
Al termine del convegno, verso le 13 nella saletta attigua, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il presidente Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torreggiani incontreranno i giornalisti.
Live tweet sul canale https://twitter.com/regioneer (#EReconomia14)
Diretta streaming sul sito http://videocenter.lepida.it nella sezione “video dal vivo”.

La Commissione europea approva il Programma Operativo FSE 2014-2020 dell’Emilia-Romagna

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

E’ la prima Regione italiana a concludere il negoziato: 860 milioni di euro per investire sulle persone, sostenere l’occupazione e la competitività. L’assessore Bianchi: “Tre le priorità della strategia regionale valorizzare le persone, favorire l’innovazione, la diversificazione e la capacità imprenditoriale del sistema produttivo e mantenere un elevato grado di qualità dell’ambiente potenziando la qualità dei servizi collettivi”.

Approvato dalla Commissione europea il Programma Operativo Fondo sociale europeo 2014-2020 dell’Emilia-Romagna, prima Regione in Italia a concludere positivamente il negoziato con l’istituzione europea. Il documento delinea per i prossimi sei anni strategie e risorse per investire sulle persone, sostenere l’occupazione e la competitività dei territori. La dotazione finanziaria è di 786.250.182 euro (393 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo, 275 milioni da risorse nazionali, 117,9 milioni di cofinanziamento regionale) a cui si aggiungono 74 milioni di euro destinati al Programma Garazia Giovani per il bienno 2014-2015.
L’Emilia-Romagna si conferma una delle Regioni più capaci nel definire una strategia di programmazione delle risorse del Fse per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale in coerenza con l’obiettivo europeo della crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La Commissione europea ha apprezzato il disegno unitario e la visione strategica di una Regione capace di far convergere le differenti risorse (europee, nazionali e regionali) su una traiettoria di sviluppo fondata sulla qualità del capitale umano e di definire ed attuare politiche regionali in una logica e in uno scenario di dimensioni europee, valorizzando la collaborazione interistituzionalee il dialogo sociale.

“La Regione Emilia-Romagna ha posto al centro del proprio approccio alla programmazione dei diversi Programmi Operativi Regionali l’integrazione dei fondi e una visione sistemica delle politiche per incidere sulla struttura dell’economia, sulla produttività, sul capitale umano e sociale – sottolinea Patrizio Bianchi, assessore alla Formazione e al Lavoro – Tre le priorità della strategia regionale: valorizzare il capitale intellettuale, favorire l’innovazione, la diversificazione e la capacità imprenditoriale del sistema produttivo e mantenere un elevato grado di qualità dell’ambiente e dell’infrastrutturazione del territorio potenziando la qualità dei servizi collettivi”.

Per posizionare l’Emilia-Romagna tra le realtà più competitive a livello europeo, la Regione ha delineato la propria strategia Fse a partire dal sistema “ER Educazione Ricerca Emilia-Romagna”, un’infrastruttura per lo sviluppo che, in una visione integrata di specializzazione e complementarietà dei percorsi e dei soggetti formativi tra loro e con le imprese, garantisce a tutti i cittadini pari diritti di acquisire conoscenze e competenze ampie e innovative e di crescere e lavorare esprimendo al meglio potenzialità, intelligenza, creatività e talento e di generare condizioni di più stretta relazione fra offerta formativa e fabbisogni professionali del sistema economico e produttivo. Un’infrastruttura, costruita a partire dal 2010, capace di svolgere un ruolo nell’attrazione di investimenti, nella promozione di un’occupazione qualificata e di essere motore di eguaglianza e inclusione.
Le risorse del Fse, in integrazione e sinergia con quelle regionali e nazionali, permetteranno di garantire un’offerta di percorsi triennali di istruzione e formazione professionale (IeFP) per concorrere all’obiettivo della strategia Europa 2020 di ridurre la percentuale dei giovani non possesso di qualifica professionale e di contrastare la dispersione scolastica (dati dispersione 2012: eu27: 12,8%, IT: 17,6%, ER: 15,4%, obiettivo eu2020: 10%, obiettivo Italia Piano Nazionale Riforme: 15/16%).
Secondo obiettivo della nuova programmazione è qualificare la Rete Politecnica – quale offerta di formazione terziaria non universitaria per l’acquisizione di competenze tecnologiche, tecniche e professionali capace di rispondere ai fabbisogni professionali delle imprese – e sostenere la formazione di alte competenze con percorsi da realizzare in sinergia con università, sistema della ricerca e sistema economico-produttivo per favorire processi di innovazione, trasferimento tecnologico e creazione di nuove imprese. Rete Politecnica ed alta formazione dovranno concorrere alla Strategia regionale di specializzazione intelligente e innalzare il numero delle persone in possesso di un titolo di livello universitario o equivalente (dati 2012: eu 35,9% , IT 21,7%, ER 28,6% obiettivo eu2020 40%, obiettivo Italia Piano Nazionale Riforme 26/27%).
Priorità anche al rafforzamento dei percorsi di raccordo, in particolare i tirocini, tra i diversi segmenti del sistema educativo e il mondo del lavoro e di transizione e mobilità da un lavoro ad un altro. Il Programma operativo delinea inoltre azioni e risorse per affrontare in modo mirato l’emergenza occupazionale con interventi sulle competenze delle persone per accompagnare e supportare i processi di innovazione, ristrutturazione e riposizionamento strategico di singole imprese o di comparti/filiere produttive. Parallelamente saranno qualificate e rafforzate ulteriormente le azioni di politica attiva del lavoro – opportunità di formazione per l’inserimento e reinserimento lavorativo – a partire dalla riorganizzazione dei centri per l’impiego in servizi in rete per il lavoro per le persone e per le imprese, accessibili anche attraverso le tecnologie digitali. L’obiettivo è tornare alla piena occupazione e raggiungere i target previsti da Europa 2020 ( Tasso di occupazione età 20-64 dati 2012: eu27 68,5%, IT 61,0% ER 71,8% obiettivo eu2020 75%, obiettivo Italia Piano Nazionale Riforme 67-69%).
Istruzione e lavoro sono la precondizione per contrastare marginalità ed esclusione sociale. A partire da questa convinzione, la prossima programmazione sarà caratterizzato da un approccio integrato delle politiche del lavoro e delle politiche sociali per rispondere con interventi formativi e di inserimento lavorativo coerenti e mirati ai bisogni delle persone, con particolare attenzione ai disabili.
Investimenti e impegno della Regione sono garantiti anche per sostenere l’apertura del sistema educativo e formativo ad una dimensione internazionale in integrazione con il Programma comunitario Erasmus +. Con questo obiettivo sarà attuata una strategia globale incentrata su tre categorie di intervento: promuovere la mobilità internazionale degli studenti e del personale; promuovere l’internazionalizzazione e il miglioramento dei programmi di studio e dell’apprendimento digitale e incentivare la cooperazione strategica, i partenariati e lo sviluppo di capacità istituzionali.
Principi orizzontali a tutta la programmazione saranno lo sviluppo sostenibile, attraverso l’incentivazione di un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva; le pari opportunità e non discriminazione, per favorire l’inclusione lavorativa delle persone in situazioni di svantaggio; e la parità tra uomini e donne, per favorire la piena partecipazione delle donne, all’istruzione, alla formazione e al lavoro qualificato (la crisi ha acuito le criticità preesistenti relative alla partecipazione femminile al mercato del lavoro non a livello quantitativo, ma qualitativo), anche promuovendo il loro accesso alla formazione tecnica e tecnologica.
“Il percorso che ha portato alla positiva conclusione del negoziato con la Commissione Europea è stato avviato nel dicembre 2012 ed ha coinvolto il partenariato istituzionale e sociale attraverso 26 momenti di confronto, anche pubblici. Ringrazio tutti coloro che vi hanno partecipato e hanno dato il proprio contributo alla definizione della nuovo documento – spiega l’assessore Bianchi – e ringrazio la Commissione per aver adottato il programma in tempi rapidi. Tempi per noi – Regione che ha utilizzato tutte le risorse della precedente programmazione – decisivi per continuare ad investire sulle persone, le imprese e il territorio”.

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Nota del Sindaco Tiziano Tagliani

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

Preoccupato per le notizie riportate dalla stampa, ho inviato agli organi competenti una lettera volta ad avere tutte le necessarie informazioni, garantendo la piena ed incondizionata disponibilità dell’Amministrazione a collaborare per quanto necessario ad allontanare ogni azione della criminalità organizzata dal nostro territorio.
L’interpretazione che pare più corretta alla luce della lettura dello studio di Union Camere, pare essere quello di una crescita di reati “sentinella”, quindi la contraffazione (occhiali), e i reati informatici.
La posizione di Ferrara quindi non è certo un dato assoluto, come può essere inteso dai titoli, ma un dato di crescita percentuale di reati correlati.
Ad ogni modo sarebbe un errore abbassare la guardia.

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara

Con Winter Wonderland-Natale in giostra, il divertimento a Ferrara è da guiness

da: ufficio stampa Ferrara Fiere Congressi

CON WINTER WONDERLAND – NATALE IN GIOSTRA,
IL DIVERTIMENTO A FERRARA È DA GUINNESS!

Con la seconda edizione di “Winter Wonderland – Natale in Giostra”, che si svolgerà alla Fiera di Ferrara per tutta la durata delle vacanze natalizie (da Sabato 20 Dicembre 2014 a Domenica 11 Gennaio 2015), Ferrara conserva il duplice primato nazionale del parco divertimenti al coperto più grande d’Italia (oltre ventimila metri quadrati di superficie allestita) e dell’evento fieristico italiano di maggiore durata (23 giorni senza interruzioni).
Organizzato da Catterplanet e da F.lli Bisi, con il supporto di Ferrara Fiere Congressi e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune e Camera di Commercio di Ferrara, “Winter Wonderland – Natale in Giostra” offre a bambini, giovani e famiglie la possibilità di divertirsi in tutta sicurezza all’interno dei padiglioni della Fiera per l’intera durata delle festività.
Lunghissimo l’elenco delle attrazioni, tra le quali spiccano grandi “classici” come l’Autoscontro e il Brucomela, il Tagadà, il Castello incantato e la Piovra. E poi lo Shuttle e le Waterball per camminare sull’acqua, lo Space Star (un mix di movimento ed emozioni forti unico in Europa), il trenino tematico sul Far West “Gold Mine” e il cinema 5D, Music Express (per la prima volta a Ferrara), il Saltamontes e, nell’area esterna, il pendolo di “Matrix”, che ruota fino a 160 gradi.
Ma non finirà qui: nel ricco programma di Winter Wonderland troveranno spazio anche spettacoli di burattini e di magia, concerti, feste a sorpresa, il Winter Circus, uno spettacolo di nuova concezione, senza animali, che in tournée ha già toccato praticamente ogni angolo del pianeta.
Il giorno dell’inaugurazione, fissata per Sabato 20, coinciderà con la Festa dello Studente (in replica Lunedì 29): gli alunni delle scuole ferraresi potranno entrare in Fiera gratuitamente e usufruire di omaggi e riduzioni sulle attrazioni presenti. Restando in tema di feste, il 27 Dicembre e il 9 Gennaio si terrà quella promossa dalla Cassa di Risparmio di Cento, special sponsor di Winter Wonderland: le stesse condizioni riservate agli studenti verranno riconosciute anche ai correntisti della banca centese, che godranno di ingressi gratis e di biglietti ridotti.
Accanto agli appuntamenti quotidiani con la baby dance e il face painting, i laboratori e i più importanti personaggi dei cartoni animati, che si aggireranno tra i padiglioni della Fiera, le novità di questa edizione comprendono la mascotte Winterello e l’atteso show cabarettistico “Made in Fe”, con Andrea Poltronieri e altri comici ferraresi.
Tra i partner di Winter Wonderland, una menzione particolare merita l’Associazione Giulia Onlus, che all’interno dell’evento promuove, a scopo benefico, un torneo di subbuteo (Sabato 3 Gennaio), un laboratorio di baby cooking, in collaborazione con l’Associazione Professionale Cuochi Italiani – Delegazione di Ferrara (5 Gennaio) e, per diversi pomeriggi, il trucca bimbi.
Last but not least, Babbo Natale e la Befana, ai quali i bambini potranno consegnare le proprie letterine, il veglione di Capodanno, che genitori e bambini potranno trascorrere in Fiera tra musica, ottima cucina e divertimento, e la grande festa del 6 Gennaio, che sarà coronata da un emozionante spettacolo pirotecnico.
Non meno ricca l’offerta dell’area ristorazione che, per tutta la durata dell’evento, offrirà al pubblico un’ampia scelta di stand, tra tradizione e street food in chiave territoriale: una birreria artigianale ferrarese e una tedesca, con piatti tipici bavaresi come stinco, patate e bretzel; punti ristoro classici con pizze, hamburger e crepes; arancini, spianata bolognese e molto altro ancora.
Il biglietto giornaliero intero costa 4 euro, mentre quello ridotto consente di entrare in Fiera a soli 3 euro e dà diritto a un buono di 2 euro da spendere nelle varie attrazioni presenti. Alle casse o dal sito winterwonderlanditalia@com è possibile prenotare i pacchetti promozionali (scontati) “Fantasia 1” e “Fantasia 2” (per i più piccoli), “Avventura” (per le famiglie) e “Adrenalina” (per i ragazzi), tutti a tiratura limitata.
Da segnalare il trenino turistico gratuito, che consentirà di arrivare dal centro storico di Ferrara (Piazza Donatori di Sangue) al Quartiere fieristico e ritorno.
Inoltre, per i turisti che sceglieranno di soggiornare a Ferrara, sono previste interessanti convenzioni con alcune strutture alberghiere.
Per ulteriori dettagli: www.winterwonderlanditalia.com.

Strutture leggere in acciaio

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Ce ne parla domani ad Architettura Massimo Majowiecki

Domani giovedì 18 dicembre, alle ore 14, in Aula D3 del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara (via Quartieri, 8), appuntamento con Massimo Majowiecki sul tema “Strutture leggere in acciaio”.

Come spiega Domenico Capuani, ricercatore di Architettura di Unife e organizzatore dell’iniziativa: “ Il progetto delle strutture leggere in acciaio per la copertura di grandi spazi è il tema del Seminario che terrà domani Massimo Majowiecki, docente prima di Strutture speciali nell’Università di Bologna e poi di Architettura strutturale nell’Università IUAV di Venezia, che tra i progetti annovera la copertura di Piazza Italia alla Fiera di Milano e del Palazzo dello Sport di Atene, oltre al progetto strutturale di alcuni tra i maggiori stadi in Italia, come lo stadio delle Alpi, il nuovo Juventus Stadium di Torino e lo stadio Olimpico di Roma”.

L’evento è aperto a tutti la comunità universitaria e alla città

Le città universitarie a convegno a Ferrara

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Da tutta Italia rappresentanti di università e Comuni per la realizzazione dello Statuto delle città universitarie

Giovedì 18 e venerdì 19 dicembre presso il Dipartimento di Giurisprudenza si terrà il Seminario “Verso uno Statuto delle città universitarie”, organizzato da Unitown, la Rete internazionale promossa dall’Università di Ferrara di concerto con l’amministrazione cittadina per promuovere lo sviluppo e la circolazione di buone pratiche nel rapporto tra università e attori politici, sociali ed economici delle città universitarie, e contribuire così allo sviluppo sostenibile e inclusivo dei tessuti urbani.
A distanza di poco più di un anno dalla sua nascita la Rete conta già una ventina di partner tra atenei e municipalità straniere e italiane, ora impegnate nell’elaborazione di uno Statuto delle città universitarie, concepito come distillato delle migliori pratiche sperimentate dalle città e università partner. Ecco il programma:

Giovedì 18 dicembre, ore 14.00 / 18.30
Presentazione di Unitown e introduzione ai temi del seminario (Alessandro Somma, Delegato del Rettore per le attività culturali e città universitaria, Unife e Caterina Ferri, Assessore all’ambiente, lavoro, attività produttive, sviluppo territoriale e relazioni internazionali Comune di Ferrara
Presentazione e discussione di buone pratiche nei rapporti tra città e università con rappresentanti degli atenei e delle municipalità di Ferrara, Matera, Pavia, Perugia, ). Potenza, Siena, Torino, Trento e Urbino.

Venerdì 19 dicembre, ore 9.00 / 12.30
Presentazione e discussione di buone pratiche nei rapporti tra città e università con rappresentanti degli atenei e delle municipalità di Ferrara, Lecce, Pavia, Perugia, Pisa, Potenza, Siena, Torino, Trento.
Prossime tappe verso uno Statuto delle città universitarie (Paolo Ceccarelli, Unesco Chair on Urban and regional planning for sustainable local development).

La tradizione della Natività: rilettura del Presepio e di altre tradizioni natalizie dall’Antichità fino a “Natale in Casa Cupiello”

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Al via domani, giovedì 18 dicembre, alle ore 16.30, il nuovo ciclo di Anatomie della Mente. Conferenze dei Giovedì di Psicologia, che per l’ottavo anno torna a calcare le scene del Teatro Anatomico e della Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea (

La tradizione della Natività. Rilettura del Presepio e di altre tradizioni natalizie dall’Antichità fino a ‘Natale in Casa Cupiello’ a 30 anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo. E’ questo il titolo del primo appuntamento, che vedrà come relatore Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara e organizzatore dell’iniziativa

Ci offre un’anticipazione Caracciolo: “Perché Natale si festeggia il 25 dicembre? Il Mistero della Natività di Gesù Cristo affonda le sue radici storiche nelle feste romane dell’antichità (Lupercalia), in cui pure il culto era basato sulla Grotta dove alcuni animali – fra cui Pico il picchio, Fauno Luperco e la famosa lupa – nutrono i gemelli Romolo e Remo, e in cui si festeggiavano con un rito di purificazione tutti i nuovi nati. Solo nel III secolo dopo Cristo però le autorità della Chiesa Cattolica fissano nel Calendario Liturgico la stessa data di fine dicembre come Festa della Natività (Natale). Solo con il Papa Sisto III (432-440 d.C.) si fissa con certezza la prima celebrazione della Messa di Natale a mezzanotte. Da qui l’uso di costruire tettoie in legno con greppie e mangiatoie (Praesepe in latino deriva proprio da qui) in cui si iniziarono a porre statue lignee della Natività, usanza che fu recuperata da S.Francesco nel presepe vivente di Greccio del 1223.
Dal 1700 in poi la tradizione popolare napoletana ha costruito una vera e propria arte presepiale in cui alle statuette dei personaggi della Sacra Famiglia si aggiungono una miriade di altri personaggi della vita quotidiana (pastori, zingare, ambulanti e bottegai) e di oggetti concreti (il fiume, il pozzo, il mulino, la fontana, l’osteria). Ciascuno di questi elementi assume al di là del valore artistico un significato simbolico spesso collegate ad un augurio per il nuovo anno imminente.
‘Natale in Casa Cupiello’, scritta da Eduardo De Filippo in tre diverse versioni nel periodo 1930-35, è entrata ormai a pieno titolo nelle tradizioni natalizie, in relazione anche alle diverse celebri rappresentazioni televisive, mediante la celebre battuta ‘Te piace o’Presepe?’ rivolta dall’anziano protagonista, Luca Cupiello, al figlio Tommasino, ottenendone solo in extremis, quasi in punto di morte, un tiepido assenso dopo tanti ostinati e sprezzanti ‘No, nun me piace!’.
Il presepe di Eduardo in Casa Cupiello rappresenta la tradizione delle usanze natalizie, tramandate assieme a tanti valori familiari di padre in figlio, ma rimanda anche al rispetto e alla gratitudine per le persone anziane e per il loro mondo, così diverso da quello odierno. Nel caso di Eduardo, e dei fratelli Peppino e Titina De Filippo, la vicenda allude anche alla loro difficile vicenda familiare, per i tempi scandalosa, di figli illegittimi – i cosiddetti figli di N.N. – del grande autore teatrale Edoardo Scarpetta, il cui ruolo di padre fu esercitato in modo assai atipico e frammentario con i De Filippo, vissuti sempre con la sola madre che, appunto, diede loro il cognome, pur essendo la loro paternità acclarata e di dominio comune. Ma la vicenda fu spiegata ad Eduardo solo ad una certa età, ed è a questa situazione traumatica che dobbiamo l’ispirazione per una serie di capolavori teatrali di Eduardo che hanno proprio al centro della trama il tema del mancato riconoscimento della paternità, da ‘Filumena Marturano’ a ‘De Pretore Vincenzo.
In ‘Natale in Casa Cupiello’ ritroviamo dunque l’elemento psicobiografico della vita di Eduardo nel difficile rapporto fra padre e figlio e nella misteriosa tradizione della Natività”.

Incontro in rettorato sulla cooperazione a favore dei rifugiati sahrawi

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Martedi’ 16 dicembre in Rettorato, si è tenuto un incontro sul progetto regionale sahrawi. Nel corso dell’iniziativa si è fatto il punto punto sulla verifica del progetto finanziato dalla Regione per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e i Paesi in via di transizione, la solidarietà internazionale e la promozione di una cultura di pace”, a conclusione del periodo di formazione a Ferrara del dott. Abdi Bellau Mohamed Lamin, responsabile del laboratorio farmaci Mohamed Embarek Falkalla nei campi dei rifugiati, una perla di efficienza nel vuoto in cui la condizione di rifugiati ha fatto precipitare, da quasi quarant’anni, la popolazione sahrawi.

L’impegno della Regione Emilia Romagna a favore delle popolazioni saharawi risale al 1990 e si è concretizzato, in questi anni, in una serie di azioni di sostegno politico ed umanitario. In particolare, oltre all’invio di materiale ed attrezzature, dal 2012 è stato avviato un programma di formazione, sia in Italia sia in loco, con la realizzazione in saharawi di una officina di produzione galenica che al momento copre le esigenze di una popolazione di circa 200.000 persone. Prospettive future prevedono azioni formative, anche post laurea nel quadro di uno sviluppo sostenibile di tutta l’area.

Paola Peruffo

Paola Peruffo su Fiera Regalo

da: Paola Peruffo, Consigliere Comunale

«Sulla vicenda della Fiera del Regalo che imperversa da giorni e ha visto annunciare per voce di Donolato di Federeventi un progetto per il 2015 in via di perfezionamento con Ascom e prossimo alla presentazione in Comune, diversi sono gli interrogativi che emergono. Primo: perché mai Ferrara per essere rilanciata nel periodo natalizio avrebbe bisogno di un’atmosfera montana che nulla c’entra col nostro territorio e la nostra vocazione? Qui c’è la nebbia, non la neve. Due: perché le proposte devono arrivare da ‘fuori’, in questo caso da Padova, seppure col supporto di Ascom Ferrara? Non abbiamo noi qui interlocutori credibili per realizzare progetti ad hoc? Forse l’attuale tensostruttura che accoglie gli esercenti non è il massimo in termini di estetica, ma neppure le casette di legno di fianco al Duomo mi paiono in armonia con l’arredo urbano, a maggior ragione alla luce degli interventi di riqualificazione recentemente portati a termine dal Comune. A parte il vantaggio di chi realizzerebbe le casette, i benefici per gli ambulanti quali sarebbero? Vendere prodotti del territorio? Benissimo. Non credo ci sia necessità delle casette. Ma se davvero non vi fosse altra strada alle piccole baite, allora realizziamo il tutto con imprenditori ferraresi. Ancora, facciamo in modo che alla Fiera del Regalo partecipino in eguale misura le associazioni di categoria, che vi sia il medesimo coinvolgimento di tutte. Puntiamo più sulla vendita di prodotti di nicchia, i nostri, evitando banchi che potremmo trovare in qualsiasi giorno di mercato. Operiamo una scelta, facciamo una selezione, ma facciamo vincere il territorio. E facciamo sintesi tra necessità commerciali e vocazione culturale. Creiamo un evento capace di attrarre turisti e rendere orgogliosi i ferraresi. Ma smettiamola di voler fare credere che a Ferrara si potrebbe venire attirati dalla nuova Fiera del Regalo o non venire disincentivati da quella in corso. E’ troppo semplicistico, perché Ferrara è molto di più. Quindi, sulla Fiera del Regalo, istituiamo un tavolo, col Comune e le associazioni di categorie, evitando la corsa al progetto che arriva per primo. Perché questa polemica ha dato di Ferrara l’immagine di una città in cui si conduce una guerra tra poveri. Invece di nobilitarla, forse, l’abbiamo svilita».

Il Cus fa gli auguri alla sua Ferrara: per iniziare il nuovo anno migliorando la qualità della vita

da: ufficio stampa Cus Ferrara

Il Centro Universitario Sportivo si prepara per il 2015 e illumina a festa entrambi gli impianti: poche sere fa si è tenuto l’ultimo Consiglio direttivo che, soddisfatto all’unanimità, ha ripercorso un’annata ricca di sfide. «La sensazione che abbiamo provato – ha aperto Giorgio Tosi – è di una vittoria che si avvia a diventare una strada di successo, costellata di risultati e di capacità innovative in tutte le attività». Tanto che la sfera agonistica non ha mancato una meta, dimostrando la coerenza e la dedizione delle singole sezioni. «L’augurio – ha proseguito il presidente – è che Ferrara veda il Cus in maniera propositiva. Lo slogan “la cultura dello sport” che ha segnato il 2014, intende manifestare la centralità dell’attività sportiva nella vita di una persona a 360 gradi: dal benessere quotidiano a un rapporto sereno con se stessi, sino all’agonismo come progetto per migliorarsi e conoscere a fondo i propri limiti, non solamente per il risultato di una competizione».
D’altronde, varietà, professionalità e occupazione giovanile sono raddoppiate con l’inaugurazione del polo di via Liuzzo lo scorso settembre, che si è sommato a quello storico di via Gramicia, immerso nel verde: «Il nostro ciclo di sviluppo non si fermerà – ha concluso Tosi di fronte al Consiglio – specialmente per i servizi dedicati al mondo universitario e alla città intera, per offrire proposte motorie complete e alla portata di chiunque».

Natale: trionfo sulle tavole di due prodotti Igp dell’Emlia-Romagna

da: ufficio stampa Coldiretti

Cotechino e zampone vengono scelti da tre italiani su quattro

Cotechino e zampone, due prodotti Igp (Indicazione geografica protetta) dell’Emilia Romagna, salgono nell’olimpo dei prodotti irrinunciabili per le feste di fine anno. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixè, “Il Natale sulle tavole degli italiani”, presentata all’Assemblea Nazionale di Coldiretti, dalla quale si evidenza che l’enogastronomia quest’anno è vincente in tutte le forme, dall’acquisto dei prodotti agli strumenti per la preparazione casalinga fai da te dei cibi, fino ai libri di cucina con le raccolte di ricette che dal 2008 a oggi sono cresciute del 70% e le copie stampate sono passate passando dai 2 milioni e mezzo all’inizio della crisi economica alle attuali 4 milioni e 200 mila.
Due dei 41 prodotti a denominazione d’origine dell’Emilia Romagna – sottolinea Coldiretti regionale – si classificano in testa alle preferenze degli italiani a tavola. Subito dopo lo spumante, il panettone e le lenticchie, cotechino e zampone, infatti, vengono scelti da quasi tre italiani su quattro (73 per cento), spesso in accoppiata con le lenticchie scelte dal 78 per cento dei consumatori. Il segno di una maggiore attenzione all’economia nazionale e ai prodotti locali emerge – rileva Coldiretti – anche dal fatto che è in forte crescita (+9 per cento) il menu a chilometri zero con i prodotti locali e di stagione che sarà servito al 43 per cento degli italiani anche per aiutare il territorio e l’economia.
La tendenza a privilegiare un menu più nostrano spinge gli acquisti nei mercatini che durante le feste sono frequentati da più della metà degli italiani (53 per cento), secondo l’ analisi Coldiretti/Ixè. Ad essere preferiti negli acquisti al mercatino sono proprio – precisa Coldiretti – per il 59 per cento degli italiani i prodotti enogastronomici. La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è quella della presenza personale del produttore agricolo che – sottolinea Coldiretti – può offrire informazioni diretta sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati e sulle ricette per gustare meglio il prodotto acquistato. Una scelta sempre più ampia in Emilia Romagna, dove è possibile acquistare direttamente dal produttore elle 781 aziende di Campagna Amica che fanno vendita diretta, 143 mercati e 30 botteghe italiane.

Venerdì 19 dicembre Somethin’Else sposa l’Andalusia tra gustose tapas ed il flamenco rivisitato dall’Ensamble Alboreo

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Venerdì 19 dicembre Somethin’Else vola in Andalusia dispensando una ricca degustazione di tapas al ritmo del flamenco rivisitato dal gruppo Alboreo, rodato ensemble acustico formato dalla violinista Erica Sherl e dai chitarristi Marco Perona e Francesco De Vita.

Venerdì 19 dicembre, a partire dalle ore 20.00, Somethin’Else vola in Andalusia dispensando una ricca degustazione di tapas al ritmo del flamenco rivisitato dal gruppo Alboreo, rodato ensemble acustico formato dalla violinista Erica Sherl e dai chitarristi Marco Perona e Francesco De Vita, qui in sostituzione di Antonio Rodriguez.
Alboreo nasce con l’intento di attingere alla tradizione musicale del flamenco per poi farvi confluire le idee originali e i contributi scaturiti dal percorso di ogni componente del gruppo. “Bajocuerda”, titolo del progetto musicale, significa proprio questo: “sotto banco”, “fra le corde”, sinonimo di una contaminazione continua e dialogica tra la tradizione e l’apporto individuale, tra l’aspetto ritmico, rigoroso e strutturato della tradizione flamenca e lo spazio per l’invenzione melodica e l’esplorazione armonica.
Il flamenco è un genere estremamente vivo in cui gli apporti della realtà musicale contemporanea vengono assorbiti e reinterpretati. L’approccio di Alboreo ne declina questo aspetto vitale e magmatico apportando citazioni dai confini musicali più diversi che giungono sino alla musica colta europea e a quella popolare italiana. Una ricerca caratterizzata dallo sviluppo di un assetto strumentale cameristico da cui emerge la raffinata cura degli arrangiamenti e dell’impasto timbrico che nulla toglie all’impulso e all’incisività ritmica tipica del flamenco, atta a trasportare l’ascoltatore in un affascinante viaggio tra atmosfere musicali calde e variegate unito all’assaggio di gustose empanadillas, papas bravas, pimientos rojos…

INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Infoline: 339 7886261 (dalle 15:30)
Prenotazione cena: 333 5077059 (dalle 15:30)

Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso a offerta libera è riservato ai soci.

DOVE
Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Se si riscontrano difficoltà con dispositivi GPS impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

ORARI
Cena: a partire dalle ore 20.00
Intrattenimento musicale a partire dalle ore 21.30

Sabato 20 dicembre 2014 cerimonia della donazione di un defibrillatore

da: Liceo Classico Statale Ludovico Ariosto Ferrara

L’Associazione di volontariato “Voglio Volare”, nata in ricordo di Davide Barbi, un ragazzo di 18 anni morto per un attacco cardiaco, è impegnata dal 2006 in attività di supporto alla ricerca scientifica cardiologica e realizza progetti volti a dotare tutte le scuole di defibrillatore, organizzando anche corsi di preparazione all’uso di tale strumento, che è l’unico mezzo per affrontare efficacemente casi di arresto cardiaco.

Nell’ambito di queste attività l’Associazione doterà il Liceo Ariosto di un defibrillatore che verrà consegnato sabato 20 dicembre 2014 alle ore 10.15 nell’atrio Bassani del Liceo durante una cerimonia a cui presenzieranno il Presidente dell’Associazione Giuliano Barbi con la moglie, genitori di Davide Barbi, il Dott. Giorgio Cantelli, coordinatore dei corsi di addestramento tenuti dal Centro Life di Codigoro (ASL FE), il Presidente del Consiglio di Istituto Andrea Botti e i rappresentanti dei genitori del Consiglio stesso, nonché il Dirigente Scolastico del Liceo Ariosto Mara Salvi.

Prima serata Autori a Corte: speciale Natale 2014

da: Autori a Corte

Bel riscontro di pubblico con quasi 150 persone che si alternate durante la giornata per il primo appuntamento di Autori a Corte spaciale Natale 2014.

Martedì 16 dicembre presso la sempre affascinante della Sala Estense per un evento che gode del Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e con la partreneship dell’Istituto IPSARR di Ferrara preceduti da una presentazione dedicata interamente ai bambini alle ore 18,00 del volume Le fiabe colorate di Miriana di Miriana Trevisan (Caracò Editore) con l’abile conduzione di Ruggero Veronese e la drammatizzazione di Denise Anna De Prisco, si sono susseguiti Giancarlo Dall’Olio con la sua ultima novità La generazione imperfetta (Este Edition) e Franco Mari con Il dito di Dio (Este Edition) e Guido Barbujani con Lascia stare i santi (Einaudi).
La serata ha visto come moderatori Anna Quarzi presidentessa dell’Istituto di Storia Contemporanea
che ha Patrocinato l’incontro per il duo Mari-Dall’Olio, autentica chicca per la tematica dissimile ma comune nell’inqaudramento storico che ha catalizzato l’attenzione del pubblico e Sergio Gnudi scrittore e direttore artistico della fortunata rassegna Parole d’autore per Guido Barbujani, maestro della scrittura ma anche della parola che ha, se possibile, stupito la parte di platea di suoi concittadini che ancora non lo conosceva sotto questa veste.
Pubblico attento e partecipe che ha apprezzato sia i volumi che le degustazioni offerte da Cafferia 2000, Panificio dellepiane e l’azienda vinicola Zanatta.
Il prossimo appuntamento d martedì 23 dicembre a concludere questo appuntamento natalizio che è stato realizzato grazie al contributo di banca Mediolanum ed Estense.com vedrà alternarsi sul palco Gian Pietro Testa con la sua novità Interviste infedeli (Este Edition)e a chiudera l’attessissima anteprima del libro del comico Andrea Poltronieri Note appuntate (Edizioni La Carmelina collana Autori a Corte) il tutto precedeuto alle ore 18,00 dal volume Il mare e le onde (Lantana editore) di Daniela Pareschi per il prologo che si svolge con il supporto di Paper Moon cartoleria dedicato ai più piccoli dai 5 anni in su.
Info sul sito http://www.autoriacorte.onweb.it

Festività natalizie con: “Vacanze al Museo” promosso dall’Associazione Guide Turistiche

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Feste natalizie all’insegna della cultura e del divertimento: “Vacanze al Museo”, promosso dall’Associazione Guide Turistiche di Ferrara e Provincia con il supporto di Ascom Confcommercio, rientra nel ventaglio delle iniziative messe in campo a partire dalla Red Night (lo scorso novembre) con lo scopo di valorizzare il centro storico di Ferrara coinvolgendo associazioni di volontariato, commercianti, lo stesso Comune in un ampia scelta di iniziative da realizzare su tutto il periodo delle festività 2014/2015, riaffermando così la necessità di promozionare il più possibile uno spazio che è il centro commerciale naturale della città estense tra shopping di qualità, arte, enogastronomia e cultura.

“Come in tutti i nostri progetti – ricorda il direttore generale Ascom Davide Urban – l’obiettivo è coinvolgere quanti più soggetti possibili per dare voce ad una città viva e vitale in grado di proporsi davvero al meglio come meta di flussi turistici, in particolare alle famiglie, specie in occasione delle imminenti festività natalizie 2014/2015 occasione di incontro e shopping nella nostra bella città”.

“Con Vacanze al Museo – spiega la presidente delle Guide Turistiche Virna Comini – abbiamo inteso realizzare appuntamenti dedicati ai più piccoli affinchè il museo potesse essere visto come un’esperienza educatica, formativa ma nello stesso tempo divertente ed interessante che coinvolgesse davvero i più piccoli. Abbiamo pensato inoltre di affiancare a questi appuntamenti anche visite (questa volta per i più grandi) per far scoprire due musei meno noti della nostra città ma non per questo meno affascinanti e che meritano di essere conosciuti dai ferraresi e non solo: la collezione d’arte del Cardinale Riminaldi e Casa Romei”.

I tour tra gioco e formazione per i più piccoli saranno in svolgimento il 27 dicembre (a Palazzo Schifanoia) e sabato 3 gennaio (Museo della Cattedrale). I “grandi” invece avranno i loro appuntamenti il 30 dicembre (Collezione Riminaldi) ed il 4 gennaio (a Casa Romei).

Per informazioni, costi ed adesioni (in allegato il riferimento completo di tutti gli appuntamenti e le modalità organizzative) i riferimenti saranno lo 0532.210844 oppure il 333.6735373.

Triplice concerto gospel per entrare nel vivo dell’atmosfera del Natale

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Una tradizione che si rinnova procurando la magia e le suggestioni del Natale è sicuramente il concerto gospel, che anche quest’anno l’Amministrazione Comunale ha deciso di organizzare, come proprio augurio di Buone Feste a residenti e visitatori. Domenica 21 dicembre, si esibirà in tre concerti gratuiti il gruppo composto dal musicista e direttore Kevin Lemons e da “Higher Calling”, un affiatato coro proveniente da Atlanta. Il gruppo terrà il primo concerto pomeridiano alle ore 16.30 di domenica presso la palestra della scuola media Casati di Porto Garibaldi e, a seguire, alle ore 17.30, presso il teatro parrocchiale di San Giuseppe. Alle ore 21 “Kevin Lemons & Higher Calling” passeranno in rassegna il miglior repertorio gospel nella sala polivalente “San Pietro” a Palazzo Bellini (Via Agatopisto, 7). Connotandosi per un sound originale, il gruppo si propone di diffondere un messaggio in musica improntato all’amore, alla solidarietà e alla pace. La formazione è considerata tra le più in vista nel panorama gospel degli Stati Uniti, per potenza vocale, qualità dei solisti e particolare gusto negli arrangiamenti, grazie all’esecuzione di brani originali e tradizionali. Kevin Lemons & Higher Calling hanno condiviso concerti con esponenti di spicco del gospel contemporaneo, da Dr. Bobby Jones, Fred Hammond, Ricky Dillard, Hezekiah Walker, James Hall e tanti altri. Gli album ed i singoli prodotti dal gruppo hanno riscontrato i favori del pubblico, scalando le classifiche delle Billboard Gospel Charts ed incassando prestigiosi riconoscimenti discografici. Quello di domenica 21 dicembre sarà dunque un triplice appuntamento musicale (ad ingresso gratuito) di grande spessore, per entrare nel vivo dell’atmosfera natalizia.

CALENDARIO DELL’AVVENTO
L’abete parlante

“In mezzo al bosco si trovava un grazioso alberello di abete; aveva per sé parecchio spazio, prendeva il sole, aveva aria a sufficienza, e tutt’intorno crescevano molti suoi compagni più grandi, sia abeti che pini, ma quel piccolo abete aveva una gran fretta di crescere.”
“Oh” Se solo fossi grosso come gli altri alberi!” sospirava l’alberello…”

Hans Christian Andersen è il narratore delle piccole cose e dai profondi significati, in grado di dare una voce a chiunque e qualunque cosa, siano esse vanitosi bucaneve, povere fiammiferaie o soldatini di stagno con una sola gamba. “L’abete” (“The fir tree”), favola pubblicata per la prima volta nel 1844, è una delle sue inestimabili perle che racchiude insegnamenti e l’insostenibile leggerezza dell’essere, e del diventare. Contemporanea e attuale; non solo, come spesso si pensa di fiabe e favole, per i bambini, ma anche per gli adulti, i cosiddetti ‘grandi’.
Il desiderio di grandezza dell’orgoglioso abete, che non si accontenta della sua radura di bosco, viene bruciato – e con esso lui stesso – proprio con l’arrivo di ciò che lui aspettava di più, del suo sogno di grandezza, rivelando quanto effimera sia la felicità e l’eterna attesa del futuro, senza mai capire quanto importante sia il presente.
abete-parlanteUna volta raggiunto l’apice, e gustato il momento di gloria, comincia la sua fase di declino: dapprima celebrato nel suo momento di massimo splendore – il carro del vincitore tanto caro all’opportunista -, addobbato e arricchito di oggetti inutili e della vanità tipicamente umana, una volta oltrepassata la curva del successo totale – è la storia a insegnarci che, una volta raggiunto l’apice, non può che cominciare una lenta discesa – è scartato dalla governante di casa, poi dal cameriere e da ultimo persino dai bambini, che ne salvano solo la stella di cartapesta, l’abete capisce solo in questo momento, ormai troppo tardi, il valore di ciò che ha sempre avuto, e ormai perso per sempre. Solo gli animaletti del bosco, simbolo della vera amicizia, gli restano fedeli fino alla fine.
Il Natale diventa l’occasione di una resa dei conti con se stesso; con il suo inappagato desiderio di essere sempre di più, sempre qualcosa di nuovo e diverso senza apprezzare quello che già ha. Che non significa necessariamente accontentarsi.

“L’albero pensò alla sua gioventù passata nel bosco, alla divertente notte di Natale, e ai topolini che erano così felici di aver sentito la storia di Klumpe-Dumpe. «Finito! Finito!» esclamò il povero albero. «Se almeno mi fossi rallegrato quando potevo!»

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L’EVENTO
Un altro mattone a fondamento del Meis

In pochi giorni la proposta culturale e turistica di Ferrara si arricchisce di due esposizioni che puntano entrambe sulla valorizzazione del patrimonio permanente della città e sulla collaborazione fra istituzioni pubbliche e private, locali e nazionali. Dopo quella alla Pinacoteca Nazionale sulle opere di Bastianino provenienti dalla chiesa di San Domenico [vedi], giovedì 18 dicembre alle 18 al Meis-Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah aprirà “Torah fonte di vita. La collezione del Museo Ebraico della Comunità di Ferrara”.
Anche “Torah fonte di vita” è un buon esempio di collaborazione fra enti diversi, in questo caso fra il Comune di Ferrara e Ferrara Arte, il Meis, il Mibact e la Comunità ebraica ferrarese. Qui fortunatamente non si tratta di un salvataggio, ma si può parlare di una rinnovata possibilità di fruizione: saranno infatti messi nuovamente a disposizione dei cittadini ferraresi e dei turisti una settantina fra oggetti e arredi della collezione del Museo Ebraico di Ferrara di via Mazzini, fortemente danneggiato dal terremoto del 2012 e da allora rimasto chiuso al pubblico. Tuttavia, ha voluto sottolineare Massimo Maisto nella duplice veste di assessore alla Cultura del Comune di Ferrara e consigliere del Meis, “non si tratta di un semplice trasloco”, ma di un “passo in più in termini di credibilità” per il progetto del museo nazionale che dovrà sorgere a Ferrara. Gli oggetti esposti saranno sottoposti a operazioni di pulizia e restauro a cura della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna e diverranno oggetto di ricerca, confermando così l’intenzione di fare del Meis non solo uno spazio espositivo, ma un centro di studio sulla storia e la memoria dell’ebraismo nazionale italiano.
Non ha caso ho scritto fruizione ‘rinnovata’, perché l’allestimento sarà diverso da quello visibile in via Mazzini per due motivi. Il primo è che questa collezione ha la particolarità di non essere composta da oggetti di provenienza ferrarese, a causa delle razzie e delle distruzioni avvenute durante la Seconda guerra mondiale: in mostra vedremo quindi arredi della comunità di Cento e manufatti donati alla comunità nel dopoguerra da privati. Il secondo è frutto della consapevolezza della specificità del Meis nel panorama museale italiano e della volontà di comunicarla ai visitatori: come ha giustamente evidenziato la curatrice Sharon Reichel, da circa un anno componente dello staff del museo, questo sarà il primo museo statale italiano a narrare la storia della minoranza ebraica, che nonostante il ruolo avuto nella storia del nostro paese è rimasta a lungo – e forse per certi versi rimane ancora oggi – una città nella città.
Il percorso si snoda su tre sale espositive, in cui si avvicendano i diversi momenti in cui il singolo viene a contatto con la Torah: dalla fruizione collettiva in sinagoga e nella comunità al rito pubblico e privato illustrato dagli oggetti cerimoniali realizzati a partire dal XVII secolo il cui uso è collegato al Pentateuco, al ciclo della vita e alle feste. Nell’ultima sala, che comprende una prima edizione autografata del libro “Una città di pianura” di Giacomo Marchi, pseudonimo di Giorgio Bassani, è allestito uno spazio in cui il pubblico stesso è invitato a interagire ponendo domande.
Dopo le mostre temporanee in occasione della Festa del Libro Ebraico e quella “Ebrei a Ferrara Ebrei di Ferrara” (3 ottobre 2013-6 gennaio 2014), “Torah fonte di vita” è la prima esposizione ad avere una durata annuale (fino a dicembre 2015) e con ingresso a pagamento (intero: 4 euro; gratuito fino a 18 anni): una scommessa fatta “senza l’ansia di dover fare numeri esorbitanti – ha affermato Maisto – ma per testare la risposta del pubblico” ferrarese e non solo.

Per ulteriori informazioni vedi il sito del Meis-Museo Nazionale dell’ebraismo e della Shoah

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L’INCHIESTA
In carcere. La Ginestra, i campi della libertà

3. SEGUE – Siamo alla terza parte dell’inchiesta sul diritto al lavoro delle persone private della libertà personale. Facendo una sorta di retrospettiva, siamo passati dal problema generale delle esigue opportunità di lavoro offerte ai detenuti nel nostro Paese [vedi] alla dimensione locale, facendo il quadro delle esperienze in atto a Ferrara [vedi]. Ora lo zoom si restringe, entrando nello specifico di un progetto molto interessante realizzato negli orti della Comunità la Ginestra di Cocomaro di Cona (associazione Viale K), in collaborazione con la Casa circondariale di Ferrara e la Coop estense. Abbiamo visto che i casi di eccellenza come quello della Ginestra sono ancora pochi, i numeri piccoli ma Ferrara, e in generale l’intera Emilia Romagna, rappresentano la punta di diamante di un nuovo sistema carcerario, già definito a livello normativo ma ancora tutto da costruire.

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La Ginestra

L’associazione Viale K ha coltivato orti fin dagli inizi, ossia dai primi anni ’90, per l’autofinanziamento delle strutture per l’accoglienza attivate nel tempo [vedi]. La Comunità la Ginestra, in particolare, ha fatto della coltivazione degli orti la principale attività intesa anche come percorso di riabilitazione di persone che vengono dal carcere o dalla strada. Abbiamo intervistato a questo proposito il responsabile della Ginestra Eduardt Kulli, per farci raccontare del loro nuovo progetto.

Sappiamo che dalla scorsa primavera siete partiti con un progetto che vede il coinvolgimento di persone agli arresti domiciliari per la coltivazione del vostro terreno e la commercializzazione di prodotti freschi attraverso il canale della grande distribuzione. Com’è nato il rapporto con la Coop e come nasce questo progetto?

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Il terreno coltivato a zucchine

Dal maggio scorso noi di Viale K produciamo zucchine per la Coop estense. La Coop da alcuni anni ha sviluppato con la Regione un progetto con le carceri intitolato “Percorsi di accompagnamento al reinserimento sociale di persone in esecuzione di pena attraverso l’attività orticola” che prevede il ritiro di prodotti coltivati negli orti delle carceri, la commercializzazione e ridistribuzione del guadagno tra gli istituti. Lo scorso autunno erano già venuti a trovarci il direttore del carcere, il comandante e i dirigenti della Coop per verificare il posto e il terreno, con la prospettiva di collaborare. Poi, in primavera, il progetto con il carcere di Ferrara non è partito perché non avevano i permessi per fare l’orto e noi, siccome alcuni dei nostri ragazzi sono ai domiciliari, abbiamo proposto di farlo qua, in modo di usufruire del loro lavoro mettendo a disposizione il nostro ettaro di terra.

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Ospiti della comunità al lavoro nell’orto

Come mai proprio voi?
Perché ci conoscono, in quanto già da un paio di anni svolgiamo questa attività di reinserimento di persone ai domiciliari attraverso l’attività orticola nell’ambito del progetto regionale “Acero – Accoglienza e lavoro” per percorsi di inclusione lavorativa [vedi]. Il progetto con la Casa circondariale di Ferrara si aggiunge e va a sviluppare un’esperienza già avviata dalla nostra associazione.

Quanti persone ai domiciliari lavorano a questo progetto?
Per il momento due ma con il prossimo anno dovremmo riuscire ad ottenerne altrettanti che vengano presso di noi a lavorare in giornata. Poi, molto probabilmente, a primavera dovrebbe partire anche l’attività dell’orto all’interno del carcere, alla quale siamo stati chiamati per collaborare come formatori.

Com’è andata finora la coltivazione e la vendita dei vostri prodotti alla Coop?

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Le zucchine appena raccolte e pronte per la consegna
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Le zucchine sui banchi della Coop Il Castello

Il progetto sta funzionando molto bene, nei mesi di giugno e luglio abbiamo prodotto un centinaio di quintali ognuno. La produzione è andata avanti fino a ottobre. La raccolta viene effettuata tutti i giorni, quindi questo è un progetto che porta sui banchi delle Coop cittadine (Le Mura, Il Castello, Il Doro) prodotti freschissimi che vengono coltivati a Ferrara e non passano dalle celle frigorifere e dai camion. Un prodotto fresco, veramente a chilometri zero. Le zucchine sono andate benissimo, la Coop è molto soddisfatta del nostro prodotto, tanto che abbiamo appena avuto la conferma anche per il prossimo anno e, oltre alle zucchine, aggiungeremo anche altri prodotti come pomodori, melanzane, peperoni, broccoli e cavoli per l’inverno.

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Eduart Kulli controlla gli ortaggi nella serra

Questo è un progetto molto importante per il territorio e per la comunità: perché tiene impegnati i ragazzi, offre lavoro e, cosa molto importante per noi che siamo una comunità e non un’azienda, e che quindi non ci poniamo in competizione con nessuno, il fatto che quello degli ortaggi è un mercato libero; nel ferrarese ci sono veramente pochi produttori di ortaggi destinati al mercato locale, essenzialmente perché attività che richiede molta manodopera e un costante lavoro quotidiano.

Esperienze come queste dimostrano che, a fronte di un bilancio disastroso a livello nazionale, quando si avvia sul territorio una fattiva collaborazione tra istituti penitenziari, Regioni, amministrazioni pubbliche, cooperative e associazioni di volontariato, assicurare e garantire qualche possibilità di lavoro per i detenuti si può e la loro attività diventa una risorsa per l’intera società.

3. SEGUE
leggi la prima parte dell’inchiesta
leggi la seconda parte dell’inchiesta

Per saperne di più sugli orti della Ginestra visita il sito agrizero.it [vedi]

(Foto di Sara Cambioli)

domenica-mattina

Luce intensa sul finale

Tutto è come sempre, / il sole e di tanto in tanto la pioggia. / Per le strade una folla silente / da un luogo all’altro, giorno per giorno. / Così era l’anno scorso / il tempo scorre lento, secondo dopo secondo. / Le foglie volteggiano di albero in albero. / Dalle finestre aperte / si insinuano messaggi da mondi lontani.

Un accostamento irritante: nella foto un’immagine pressoché sdolcinata e romantica del delta del Po; accanto, un testo scritto da me, un tentativo di esprimere per iscritto sensazioni suscitate dall’estate passata. E il tutto dovrebbe essere un augurio di Natale. Cosa c’entra una cosa con l’altra?

Ho scattato questa foto una celestiale domenica mattina dell’estate scorsa, nella laguna di Comacchio, non lontano da Ferrara. Raramente mi è capitato di assistere a una luce così intensa e a una tranquillità così inebriante come in quei momenti di una mattina di settembre sulle rive del mar Adriatico. Momenti in cui si può persino dimenticare il mondo “là fuori”. Tutto è come d’abitudine nei mesi estivi: ci si gode il sole, la luce, la tranquillità, la natura e di tanto in tanto anche la pioggia. Un libro da leggere, una passeggiata, nuotare in mare, cibo di ottima qualità e vino ancora migliore. Nell’aria si insinua tuttavia una sorta di cambiamento imminente, a volte sottilissimo, come una foglia che cade da un albero e si posa su un altro albero o sulla terra.

Il giornalista svizzero Stephan Wehowsky ha espresso con parole perfette questa sensazione di un lento cambiamento: “Come e con quali strumenti possiamo aiutare i rifugiati che arrivano a milioni e la cui miseria supera ogni facoltà di immaginazione? La nostra vita quotidiana non è cambiata in alcun modo. I resoconti della stampa fanno parte del nostro consumo quotidiano come se non fossero altro che puro intrattenimento. Tuttavia qualcosa succede. Qualcosa che riguarda noi. Un velo ricopre tutto ciò che facciamo. L’orrore che ci circonda non fa eco nel vuoto. Ci rendiamo conto che quelle che credevamo essere le nostre normali abitudini quotidiane non sono più tanto normali. Questa quotidianità diventa sempre più una parodia del grigiore che ci circonda. E sentiamo che qualcosa di profondo è cambiato. Le nostre abitudini quotidiane erano solo una sorta di vacanza. Ci rendiamo conto che questa vacanza sta giungendo al termine”.

È forse possibile sollevare questo “velo che si posa su di noi” con l’arte, sia essa passiva o attiva, attraverso tentativi personali, di trovare altre e nuove forme di rappresentazione della realtà?
Ma “tutti sentono il bisogno dell’arte e della bellezza” (Joseph Roth). Il bisogno di una poesia, di una foto che ci riporta ai momenti di felicità di un giorno d’estate.

Traduzione dal tedesco all’italiano di Paola Baglione

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IMMAGINARIO
Cine-quizzone.
La foto di oggi…

Quizzone di cultura cinematografica pre natalizio, questa sera a Ferrara, alla video-biblioteca Vigor. Gli organizzatori dell’associazione Feedback assicurano “domande crudelissime”, che metteranno alla prova i concorrenti anche nel riconoscimento di sequenze visive e sonore. Il più cinefilo dei partecipanti otterrà un carnet di cinque ingressi per il cinema Boldini, offerti da Arci Ferrara. Secondo premio: un capolavoro del cinema francese in dvd. Terzo, misterioso, premio di consolazione. La partecipazione è gratuita. E’ necessario, però, iscriversi con una mail a cinema@feedbackvideo.it. Appuntamento alle 21 nella sala della biblioteca del Comune di Ferrara, via Previati 18 (cortile del cinema Boldini).

OGGI – IMMAGINARIO CINEMA

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Rischiatutto: i concorrenti del mitico Mike Bongiorno

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

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L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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