11 Agosto 2022

NON SERVE “IL DOCENTE ESPERTO”.
Fare scuola è come fare il ragù: competenza e passione

Mauro Presini

Tempo di lettura: 5 minuti

 

Ho letto recentemente che all’articolo 37 del decreto cosiddetto Aiuti bis si prevede che fra 10 anni l’1% dei docenti italiani, dopo aver compiuto 3 percorsi formativi di 3 anni ciascuno, diventeranno esperti e guadagneranno 5.650 euro in più degli altri.

Potrà diventare esperto solo 1 insegnante su circa 100; in pratica, uno per istituto scolastico.

Il decreto non chiarisce il ruolo di questo docente ma precisa che “la qualifica di docente esperto non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento”.

A questo punto viene da chiedersi: a cosa serviranno questi pochi docenti e, soprattutto, a chi?
A quale idea di scuola saranno funzionali se non al modello competitivo? E in una simile gerarchia, che prevede alla sommità i dirigenti scolastici ed un gradino più in basso i “docenti esperti”, quelli che stanno alla base saranno da considerarsi docenti “inesperti”? Si prevede forse di risparmiare non rinnovando i contratti di lavoro degli insegnanti preferendo pagarne bene solo alcuni? Un simile provvedimento è stato infilato in un decreto chiamato “aiuti” perché viene considerato un aiuto alla scuola? Perché questo decreto non è stato discusso in maniera democratica?

Tale scelta preoccupante trova il gradimento solo di chi, già in passato (Letizia Moratti, Valentina Aprea e Matteo Renzi), aveva provato ad inserire la competizione in un contesto scolastico che, per sua natura costituzionale, dovrebbe essere di cooperazione .

Chi si occupa di insegnamento e di educazione fa un mestiere potente perché può influenzare la crescita degli studenti e delle studentesse in modo importante o irrilevante e in maniera positiva o negativa. Per questo  fare scuola è un mestiere difficile e delicato, in cui oltre alle conoscenze occorre la capacità di saperle tramettere, ma soprattutto c’è bisogno di passione per il proprio lavoro e dell’abilità nel saper appassionare le alunne e gli alunni coinvolgendoli fino a farli diventare una classe cooperativa.

Non tutti noi insegnanti siamo empatici allo stesso modo ed è normale che sia così: alcuni sono più coinvolgenti e altri più equilibrati, alcuni sono più tecnici e altri più creativi, alcuni sono più pesanti ed altri più leggeri.
Allo stesso modo in cui la classe non esiste ma si costruisce a partire da un insieme di ragazzi e ragazze, anche la scuola si fa mettendo insieme docenti, collaboratori, personale amministrativo e dirigenti diversi fra loro.
È il saper creare mettendo insieme persone, passione, competenze, perché sono le diversità che fanno la differenza, nella vita come in classe e a scuola.

Personalmente, credo che il saper fare scuola sia un po’ come saper preparare il ragù.

Gli ingredienti sono vari, diversi, ognuno con le sue caratteristiche. Se li prendiamo da soli possono fare la loro bella o brutta figura grazie al loro sapore e al loro odore, ma se li mescoliamo insieme con buona competenza, con la progressione dovuta, dosando le opportuna quantità, per il tempo opportuno, con il giusto calore, non saranno più solo se stessi ma si trasformeranno a tal punto da diventare parte di qualcosa di originale e di specifico che non sarà più la somma dei singoli ma un insieme unico e prezioso.

Per fare un buon ragù non bisogna essere chef ma bisogna sapere come si fa, bisogna essere appassionati, serve conoscere gli ingredienti ed i condimenti, sapere quello che possono e non possono dare da soli e insieme agli altri in modo da riuscire ad ottenere il meglio da loro. Solo allora, grazie al sapere e al saper fare ma anche al saper essere di chi cucina, si potranno anche fare sperimentazioni.

La metafora del ragù per parlare del fare scuola mi serve per affermare che, nelle nostre classi, non abbiamo bisogno di pochissimi docenti esperti (i master chef) ma di tantissimi insegnanti appassionati, preparati e volenterosi (i cuochi).

A scuola, abbiamo bisogno di tanti bravi artigiani e non di pochi artisti eccezionali.

A scuola, abbiamo bisogno di ripensare seriamente ad una formazione iniziale che prepari i futuri insegnanti ad operare in una comunità in cui il sapersi relazionare è importante tanto quanto il saper trasmettere conoscenze.

A scuola, abbiamo bisogno che tutti gli insegnanti siano esperti nell’arte dell’ascoltare, dell’accogliere, dell’incuriosire, dell’appassionare, del raccontare, dello spiegare, del far capire, dell’inventare.

A scuola, abbiamo bisogno di insegnanti che siano operai della conoscenza, allevatori di speranze e coltivatori di futuro. Solo così avremo una ‘buona scuola’ e non una ‘cattiva scuola’ abbandonata a se stessa.

A scuola, abbiamo bisogno di sentire qualche politico al governo a cui interessa la scuola perché crede in un Paese migliore.

A scuola, abbiamo bisogno di ministri dell’istruzione “esperti” di scuola.


Commenti (3)

  • Già: il paradosso è che la politica scolastica è fatta da chi non conosce la scuola e non conosce i ragazzi e le ragazze. Non si capisce a che necessità vogliano rispondere.

  • Chi lavora nella scuola concorda e capisce quello che scrivi. Purtroppo chi non vive a contatto con i ragazzi e sa solo in teoria cosa è la scuola, non può capire… Si ragiona in termini di obiettivi come in una azienda, ma qui andiamo proprio fuori strada! Abbiamo in Italia una ottima scuola, basta vedere i ragazzi che tornano dal quarto anno all’estero: non fanno nulla, si divertono e non imparano niente. Avevamo un modello di scuola primaria che era eccellenza nel mondo, e giustamente l’hanno voluta smantellare con le riforme, dalla Gelmini in poi… Perché Mauro non analizzi le riforme della scuola degli ultimi 20 anni? Mica per proclami, ma per tagli in termini economici e per i danni fatti, vedi la riforma della buona scuola con il super potere ai Dirigenti, che se te ne capita uno fuori di testa sei a posto!!!
    Daniela dice che non si capisce a cosa vogliano rispondere queste “genialate” che tirano fuori dal cappello ogni anno. Ha ragione. Le risposte potrebbero essere varie, dall’ incompetenza dei decisori politici, alla smania di protagonismo di alcuni ministri ecc… purtroppo credo ci sia un bel disegno per affossare la scuola pubblica. Come lavoratrice della scuola, chiedo a chi verrà eletto di non fare riforme, se non togliere le ca..ate degli ultimi anni, e riportare al centro i ragazzi e gli insegnanti semplicemente assegnando le risorse necessarie: stipendi decenti e personale necessario che significa insegnanti di sostegno che coprono per intero i casi gravi, collaboratori scolastici nel numero congruo per poter gestire i vari plessi, personale di segreteria nel numero giusto per poter svolgere tutta la burocrazia che in questi anni ha sommerso la scuola! I fondi ci sono, basterebbe toglierli da tutti quegli orpelli che lasciano il tempo che trovano (fondi per aggiornamento e formazione – analizziamo quanti soldi sono stati spesi per corsi inutili e non qualificanti?!?!, Invalsi, lim che ora buttiamo via, ecc…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Mauro Presini

È maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si occupa di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 coordina il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero“. È impegnato nella difesa della scuola pubblica.
Mauro Presini

Ti potrebbe interessare:

  • Save The Park: domani alle 16,30 il flash mob al Parco Urbano
    (Lettera ad un sindaco duro d’orecchi)

  • RICERCA E SOLIDARIETÀ
    Nistagmo, questo sconosciuto

  • ELEZIONI: “Si respira aceto”
    e a seguire: “Il lavoro da morire”

  • the end, fine, capolinea

    ELEZIONI: IL PD A FINE CORSA?
    Non basta un congresso e un nuovo segretario, dovrà cambiare un’intera strategia politica

  • Parole a capo
    Roberta Lipparini: “Nei titoli di coda”. Parole in libertà ma senza debordare troppo…

  • DONNA, VITA, LIBERTÀ
    Può succedere a Ferrara…

  • Parole e figure /
    La signora Bigodino, la la la la la

  • Un’analisi del voto: Meloni, Conte, Schlein e il problema della rappresentanza

  • Per Mahsa Amini e per sostenere la rivolta del popolo iraniano:
    Ferrara, piazza Trento Trieste: 28 settembre ore 17,30

  • Elezioni: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra”

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi