Giorno: 27 Marzo 2021

L’età dei Lumi e l’era dei vaccini

 

Oltre 400 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19 somministrate nel mondo e un dibattito sempre aperto tra favorevoli e no-vax, tra coloro che ne riconoscono l’unica via d’uscita per una svolta alla stagnazione in cui ci troviamo, rafforzando la memoria immunitaria dell’intera collettività, e quelli che ritengono improbabile la cosiddetta ‘immunità di gregge‘, optando per l’dea di una condizione di malattia che perdurerà e diventerà endemica. Pensieri, convinzioni e dichiarazioni, non solo appannaggio della gente comune, ma anche di epidemiologi e virologi, esperti e addetti ai lavori.

La lunga strada dei vaccini percorre intere epoche della nostra Storia e non sempre occupa un posto di rispetto nei nostri ricordi. Eppure ha salvato l’umanità dalle grandi catastrofi sanitarie, ha conquistato enormi traguardi nel contrasto alle epidemie, ha fornito un contributo decisivo alla lotta alle malattie infettive e aperto le conoscenze su fenomeni scientifici sconosciuti. Intuizioni, ricerca e sperimentazioni coraggiose hanno salvato più volte l’umanità.

Era il 1796 quando Edward Jenner inocula il vaccino a un bambino ammalato di vaiolo, dimostrando scientificamente l’efficacia di quel prodotto che ribattezzò ‘vaccino’, cioè derivato dalla mucca. Infatti, lo scienziato e i suoi colleghi avevano notato come i mungitori risultassero immuni al devastante vaiolo umano, se sulle loro mani fossero comparse delle piaghe, le stesse presenti sulle mammelle delle mucche. Intuì che il vaiolo bovino era meno aggressivo di quello umano e poteva costituire un punto di partenza per un deterrente a una orribile malattia, che mieteva 40.000 vittime l’anno nella sola Inghilterra. Jenner decise di innestare il materiale prelevato dalle pustole di una mungitrice affetta da vaiolo bovino su James Phipps, il figlio di otto anni del suo giardiniere. Dopo un po’ di febbre, il ragazzino guarì in due giorni e due mesi dopo, quando Jenner – forse in modo oggi eticamente discutibile – lo risottopose al vaccino, James non sviluppò nessun sintomo. Era nata ed era stata confermata l’idea alla base dei vaccini: un agente infettivo indebolito scatenava la reazione difensiva del corpo.

Da allora studi e sperimentazioni prolificarono. Nel 1885 Louis Pasteur testa con successo il suo vaccino antirabbico su un bambino morso da un cane idrofobo e nel 1890 Emil Roux, parallelamente a Emil von Behring, mette a punto il siero antidifterico (la difterite, causata da un batterio che produceva una tossina in grado di gonfiare la gola fino al soffocamento), a cui seguirà il vaccino nel 1923, per merito di Lèon Gaston Ramon, il quale ne produrrà poco dopo anche uno contro il tetano. La prima grande vaccinazione di massa avviene nel 1962, con il vaccino antipolio di Albert Sabin, ponendo fine – non senza resistenze alle somministrazioni da parte della gente – alle epidemie da poliovirus, che colpiva il sistema nervoso centrale. La poliomielite uccise o paralizzò 28.500 persone all’anno tra il 1951 e il 1955, ma già qualche decennio prima aveva manifestato i suoi devastanti effetti; si arriverà al 2002 per dichiarare l’Europa libera dalla malattia.

Nel 1957 si scatenò un’epidemia di influenza asiatica da Virus A Singapore/1/57 H2N2, che uccise circa 2 milioni di persone nel mondo. Negli Usa le vittime non superarono i 69.000 perché Hilleman riuscì a creare un vaccino e a distribuirne 40 milioni di dosi in tutta fretta, con un’incredibile accelerazione. E non fu neanche il primo, per l’illustre microbiologo americano, padre dei vaccini contro oltre 40 agenti infettivi (morbillo, orecchioni, rosolia, epatite B, meningite…). Negli anni 2000 si perfezionano i vaccini tetravalenti (2005) contro pertosse, rosolia, varicella, il vaccino anti-hpv contro il papillomavirus responsabile del carcinoma al collo dell’utero (2015), nel 2016 quello esavalente e nel 2018 il vaccino con virus vivo attenuato Ebola Zaire che viene distribuito “per uso compassionevole” in Congo e altri Stati africani.

Oggi come ieri, molta gente è scettica, critica, negazionista sul tema dei vaccini: tante vite salvate non erano e non sono sufficienti per convenire sulla necessità e validità del vaccino. Manca la fiducia. Nell’Età dei Lumi, il 1700, il ‘favoloso innesto’ di Jenner non fu solo una conquista della medicina, ma anche uno spartiacque tra due schieramenti ideologici contrapposti: da una parte gli oscurantisti che consideravano le conquiste della scienza un’offesa al Creatore, blasfemia vera e propria, dall’altra gli illuministi, a favore di una pratica ‘figlia della ragione’ e nemica della cieca ignoranza.

Oggi  siamo più informati, acculturati, aperti a nuove soluzioni che diano risposte a nuove necessità, tuttavia permane lo scetticismo e il rifiuto a priori di quegli interventi medico-sanitari che la pandemia sollecita, a dimostrarci che la scienza ha fatto grandi progressi, le tecnologie sofisticate permettono traguardi insperati, la medicina ha varcato limiti e confini inimmaginabili, ma l’atteggiamento umano rimane controverso, a volte irrazionale, schiavo di paure ataviche e retro pensieri giustificati o gratuiti che siano. La difficile strada della prevenzione e della cura contro i peggiori virus e batteri in circolazione è ancora in salita.2

In Emilia-Romagna in tre mesi oltre mezzo milione di tamponi rapidi in farmacia grazie alla campagna di screening voluta dalla Regione.

 

Covid. In Emilia-Romagna in tre mesi (21 dicembre-21 marzo) oltre mezzo milione di tamponi rapidi in farmacia, grazie alla campagna di screening voluta dalla Regione. Di questi, il 3% risultato positivo. L’assessore Donini: “Adesione dei cittadini su base volontaria davvero significativa, l’obiettivo è testare sempre più persone e spegnere sul nascere eventuali focolai”.

Oltre il 22% dei tamponi complessivi è stato effettuato a pagamento dall’1^ febbraio, grazie al prezzo calmierato stabilito dall’accordo Regione/Associazioni farmacisti. Gli studenti e i loro familiari rappresentano più della metà del target.

Bologna – In Emilia-Romagna il tampone rapido piace. La campagna di screening epidemiologico, promossa su base volontaria dalla Regione, ha fatto registrare in tre mesi, dal 21 dicembre al 21 marzo, più di mezzo milione di tamponi rapidi nelle 829 farmacie aderenti da Piacenza a Rimini (il 61% del totale).

Esattamente 531.318 i test effettuati, di cui il 3% (16.092) è risultato positivo, con paziente asintomatico. Dalle successive verifiche con tampone molecolare effettuate di cui è già noto il risultato, sono 12.197 i positivi confermati, vale a dire il 2,3% sul totale dei test rapidi eseguiti.

La campagna di screening era nata per chi vive il mondo della scuola, i loro familiari e altre categorie più a rischio, che potevano e possono accedere al test in maniera gratuita, ma successivamente è stata allargata anche a tutti gli altri cittadini, a cui però viene richiesta una compartecipazione della spesa. E oltre un quinto dei tamponi effettuati, più di 117mila, sono stati eseguiti a partire dall’1 febbraio proprio con questa modalità, cioè da cittadini che per verificare l’eventuale positività al virus hanno usufruito del prezzo calmierato di 15 euro concordato dalla Regione e dalle associazioni dei farmacisti.

“Una adesione così importante a questa campagna di screening, la prima del genere in Italia, ha dato un contributo significativo all’attività di contrasto alla diffusione del virus- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– permettendo di circoscrivere e isolare migliaia di positivi asintomatici che avrebbero altrimenti potuto infettare tantissime altre persone. Trovo davvero significativo poi il fatto che in poco più di un mese e mezzo oltre 100.000 emiliano-romagnoli abbiano effettuato il test a pagamento, per quanto a un prezzo contenuto, per garantire la sicurezza propria e di conseguenza anche della comunità. Anche questa è una prova della volontà condivisa di fare fronte comune per superare l’emergenza sanitaria- conclude Donini-: a nessun livello, dalle istituzioni ai cittadini, questa è una sfida che si vince da soli”.

I dati:
In termini assoluti, il territorio con più tamponi rapidi effettuati è stato quello dell’Ausl di Bologna (168.657 test, di cui il 2,6% positivi al test rapido), seguito dalla Romagna (122.350, 3,3% di positività), poi Modena (75.572, 3,8%), Reggio Emilia (43.007, 3,1%), Parma (42.139, 2,8%), Ferrara (38.589, 3,1%), Piacenza (21.922, 2,5%) e infine Imola (19.082, 2,9%).

Per quanto riguarda invece il dato rapportato alla popolazione, in media in regione hanno effettuato il tampone 12 cittadini ogni 100 assistiti dalle Ausl: l’Azienda sanitaria con la frequenza più alta è stata quella di Bologna (arrotondabile a 16 ogni 100 assistiti), seguita da Imola (14), Modena (11), Romagna (11), Ferrara (10), Parma (9), Reggio Emilia (8) e Piacenza (7).

A effettuare il tampone sono state in prevalenza donne (54% dei casi). Il 72% di chi partecipato alla campagna di screening, inizialmente pensata per la popolazione scolastica, i loro familiari e il personale dell’istruzione, ha più di 24 anni; la seconda fascia di età più rappresentata è stata quella 14-18 (9%), poi la 19-23 (8%), a seguire quelle 6-10 e 11-13 (entrambe al 5%) e infine quella 3-5 anni (1%, per un totale di 7.142 tamponi) e la 0-2 anni (1.826 test complessivamente).

Oltre al 22,2% di tamponi utilizzati da chi ha scelto a proprie spese di testarsi, i rimanenti sono stati eseguiti, sempre in autosomministrazione dagli studenti (27,3% del totale, pari a 145.053), loro familiari, inclusi i nonni non conviventi (203.851, il 38,4%), personale scolastico (51.926, 9,8%), e via via alle altre categorie che potevano accedere gratuitamente all’autosomministrazione: i farmacisti convenzionati (2.059, lo 0,4% del totale), le persone con disabilità (2.410, 0,5%), i loro conviventi (2.724, 0,5%), i caregiver familiari (1.050, 0,2%), gli educatori, allenatori e istruttori (3.222, 0,6%) e i volontari del Terzo settore (1.264, 0,2%).

Come partecipare allo screening:
La campagna prosegue in tutta l’Emilia-Romagna. Per effettuare il test occorre prendere appuntamento con il farmacista, consultando l’elenco degli aderenti sul sito della Regione: https://salute.regione.emilia-romagna.it/antigenico-farmacie. Non è necessaria la ricetta medica.

Il farmacista avrà cura, in fase di prenotazione, di informare il cittadino che l’attività verrà eseguita in autotest.  In caso di minori, un genitore o tutore deve dare il proprio consenso ed essere presente, per eseguire lui stesso il test al minore. L’attività sarà sempre svolta nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, dall’uso obbligatorio e corretto della mascherina, che sarà abbassata solo nel momento del campionamento e poi riposizionata correttamente, all’igienizzazione delle mani, dal controllo della temperatura corporea al distanziamento.

Proprio perché si tratta di uno screening rivolto unicamente a persone prive di sintomi, per la sicurezza di cittadini e farmacisti non si può effettuare il test se negli ultimi 10 giorni si sono avuti contatti stretti con persone affette da Covid-19, se si ha febbre superiore a 37,5° C o sintomatologia respiratoria. Per i cittadini che si trovano in queste condizioni sono infatti attivi altri percorsi.

 

Torrente Dardagnola (Mo), proseguono i lavori di consolidamento del versante per migliorare il deflusso delle acque.

Difesa del suolo. Torrente Dardagnola (Mo), proseguono i lavori di consolidamento del versante per migliorare il deflusso delle acque. L’assessore Priolo: “Intervento importante per la sicurezza e la vivibilità dell’area, prevista anche la piantumazione di alberi della campagna regionale ‘Mettiamo radici per il futuro”.

Finanziato con 750mila euro, il cantiere è a cura dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile. Utilizzate anche tecniche di ingegneria naturalistica per la sostenibilità ambientale dell’opera.

Bologna – Proseguono i lavori di consolidamento del versante del torrente Dardagnola, nel Comune di Montese (Mo).

Il cantiere, che prevede anche la pulizia dell’alveo del fiume che scorre in località Castelluccio-Lazzari, è finanziato con 750mila euro di fondi regionali, nell’ambito della programmazione delle risorse stanziate a seguito degli eventi meteorici intensi del febbraio 2019. I lavori sono a cura dell’Agenzia regionale per la Sicurezza del territorio e Protezione civile.

“Ultimare la sistemazione del corso d’acqua e del versante del torrente Dardagnola è per noi una priorità perché riguarda la sicurezza del territorio e di chi lo abita- commenta l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione Civile, Irene Priolo-. Un cantiere importante che utilizza anche una serie di tecniche di ingegneria naturalistica e prevede la piantumazione nell’area di giovani piante nell’ambito della campagna regionale ‘Mettiamo Radici per il futuro’ per una maggiore sostenibilità dell’opera”.

Le caratteristiche dei lavori:

L’intervento prevede la realizzazione di protezioni spondali dei tratti in erosione, il taglio selettivo della vegetazione spontanea che ostacola il deflusso delle acque nei tratti del torrente Dardagnola, la realizzazione di una rete di drenaggi profondi a sostegno delle sponde dove sono presenti fenomeni di instabilità, la manutenzione del reticolo idrografico minore e la realizzazione di coperture con biostuoie e idrosemina con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica a consolidamento delle opere esistenti nella zona di Castellucci.

 

Campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono di rifiuti.

 

Comunicato Stampa Comune di Comacchio.

L’Amministrazione comunale, su iniziativa dell’assessore al decoro urbano Luca Bergonzi, ha deciso di intensificare l’azione di sensibilizzazione al rispetto del territorio e del decoro attraverso una campagna di sensibilizzazione che vedrà l’installazione, in luoghi sensibili, di cartelli informativi per evidenziante il sostegno al rispetto dell’educazione e del civismo pubblico al fine di scoraggiare l’azione di abbandono indiscriminato di rifiuti sul territorio.

L’assessore Bergonzi così annuncia l’azione si sensibilizzazione ”Auspico che questa iniziativa, legata anche all’intensificazione dei sistemi di foto trappole, possa ulteriormente contribuire a disincentivare talune azioni maleducate ed incivili di abbandono indiscriminato ed ingiustificato di rifiuti, purtroppo e specie ultimamente, troppo ricorrenti sul territorio comacchiese. Fermo restando che la maleducazione e l’inciviltà vanno combattute senza se e senza ma. Questa ulteriore iniziativa, sono certo, raccoglierà il consenso e il sostegno della cittadinanza. E’ veramente intollerabile e deprimente assistere a certe immagini di degrado. Le strade e le vie cittadine non sono e non potranno mai essere delle discariche a cielo aperto. A breve termine, nei tempi tecnici di realizzazione, verranno dunque prodotti e posizionati i cartelli di sensibilizzazione sul territorio”.

 

Sul bus anche senza il biglietto tradizionale: la corsa si potrà pagare direttamente a bordo.

 

Trasporti. Sul bus anche senza il biglietto tradizionale, da Piacenza a Rimini la corsa si potrà pagare direttamente a bordo con carta di credito, bancomat, smartphone e smartwatch. Emilia-Romagna prima Regione in Italia a decidere di adottare su tutto il territorio questa tecnologia. L’assessore Corsini: “Investimento di oltre 3 milioni di euro per la mobilità sostenibile e rendere sempre più competitivo l’uso dei mezzi collettivi”

Entro quest’anno i ‘validatori’ verde smeraldo saranno attivi in tutti i Comuni capoluogo di provincia ed entro il 2022 nel resto della regione. Il sistema EMV, già in uso al Marconi Express, permetterà di viaggiare sui mezzi urbani ed extra-urbani. Già la prossima settimana attivo su due linee, a Bologna e Parma.

Bologna – La ricerca all’ultimo istante del biglietto prima di salire a bordo sta per finire. L’Emilia-Romagna sarà infatti la prima Regione d’Italia in cui, per viaggiare su un bus, basterà, in tutta sicurezza, accostare la propria carta di credito o debito, oppure avvicinare smartphone o smartwatch all’apposito ‘validatore’ per essere in regola col titolo di viaggio. Anche se continuerà ad essere accettato il biglietto cartaceo tradizionale.

Già entro quest’anno in tutti i capoluoghi di provincia, ed entro il 2022 nel resto della regione, sarà infatti attivo l’EMV, il sistema che aggiunge una ulteriore modalità di pagamento a quelle tradizionali e a quelle digitali già consentite dall’app Roger, attiva da oltre un anno e mezzo.

Dopo il debutto sul Marconi Express (la monorotaia che collega stazione dei treni ed aeroporto di Bologna), dove la tecnologia EMV è già operativa da alcuni mesi, il progetto di estensione dei nuovi ‘validatori’ procederà fino alla completa copertura dell’intera flotta su gomma nelle quattro aziende della regione. Già dalla prossima settimana, i ‘validatori’ saranno attivi su una linea urbana sia a Bologna sia a Parma.

“Un vero e proprio salto in avanti- afferma l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini– che ci allinea alle realtà europee più avanzate. Dopo aver investito nel rafforzamento della flotta bus, con risorse che garantiranno nei prossimi 5 anni altri 600 nuovi mezzi in circolazione oltre ai 600 già sostituiti a beneficio della qualità dell’aria e della sicurezza dei viaggiatori, facciamo un passo ulteriore per rendere sempre più competitivo e semplice l’uso dei mezzi collettivi”.

“Un risultato- prosegue – che in questo momento acquista ancora più valore, perché, nonostante la crisi innescata dalla pandemia, non solo non ci siamo mai fermati continuando a puntare sul trasporto pubblico locale come sistema cardine della mobilità sostenibile, ma anche perché in questo ci prepariamo concretamente e con forza alla ripartenza”.

Un investimento di oltre 3 milioni di euro per 1.500 ‘validatori’ 

In tutto sono 1.500 i ‘validatori’ verde smeraldo che entreranno in funzione progressivamente – ogni azienda informerà sui tempi di avvio – su tutto il territorio regionale per un investimento complessivo di 3 milioni e 275mila euro cofinanziati al 50% dalla Regione attraverso fondi comunitari PorFesr e per il restante 50% dalle aziende.

I nuovi ‘validatori’, che affiancheranno gli attuali attivi per la convalida di tutti gli altri titoli, sono stati acquistati attraverso una gara che ha visto le quattro aziende di Tpl regionali – Seta, Start Romagna, Tep e Tper –, quest’ultima nel ruolo di capofila.

In particolare, questa nuova forma di transazione garantisce facilità di pagamento e totale sicurezza e riservatezza (i ‘validatori’ hanno infatti la stessa omologazione di un POS).

Per pagare con la propria carta di credito o di debito contactless sarà quindi sufficiente accostare la carta al ‘validatore’ verde smeraldo e attendere che sul display appaia l’indicazione di avvenuta riconoscimento del titolo. Senza preoccuparsi di zone o tariffe.

 

Turismo: Emilia-Romagna si prepara ad accogliere sulle proprie spiagge e in sicurezza i turisti tedeschi.

 

INVITO/ Turismo. L’Emilia-Romagna si prepara ad accogliere sulle proprie spiagge e in sicurezza i turisti tedeschi. Al via una campagna di comunicazione per invitare le famiglie a trascorrere la propria vacanza sulla Riviera Romagnola. Video conferenza stampa martedì 30 marzo alle 13 con l’assessore Andrea Corsini.

Partecipano il presidente di Visit Romagna, Andrea Gnassi, il direttore di Apt Servizi Emilia-Romagna, Emanuele Burioni e, da remoto, al direttrice marketing e promozione Enit, Maria Elena Rossi.

L’Emilia-Romagna è pronta a ripartire e si prepara ad accogliere, sulle proprie spiagge e in sicurezza, i turisti della vicina Germania.

Parla infatti tedesco la massiccia campagna di comunicazione realizzata da Apt Servizi Emilia-Romagna che sarà diffusa su tv, web e social locali e che inviterà a breve le famiglie a trascorrere le vacanze estive sulla Riviera Romagnola.

Un’azione voluta dalla Regione Emilia-Romagna per promuovere nel mercato turistico tedesco, una delle platee tradizionalmente più interessanti per il nostro territorio, le mete di villeggiatura a misura di adulti e bambini in un momento ancora molto delicato per le difficoltà legate all’emergenza sanitaria.

I dettagli della campagna di comunicazione e promozione turistica saranno presentati martedì 30 marzo alle ore 13, in video conferenza dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme al direttore di Apt Servizi Emilia-Romagna, Emanuele Burioni, al presidente di Visit Romagna, Andrea Gnassi e, da remoto, alla direttrice marketing e promozione Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, Maria Elena Rossi.

Per ragioni tecniche, i giornalisti che intendono partecipare sono pregati di inviare, entro le ore 11,00 di martedì, una mail di conferma all’indirizzo: stampaseg@regione.emilia-romagna.it

Istruzioni di accesso/collegamento per i giornalisti: 

Per collegarsi da pc o tablet, direttamente da Google Chromehttps://call.lifesizecloud.com/321771

Scegliere ‘partecipa alla riunione’, poi digitare il PIN 22779

Per collegarsi da smartphone:
1) scaricare l’app Lifesize: da App Store o da Google Play
2) avviare ed entrare come ospite, specificando solo nome e cognome
3) in corrispondenza di ‘Estensione’, digitare 321771
4) il codice richiesto per accedere al meeting è: 22779, seguito da #

ATTENZIONE:

  • Il numero massimo di utenti che possono partecipare alla videoconferenza è di (la stazione + 49 esterni)
  • Si prega cortesemente di TENERE I MICROFONI IN MUTO quando non si debba intervenire
  • A chi si collega da computer/smartphone/tablet chiediamo di utilizzare questi strumenti con le cuffie/auricolari, NON IN VIVA VOCE
  • Si sconsiglia il collegamento di computer attraverso connessioni WiFi

Collegamento a partire dalle ore 12,45.

 

Anche il Servizio Mobilità del Comune di Ferrara al seminario di FIAB Italia.

 

Comunicato Stampa FIAB.

“Dare strada alle biciclette”: il Centro Studi FIAB e il Codice della Strada.
Alla presentazione hanno partecipato anche i tecnici del Servizio Mobilità del Comune di Ferrara.

Trasformare le nostre città a misura di bicicletta si può e non è solo una prerogativa del Nord Europa come il luogo comune lascia credere. Un nuovo passo per essere sempre al fianco delle amministrazioni locali nel sostenere le loro politiche di mobilità attiva arriva da FIAB con il manuale “Dare strada alle biciclette. I nuovi provvedimenti del Codice della Strada per favorire la sicurezza ciclabile”.

Si tratta di un utilissimo vademecum, articolato in 6 schede tecniche, che aiuta le pubbliche amministrazioni a conoscere e capire gli ambiti di applicazione dei cambiamenti del Codice della Strada introdotti con i recenti “Decreto Rilancio” e “Decreto Semplificazioni”: misure che, di fatto, favoriscono la mobilità ciclistica in un periodo dove la pandemia rende difficile l’utilizzo dei mezzi pubblici, con il rischio di aumento del traffico automobilistico privato.
A cura del Centro Studi FIAB, il manuale è stato presentato in anteprima durante un partecipato evento online della Scuola Comuni Ciclabili. E all’incontro di studio erano presenti anche i tecnici del Servizio Mobilità del Comune di Ferrara, che fa parte dei 140 ComuniCiclabili e che anche per il 2021 ha portato a casa il massimo della valutazione. Ma molto rimane ancora da fare e la presenza dei tecnici all’incontro è un ottimo segnale di una città che vuole investire sulla mobilità attiva.
«Con questo vademecum – dichiara Alessandro Tursi, Presidente FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e Vicepresidente ECF-European Cyclists’ Federation di cui FIAB fa parte – forniamo un concreto aiuto alle amministrazioni che intendono riconvertire la mobilità e lo spazio pubblico verso una reale sostenibilità. Oggi abbiamo finalmente nuove norme, mutuate da quelle dei paesi europei più avanzati, per fare infrastrutture e spazi ciclabili di rapida ed economica realizzazione: occorre conoscerle e saperle interpretare per applicarle nel modo migliore.»

«Mi congratulo con FIAB che, sulla base delle esperienze sul territorio, si propone efficacemente come promotore di strumenti di diffusione di cultura applicativa – ha dichiarato il prof. Giuseppe Catalano, del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che, a nome del Ministro Giovannini, ha esortato i comuni ad agire con celerità sottolineando come – le nuove norme del Codice della Strada in materia di mobilità ciclistica sono applicabili in modo immediato in quanto inserite in provvedimenti di legge urgenti e non è dunque necessario attendere altri regolamenti. I comuni sono chiamati ad agire con celerità, per rispondere alle nuove esigenze di mobilità, ma garantendo la massima sicurezza a chi si muove in bicicletta.»

Gli esperti del Centro Studi FIAB – ing. Marco Passigato, ing. Enrico Chiarini e arch. Valerio Montieri – hanno illustrato nel dettaglio i contenuti delle 6 schede tecniche sulle novità normative introdotte nel Codice della Strada in tema di mobilità ciclistica, soffermandosi, in particolare, sugli ambiti di applicazione e i relativi vantaggi. Le sei novità sono: corsia ciclabile, corsia ciclabile per il doppio senso ciclabile, casa avanzata, uso ciclabile di corsie preferenziali, zona scolastica, strada urbana ciclabile E-bis.

È stato anche sottolineato come alcune nuove modalità di “dare strada alle biciclette” con semplici interventi di segnaletica orizzontale e verticale devono perseguire l’obiettivo di realizzare una rete ciclabile continua e funzionale che colleghi i principali poli di interesse delle città, con la raccomandazione di inserire i singoli interventi in un quadro di pianificazione generale come ad esempio il Bici Plan.

 

PRESTO DI MATTINA
Il pastore, gli agnelli e il pungitopo

 

«Considerato nella sua spirituale preparazione, il concilio ecumenico, a poche settimane dal suo radunarsi, sembra meritare l’invito del Signore: “Vedete tutti gli alberi, quando già rimetton le foglie, voi conoscete da voi stessi, solo a guardarli, che s’appressa l’estate; e allo stesso modo anche voi, quando vedrete avverarsi queste cose, sappiate che è vicino il regno di Dio”», (Lc 21,29-31). In questo testo del settembre del 1962 papa Giovanni XXIII vede il concilio e la chiesa radunata in esso, come una primizia e un segno dell’approssimarsi del regno di Dio. L’averlo desiderato ardentemente ‒ “giorno desiderato” lo chiama ‒ diviene pure invocazione, fiducia nello Spirito che sempre opera nella storia umana attraverso gli uomini e le donne di buon volere; ma anche un dono pasquale alla chiesa perché ritorni ad amare con cuore pastorale e s’avvicini alla vita della gente.

Un analogo desiderio, quello di fare Pasqua con i suoi, arde in Gesù lungo il cammino verso Gerusalemme: «“Desiderio desideravi. Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione» (Lc 22, 15). La Pasqua è la brama più intima di Gesù, desiderio di prossimità e di comunione con il Padre e con noi, ciò che lo spinge ad annunciare il Padre, il suo avvicinarsi all’uomo nella storia tramite la sua giustizia: «Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”», (Gv 6, 4-6). Scrive Agostino: «Il desiderio è il recesso più intimo del cuore. Quanto più il desiderio dilata il nostro cuore, tanto più diventeremo capaci di accogliere Dio». (Io. Evang., tr., 40, 10).

S’avvicina la Pasqua è pure il titolo, ripreso ogni volta come fosse un unico titolo, delle lettere pastorali di mons. Luigi Maverna, vescovo di Ferrara-Comacchio dal 1982 al 1995. Tornava ogni anno su quel versetto di Giovanni 6,4 come fosse un cristallo dalle molteplici sfaccettature. E tutte le volte riusciva a illuminarne un aspetto diverso, certo com’era, nell’approssimarsi della Pasqua, di «trovarla sempre nuova».

Pasqua: culmine e fonte in cui convergeva a da cui si irradiava il suo desiderio, accompagnato dal pensiero e dall’azione pastorali. Non per caso, alla messa in cui si congedò dalla diocesi fu salutato con il canto dell’Exultet pasquale, avendo egli confidato poco prima, alla vigilia di Pasqua, che gli sarebbe piaciuto morire mentre la Chiesa intonava quell’inno. Ci lasciò nel 1998 ai primi vespri della festa di Pentecoste: discesa dello Spirito santo su Maria e gli apostoli nel cenacolo, compimento della Pasqua nella chiesa, suo inizio e germe nel mondo attraverso l’annuncio del vangelo alle genti.

Se il vescovo Filippo Franceschi, suo predecessore (1976-1982), aveva introdotto e traghettato la nostra chiesa nella recezione del concilio, lui lo aveva declinato nella ferialità del suo cammino, promuovendo e attuando le strutture partecipative e di condivisione conciliari nel popolo di Dio, senza trascurare di animare il mistero nascosto in esso con una attiva partecipazione alla liturgia, che riteneva, unitamente ai poveri, il cuore della chiesa: «Una Chiesa povera per i poveri. Privilegiare i poveri, nella pastorale, è compiere opera di evangelizzazione». Timido e risoluto al contempo, nel testamento aveva scritto: «La Chiesa non è nelle grandi cose. La Chiesa è preparata dalla voce e dall’azione dei ministri e dei fedeli, la Chiesa è dove è, dove sono i cuori umilmente aperti, accoglienti, concordi con Cristo. “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono in mezzo a loro”. Lì, ad ascoltarlo; lì, a riamarlo; lì, a gustarlo e pregustarlo, lì per l’eternità. Di lì, la fecondità di un amore che raggiunge, spiritualmente, invisibilmente, soprannaturalmente, ma concretamente, i confini del mondo». Da lui appresi la sinodalità, quel camminare insieme così caro a Papa Francesco. Con lui la praticai anche nella comunità parrocchiale e diocesana. Un “vescovo fatto desiderio” scrissi commentando allora il suo testamento, perché così deve essere lo stile di chi si avvicina alla Pasqua: lui si apprestava all’incontro con il Cristo pasquale con il ‘massimo desiderio’, ‘desiderio bruciante’, appunto «Desiderio desideravi» (Lc 22,15).

Commentando il salmo 37 il vescovo d’Ippona Agostino scrive: «Sia dinanzi a lui il tuo desiderio; ed il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà. Il tuo desiderio è la tua preghiera; se continuo è il desiderio, continua è la preghiera. Il desiderio è la preghiera interiore che non conosce interruzione. … Se dentro al cuore c’è il desiderio, c’è anche il gemito; non sempre giunge alle orecchie degli uomini, ma mai resta lontano dalle orecchie di Dio (Enarr. in Ps., 37, 14). Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace: se desideri sempre, sempre preghi. Quando sonnecchia la preghiera? Quando si raffredda il desiderio, (Serm., 80, 7)».

Il desiderio di un possibile cambiamento e trasformazione affretta e avvicina la Pasqua, che ci viene incontro e risveglia il ricordo di ciò che in essa è accaduto: un ribaltamento delle sorti. Un inno della liturgia della settimana santa canta: «Trafissero (perforarunt) quel mite corpo e ne uscì sangue e acqua! La terra, il mare, il cielo, il mondo da quale fiume vengono purificati!»; ed Ambrogio: «In lui è risorto il mondo, in lui è risorto il cielo, in lui è risorta la terra; vi sarà infatti un cielo nuovo e una terra nuova», (De excessu fratris. Orazione funebre, II,102).

S’avvicina la Pasqua, avvicinati anche tu.

Avvicinati allora per ritrovare quella prossimità che nessun distanziamento potrà mai ostacolare: perché essa è il luogo della memoria vissuta, cresciuta con noi nella forma di una responsabilità: quella del continuare a fare memoria della dignità umana ogni volta tradita, venduta per un paio di sandali o per trenta denari, spogliata, crocifissa, ma ogni volta liberata dall’amore più grande, quello di chi dà la sua vita per farla nascere di nuovo. È questa la coscienza che Gesù ha avuto di sé nell’approssimarsi della Pasqua: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). Null’altro che questo è la Pasqua: la debolezza vittoriosa di un amore.

Avviciniamoci io e voi insieme, allora, per fare memoria dell’Ecce Homo e di ogni uomo e donna del nostro tempo che, essendo senza bellezza e apparenza per attirare gli sguardi, incarnano nel presente Colui che Pilato presentò alla folla. Non potrei descrivere meglio questa condizione, con più verità e drammaticità, delle parole incise da Primo Levi nell’esergo del suo libro più noto: Se questo è un uomo: Voi che vivete sicuri… Considerate se questo è un uomo/ Che lavora nel fango/ Che non conosce pace/ Che lotta per mezzo pane/ Che muore per un sì o per un no./ Considerate se questa è una donna,/ Senza capelli e senza nome/ Senza più forza di ricordare/ Vuoti gli occhi e freddo il grembo/ Come una rana d’inverno», (Einaudi, Torino, 2014, 2 e 177).

Anche se questo testo ‒ come sottolinea Cesare Segre nella postfazione ‒ riecheggia lo Shemà Israel (Ascolta, Israele) tuttavia «l’atto di fede manca; al contrario, si sviluppa il tono esortativo, dal Voi iniziale, ripreso anaforicamente nel terzo verso, agli imperativi Considerate (due volte), Meditate, Scolpitele, Ripetetele (in particolare i vv. 16-19 sono traduzione fedele del testo ebraico: «queste parole/ scolpitele nel vostro cuore/ stando in casa andando per via,/ coricandovi alzandovi»); e si conclude con una specie di maledizione per chi non obbedirà. A che cosa? All’obbligo del ricordo».

Esattamente quello stesso ricordo cui la Pasqua ci esorta. Il ricordo del mistero più alto di tutti, come lo chiama papa Leone Magno: «Quanti desiderano arrivare alla Pasqua del Signore, devono prepararsi a celebrare il mistero più alto di tutti, il mistero del sangue di Gesù Cristo che ha cancellato le nostre iniquità, facciamolo con i sacrifici della misericordia. Al Signore infatti nessun’altra devozione dei fedeli piace più di quella rivolta ai suoi poveri, e dove trova una misericordia premurosa là riconosce il segno della sua bontà», (Disc. 10 sulla Quar., 3-5; PL 54, 299-301)

C’è una poesia di Umberto Piersanti che mi ricorda il buon pastore che dà la vita come pure il Cristo, mite agnello, rialzato dalla morte, sanguinante ma vivo: l’Agnello mansueto che s’avvicina a noi proprio a Pasqua.

Cade la neve
larga, mesi e mesi,
gela fossi e fonti,
schianta querce e olmi,
sotterra case
e stalle, l’erbe gialle,
cancella gli stradini
fino a Viapiana
e muoiono gli agnelli
uno alla volta,
stridono nella stalla fredda,
fanno pena,
il pastore li guarda
desolato,
alza il falasco
fradicio, dissolto,
non c’è più un ceppo d’erba
la più gelata
venne una luce chiara
sulla neve,
l’aria fredda e liscia,
senza tempesta
restano tre agnelli,
li porta fuori,
storcono quelli il muso,
le zampe magre dentro
il nevone stanno incatenate,
belano i disperati,
soffiano forte
nella macchia li spinge
il buon pastore,
e con un ramo scava,
con le due mani
il pungitopo appare,
i frutti rossi
brillano colmi
e intatti, i cespi
freddi trapassano la neve
fitti e aguzzi
quando gli agnelli giungono
stremati,
brucano foglie e frutti
buttano sangue,
sugli spini lasciano la lana,
queti colmano i ventri
senza belare.

(Nel tempo che precede, Torino 2002, 71-72)

 

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Amore e timidezza

di Riccardo Francaviglia

I protagonisti delle vignette sono sgargianti individui che non sembrano appartenere al nostro mondo, forse vivono in un mondo variopinto o più probabilmente i loro colori accesi spiccano in un mondo all-white; un avatar del nostro contesto quotidiano, dove ciascuno di loro assomiglia a tutti e non assomiglia a nessuno. In fondo diverte l’idea di identificarsi con sagome fluo col naso a pera, ma voglio credere che anche questo può contribuire a guardarsi “da fuori” per sorridere e riflettere su ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.

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