Giorno: 14 Agosto 2020

Al cantón fraréś
Iosè Peverati: La mlunàra

Con nostalgia e umorismo Iosè Peverati descrive un luogo d’incontro di un tempo, fra amici e famigliari, ovvero in “cumpagné”. I gesti rituali del “mlunàr”, dalla scelta del cocomero ai “”baricòcal” sonori per valutarne la maturazione, agli abili colpi di coltello, così come gli arredi del “caśón”, richiamano con precisione l’atmosfera e l’attesa per il momento conviviale.
L’autore passa dall’esilarante atteggiamento degli avventori di una volta agli ironici suggerimenti delle buone maniere di oggi a tavola, concludendo con una malinconica riflessione.

 

La mlunàra

V’arcurdèv, ragazìt, quand una volta
as andava a pasàr i dopmeźdì
‘vśin i caśùn ad cana dla mlunàra,
o la sira, da prima ch’a fés scur
fin dop ónd’s ór o meźanot pasà?
Agh iéra un tavulón d’ass iηciuldà,
soquànt baηchéti fati źó ala bona
e dill scaraη stabià coi… zucatìn.

Al mlunàr al starnéva na laηguória,
al la pasàva da na man a cl’altra
com s’al la pśés o s’al źughés a bala,
algh cazàva na ciòpa ad baricòcal
par védar se la iéra źa bunìda,
po’ algh fundàva uη curtèl col maηgh ad legn
par fàragh un tasèl làragh dó dida:
al la taiàva ad śbiès, tiràndal fóra
e al la mustràva a tuti, pin d’argói,
génd la solita fraś: “Ohi, taglio rosso!”.

E nu santà a cavàl d’uη santarìn,
una meźa laηguória par da dnaηz,
coη na bela guciàra e uη grustìn ‘d pan
as gudévn a magnàrin di bei tòch
e po’ i aηmìn ai spudàvan in tera.
Agh iéra quìi che spés i s’iηgusàva

e chi s’a sbrudaciàva da par tut:
aηch s’as a stava atenti d’aη spurcàras
par quant as fés, an as vaηzàva sut.
Mo dop, chi’s vléva dar na riηfrescàda
l’andava int al canàl par na nudàda.
Int la staśón d’istà, s’agh fén a ment,
a gustàvn ill laηguóri aηch stand iη pié
però as gh’aveva al mèi di cundimént
ch’al iéra quél ad star iη cumpagné.

Adès che la mlunàra l’è scadùda
tut’ill laηguóri il viéη cargà sui camioη:
śbiàvdi… ad vargógna il vién distribuìdi
int i supermarcà, dai frutaró
e in ogni ristorant, indù ch’il s’magna
par strùsi o par “dessert” iη ftiη sutìli
con i curtlìn e i furzinìn d’arźént;
gli àηm il s’a spuda con delicateza
int al pàlum dla maη coη sentimént
e il s’fa śbliśgàr coη finta indifaréηza
sóra l’urdlìn dal piàt o uη po’ più in déntar.

Agh è la nuvità seηza i aηmìη
mo com as putrà far, dop, par sumnàril?
Ala fiη, malcuntent, spés anuià,
la fila di aventór i salta sù
e i paga al cónt ch’l’è sémpar bel salà.

Purtròp la cumpagné l’as è smarìda,
tut’i zérca ad muciàr dla baiucàra
chi’d za chi’d là… an as tgnuséη gnaηch più:
ognuη peηsa par lu e, d’altra part,
col temp ach fa la vita l’è ‘csì cara…
Aηch la laηguória ch’l’aη custàva nient
al dì d’iηquó la costa purasà.
Che bei i nòstar temp, ala mlunàra!

 

La cocomeraia
Ricordate, ragazzi, quando un tempo / passavamo l’intero pomeriggio / alla capanna del cocomeraio / fino alla sera, oltre l’imbrunire / oppure a mezzanotte già suonata? / C’era un tavolo grezzo di quattr’assi, / alcune panche fatte rozzamente / e sgabelli abbozzati con i tronchi… /

Il gestore sceglieva un bel cocomero, / come per gioco da una mano all’altra / lo palleggiava, quasi soppesandolo, / gli schioccava una serie di colpetti / per stabilirne la maturazione, / vi affondava la punta di un coltello / praticando un tassello di due dita, / lo tagliava di sbieco ed estraendolo / lo proponeva con ostentazione / esclamando orgoglioso: “Taglio rosso!”. /

E noi, a cavalcioni di sgabelli / con un mezzo cocomero davanti / un robusto cucchiaio ed un crostino, / ne gustavam pezzetti deliziosi / e sputavamo in terra i semi scuri. /

Spesso qualcuno si ingozzava in fretta / altri si sbrodolavano di brutto; / ma anche stando attenti a non sporcarsi / era difficil rimanere asciutti. / Ma poi, per salutare rinfrescata, / ci tuffavamo tutti nel canale. / Ed ogni estate, se ricordo bene, / gradivamo i cocomeri anche in piedi, / però c’era il miglior dei condimenti, / ch’era quello di stare in compagnia. /

Or si va meno alla cocomeraia, / i frutti sono messi su autocarri: / pallidi e… smorti son distribuiti / ai fruttivendoli, ai supermercati, / ai ristoranti dove si consumano / in fette trasparenti, per dessert, / con posatine lucide d’argento, / poi si sputano i semi dolcemente / sul palmo della mano con bel garbo / e si fan scivolare di nascosto / sul margine del piatto, al lato opposto. /

I nuovi sono pure senza semi, / ma come li potremo seminare? / Alla fine, annoiati e malcontenti, / se n’vanno gli avventori ad uno ad uno, / saldando conti sempre più elevati. /

Disperse le combriccole di amici, / ognuno è attento a cumular quattrini / quand’è possibile. Non ci si conosce; / si pensa più a sé stessi e, d’altra parte, / il costo della vita è lievitato / ed i cocomeri che costavan poco / aumentano di prezzo giornalmente. / Che bella un tempo la cocomeraia!

 

Tratto da:
Iosè Peverati, La giostra : poesie in dialetto ferrarese e in italiano, Bologna : Ponte Nuovo, 1996.

 

Iosè Peverati (Modena 1927)
Altre notizie biografiche sull’autore nel Cantóη Fraréś del 28 giugno 2020. [Vedi qui]

 

Al cantóη fraréś: testi di ieri e di oggi in dialetto ferrarese, la rubrica curata da Ciarin per Ferraraitalia, esce il venerdì.
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Cover: Stadiéra con meloni: foto di Marco Chiarini

CONTRO VERSO
Il figlio allungabile

Dare ragione a ciascun genitore a turno è una strategia che tanti bambini sviluppano quando i genitori sono divisi e in aspro conflitto tra loro.

Il figlio allungabile

Sono un figlio molto abile,
sono allungabile.
Coi dispetti che mastico
son diventato elastico
e quando mi sposto
dalla mamma al papà
io non mi riconosco.
A ognuno mostro metà
del loro figlio conteso.
Ma dico, per chi mi avete preso,
per un Cicciobello?
E sul più bello
comprendo il fattaccio:
i genitori, quando si separano,
gli dai un dito e si prendono un braccio.

Il compiacimento riduce il conflitto. In questo modo i bambini si modellano sul genitore che li guarda in quel momento, per poi trasformarsi nel passaggio dall’altro. Il prezzo per questi piccoli Zelig è evidente: non riuscire a sviluppare una propria personalità, non sapere più qual è la propria posizione di fronte a un bivio qualsiasi.

CONTRO VERSO, la rubrica di Elena Buccoliero con le filastrocche all’incontrario, le rime bambine destinate agli adulti, torna su Ferraraitalia tutti i venerdì.
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SCHEI
Splendori e miserie sabaude del gioco del calcio

La battuta più fulminante l’ha scritta Gene Gnocchi sulla Gazzetta dello Sport: “Dopo poche ore dall’investitura alla Juventus, Pirlo è stato chiamato da Cristiano Ronaldo: <Sono molto contento di averti come secondo>”. Ronaldo, Chiellini, Buffon e Bonucci hanno detto la loro, e alla fine è arrivato l’esonero per Maurizio Sarri, toscano ruvido, tabagista incallito, lingua tagliente, propugnatore del gioco flipper ammirato a Napoli, un retroterra sideralmente distante dal padronato sabaudo. Sembra chiaro tuttavia che l’opinione più influente sia stata quella del portoghese. Per dire a Ronaldo, il Semidio, che deve giocare a due tocchi, devi essere stato un Semidio del calcio, o almeno un ottimo pedatore. Ancelotti e Zidane si portavano dietro una storia di grandi calciatori, e venivano di conseguenza degnati della sua divina attenzione. Mourinho era uno che il pallone lo sapeva a malapena toccare. Sarri, non ne parliamo. Infatti questi due non se li è mai cacati, il semidio. Sacchi sostiene che Agnelli avrebbe dovuto insistere su Sarri, come fece Berlusconi con lui. La squadra a metà del primo anno non lo tollerava, Berlusca disse ai giocatori “fino alla fine dell’anno lui resta, voi non so”. In effetti in quel Milan c’era gente come Gullit, Van Basten, Rijkard, Baresi. Fortissimi, ma non erano ancora pieni di trofei. Cristiano Ronaldo quando è arrivato era già, da solo, un brand più forte della Juve, nel mondo. Non è la stessa situazione. Se qualcuno avesse il coraggio di dirgli: “Sarri resta anche l’anno prossimo, se non ti garba quella è la porta”, dopo quello che è stato pagato e quello che costerebbe la sua partenza, in Exor (la holding che possiede la Juve) con l’effigie di Andrea Agnelli ci giocherebbero a freccette.

Il vero azzardo non è Pirlo allenatore, (quasi) senza patentino e senza esperienza. Quella è una conseguenza del rischio assunto, due anni fa, spaccando verticalmente la dirigenza: infatti Marotta, che osteggiava l’operazione, se n’è andato all’Inter. Il vero azzardo è stato prendere la macchina da gol e schei marchiata CR7. Solo lui costa come ingaggiare tutta la Juventus, e il ROE dell’investimento non procede come sperato. Se continui a vincere solo scudetti (che per la Juventus sono un pane talmente quotidiano da essere festeggiati con sufficienza, e un sabaudo calcio nel sedere al mister) il volano di ritorno di uno che è stato preso apposta per vincere in Europa non ripaga le risorse impiegate. Nè in termini economici (sponsor, merchandising), nè in termini sportivi (fuori agli ottavi). Il bello è che allo smisurato Ronaldo fai fatica a rimproverargli qualcosa. Lavora come un maniaco, segna a ripetizione, batte record (personali). Ed ha un potere contrattuale superiore a quello della sua società. Dite che non è il solo?  A parte Messi, è il solo. La sensazione di queste settimane è che Ronaldo sia un investimento molto, molto ingombrante. Tira tutte le punizioni, batte tutti i rigori, ribalta le partite. Risolve problemi (a carissimo prezzo). Eppure c’è un problema che non è riuscito a risolvere: far vincere la Coppa dei Campioni alla Vecchia Signora, nel frattempo invecchiata ulteriormente, satolla di scudi ma a digiuno di Coppe Europee – 1996 è l’anno dell’ultimo, ormai lontanissimo, trionfo. Ronaldo dentro il Real Madrid (e Messi dentro il Barcellona, basta vedere il suo rendimento nella nazionale argentina) è una cosa, Ronaldo in una squadra diversamente attrezzata è un’altra cosa. Temo che l’ossessione per la Coppa abbia fatto fare un passo troppo lungo per la austera gamba sabauda: potente, non onnipotente. Il bilancio soffre, le perdite dovranno essere ripianate e non credo che John Elkann ci metta del capitale senza che la società Juventus ci metta del suo. Alias, se Ronaldo deve restare e dettare legge, e se lo stipendio di Sarri resta a libro paga finchè non avrà un’altro team da allenare, la Vecchia Signora deve risparmiare e incassare.

Pirlo allenatore è quindi anzitutto una scelta al risparmio. Parlare di risparmio quando un coach alla prima esperienza becca 1,8 milioni l’anno suona offensivo, lo so. Tuttavia lo è, paragonandolo a quanto sarebbe costato l’ennesimo santone della panchina. Inoltre, meglio Pirlo che conosce l’ambiente ed è organico alla galassia Agnelli (le rispettive nuove compagne degli Andrea sono molto amiche, una di quelle amicizie con solide fondamenta patrimoniali che fanno la fortuna dei negozi del centro) piuttosto che un promettente outsider pescato da fuori. Detto questo, il sospetto che ad allenare la squadra sarà un pericoloso microteam di allenatori – giocatori è legittimo, nonostante l’enorme ammirazione che ho per il Pirlo giocatore e per la sua silenziosa leadership.

Sull’incassare: temo la cessione dei giocatori più in carriera e, tra questi, in particolare di Paulo Dybala, il vero tesoro della società, il giocatore sul quale la Juventus potrebbe capitalizzare la plusvalenza maggiore, oltre a liberarsi di un ingaggio di cui la piccola star reclama un incremento. In sintesi: vendere e risparmiare per tenersi Ronaldo assomiglia a cedere tutta l’argenteria per poter continuare a esporre in vetrina il diamante più pregiato, l’unico rimasto, quello acquistato per vincere finalmente il premio della miglior vetrina del pianeta. Con dentro un solo gioiello.

Sono juventino da quando avevo sei anni. Rintuzzo le ironie che vedo piovermi addosso aggiungendo che tutte queste malattie, se le si prende in maniera sana, si prendono da bambini; inoltre, ormai in termini di proprietà societaria il più pulito c’ha la rogna. Detta in altre parole, ho la sensazione che le società di calcio siano (anche) diventate contenitori buoni per ripulire e allocare flussi di provenienza opaca. Sotto questo profilo, essere per la Juve non è nè meglio nè peggio che essere per il Milan, l’Inter, il Toro o il City. Anzi, in alcuni casi almeno si sa ancora chi è il padrone. Però questo cul de sac ferragostano Andrea Agnelli, per altri versi artefice di scelte illuminate, se lo è andato a cercare. Lo considero una vendetta del destino per le sue grevi affermazioni sul “diritto” della “piccola” Atalanta di accedere alle finali di Champions League. Agnelli non dovrebbe mai scordare il nucleo pulsante del suo business, che è pur sempre la passione per il calcio, la quale prevede l’imponderabile, la vittoria di Davide contro Golia, come elemento essenziale del suo fascino. L’imponderabile, non la ricchezza. Infatti per l’Atalanta alle prese con la lussuosa vetrina degli sceicchi parigini abbiamo tifato tutti, ma proprio tutti, fino alla fine.

Coronavirus, l’aggiornamento: 57 nuovi casi positivi 21 i casi di rientro dall’estero. Nessun decesso

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Coronavirus, l’aggiornamento: 57 nuovi casi positivi, di cui 27 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 21 i casi di rientro dall’estero. Calano i ricoveri. Nessun decesso

La maggior parte in tre province: Bologna (15), Modena (12) e Reggio Emilia (8). Effettuati oltre 6.300 tamponi e 1.255 test sierologici. Casi attivi a quota 1.866 (+39), di cui il 95% con sintomi lievi in isolamento a casa

 Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 30.314 casi di positività, 57 in più rispetto a ieri, di cui 27 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Dei 57 nuovi casi, 29 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone; 19 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti, 21 sono collegati a vacanze rientri dall’estero (per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen, mentre per chi rientra da Croazia, Spagna, Grecia e Malta è stato introdotto un tampone senza isolamento domiciliare preventivo).

Per quanto riguarda la situazione nelle province, i numeri più elevati si registrano a Bologna (15 casi), a Modena (12) e a Reggio Emilia (8).

In provincia di Bologna su 15 casi, 3 (tutti asintomatici) sono casi diagnosticati dall’Azienda USL di Bologna ma trasferiti nell’aziende sanitarie di competenza in altre Regioni. Dei restanti 12, 7 sono riconducibili come casi importati (4 dalla Croazia, 2 dall’Albania e uno dalla Toscana) e 8 sono sintomatici. I 4 asintomatici, tutti inseriti come casi sporadici, sono risultati da 2 test per categorie lavorative, 1 tampone in seguito a test sierologico positivo, 1 da attività di contact tracing. Tutte le 15 persone sono state poste in isolamento domiciliare.

In quella di Modena, dei 12 nuovi casi positivi (8 sintomatici e 4 asintomatici), 4 sono collegati a rientri dall’estero (di cui tre da Grecia, Croazia e Malta), 5 sono contatti stretti in ambito familiare, uno è stato rilevato nell’ambito dello screening regionale nel comparto carni e 2 sono casi sporadici.

In quella di Reggio Emilia, degli 8 casi, di cui 5 asintomatici, erano già in isolamento al momento della diagnosi. Di questi, 4 positivi provengono da un unico nucleo familiare, 1 caso è di rientro dall’estero (viaggio in Grecia), 1 da controllo pre-ricovero e 1 da controllo in accesso al Pronto soccorso, e 1 caso sporadico legato a persona con sintomi.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

tamponi effettuati ieri sono 6.376, per un totale di 759.033. A questi si aggiungono anche 1.255 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.866 (39 in più di quelli registrati ieri). Resta invariato il numero totale di decessi: 4.298.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.786 (+42 rispetto a ieri), il 95% dei casi attivi. Restano 4 i pazienti in terapia intensiva, scende invece il numero di quelli ricoverati negli altri reparti Covid: 76 (-3).

Le persone complessivamente guarite salgono a 24.150 (+18 rispetto a ieri): 90 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 24.060 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.688 a Piacenza (+5, di cui 2 sintomatici), 3.822 a Parma (+3, di cui 2 sintomatici), 5.195 a Reggio Emilia (+8, di cui 3 sintomatici), 4.220 a Modena (+12, di cui 8 sintomatici), 5.428 a Bologna (+15, di cui 8 sintomatici); 440 casi a Imola (+2, nessun sintomatico), 1.106  a Ferrara (+2, entrambi sintomatici); 1.206 a Ravenna (+6, di cui 3 sintomatici), 999 a Forlì (invariato), 855 a Cesena (+3, di cui 2 sintomatici) e 2.355 a Rimini (+1, nessun sintomatico).

 

Covid-19: test rapidi in autunno in tutti gli ospedali dell’Emilia-Romagna

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Coronavirus. Test rapidi in autunno in tutti gli ospedali dell’Emilia-Romagna: 13 minuti per scovare il virus e circa 10 euro di spesa. Il test della ricerca dell’antigene sarà somministrato a tutte le persone che entreranno nei nosocomi a partire dai primi di ottobre

Pronta la ricerca, unica in Italia per numero di persone coinvolte (oltre 1500 cittadini) e realizzata in tempi record, della Unità Operativa di Microbiologia dell’Ausl della Romagna di Pievesestina nel cesenate, dopo uno studio pilota condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale malattie infettive “L. Spallanzani” di Roma. Il prof. Sambri: “L’obiettivo è mantenere gli ospedali puliti dal virus per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari”

 L’Emilia-Romagna si prepara ad affrontare l’autunno con uno strumento rapido e duttile per tenere sotto controllo la diffusione del Covid-19, mettendo in sicurezza tutti gli ingressi negli ospedali e nei pronto soccorso da Piacenza e Rimini.

Sono già allo studio i test della ricerca dell’antigene, i cosiddetti test rapidi, con una ricerca, unica in Italia per il numero delle persone coinvolte e realizzata in tempi record, che vede il coordinamento della Unità Operativa di Microbiologia dell’Ausl della Romagna in collaborazione, al momento, con Ior – Istituto ortopedico Rizzoli – e Sant’Orsola di Bologna, dopo uno studio pilota condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale malattie infettive “L. Spallanzani” di Roma.

Una ricerca che coinvolgerà più di 1500 cittadini dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di scegliere il test, fra i 4 o 5 oggi disponibili, migliore e più affidabile per rilevare il virus.

“Si tratta di test che, in sintesi, servono a identificare nelle secrezioni naso-faringee le proteine che compongono la struttura del SARS CoV-2, il virus del COVID-19- spiega il prof. Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa Microbiologia e docente del Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna- e che hanno due innegabili vantaggi: la rapidità e il costo minore a carico del sistema sanitario”.

I test della ricerca dell’antigene vengono infatti eseguiti mediamente in 12-13 minuti, mentre per i tamponi classici occorre aspettare un tempo medio stimabile tra le 3 e le 6 ore. Inoltre, a fronte dei 15-20 euro di costo per il tampone classico, la spesa per un test rapido si aggira sugli 8-12 euro.

“Ovviamente i test della ricerca dell’antigene sono meno sensibili rispetto al classico tampone basato su RT-PCR- prosegue Sambri-. Mi spiego meglio: se ho una carica alta di virus e sono molto infettivo, il test rapido in generale lo rileva, mentre può non trovare in un asintomatico, piccole quantità virali che però, ormai lo sappiamo bene, verosimilmente sono efficaci per l’infezione di altri soggetti”.

In questo modo, in caso di accesso agli ospedali – pronto soccorso o per ricoveri programmati – sarà possibile valutare subito le persone con COVID-19 e isolarle in attesa di un’eventuale conferma con test molecolare.

“Il fatto di fare comunque per sicurezza i tamponi classici entro 48 ore dal ricovero, per valutare così anche i casi minori- precisa Sambri – ci permetterà una maggiore efficienza e sicurezza, consentendo di mantenere gli ospedali ‘puliti’ per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari e ritornare a una situazione di normalità”.

Ora lo studio sarà valutato in primo luogo dal Comitato Etico della Romagna con l’obiettivo di iniziare rapidamente e arrivare così ai primi di ottobre con il test pronto per essere utilizzato in tutti gli ospedali dell’Emilia-Romagna.

 

Covid-19 e discoteche:
nuova ordinanza

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Coronavirus. Discoteche, nuova ordinanza della Regione: capienza ridotta del 50% e obbligo di indossare sempre la mascherina. Chiusura immediata del locale non appena accertate le infrazioni. Bonaccini e Corsini: “Stretta per evitare che il contagio rialzi la testa. Servono comportamenti responsabili”

Il provvedimento in vigore dalle ore 13 di domani, 15 agosto, vale per quelle all’aperto ora in esercizio in Emilia-Romagna sulla base delle norme anti-contagio decise alla ripresa

Nuova ordinanza della Regione per contrastare il Coronavirus. E’ alla firma del presidente Stefano Bonaccini un provvedimento – in vigore dalle ore 13 di  domani – che affronta il tema discoteche. Naturalmente si parla di quelle ora in esercizio in Emilia-Romagna, cioè quelle che hanno le caratteristiche per essere aperte sulla base delle norme anti-contagio decise nelle settimane scorse, alla ripresa. Si ricorda infatti che le discoteche ‘al chiuso’ non hanno riaperto.

L’ordinanza prevederà che il numero massimo di persone che possono entrare non sia superiore al 50% della capienza massima normalmente autorizzata. E prevede l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso, va ricordato, solo in presenza di piste all’aperto.

Altra novità che sarà introdotta dall’ordinanza è la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando ad ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall’ordinanza stessa.

“Vogliamo evitare comportamenti che permettano al contagio di rialzare la testa- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore al Turismo, Andrea Corsini-. Per questo è necessario rafforzare prevenzione e controlli, un impegno che va di pari passo con lo straordinario lavoro che i servizi sanitari stanno facendo nei territori grazie all’azione di tracciamento dei casi di positività al virus”.

“Una stretta- concludono il presidente della Regione e l’assessore al Turismo- utile anche a evitare che divertimento e svago possano lasciare spazio ad atteggiamenti irresponsabili, anche solo di pochi, che possano vanificare il lavoro di questi mesi. A tutela dei giovani stessi, ragazzi e ragazze, che devono sapere di non essere immuni o al riparo dal virus”.

Corsini risponde alle dichiarazioni della Lega

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

L’assessore regionale ai Trasporti risponde alle dichiarazioni della Lega: “Rimborsi o proroghe, a seconda dei casi, garantiti a tutte la categorie previste dalla legge nazionale”

“I voucher e i rimborsi per i pendolari sono propaganda? Lo vadano a dire a quelle famiglie e ai lavoratori che riavranno indietro i soldi per l’abbonamento al bus e al treno non goduto causa lockdown. E lo dicano anche a tutti i ragazzi under 14 che dall’autunno non pagheranno più nulla per viaggiare sui mezzi pubblici dell’Emilia-Romagna, provvedimento che dal 2021 sarà esteso a tutti i ragazzi della regione fino a 19 anni di età”.

Così l’assessore regionale a Mobilità e Trasporti, Andrea Corsini, risponde alle dichiarazioni della Lega circa i rimborsi previsti per gli abbonati al trasporto pubblico locale emiliano-romagnolo che non hanno potuto usufruire dei mezzi per le misure nazionali adottate in risposta all’emergenza Coronavirus.

“Rispedisco al mittente considerazioni inesatte e pretestuose- prosegue l’assessore-. Il rimborso o la proroga, a seconda dei casi, vengono dati a tutte le categorie previste dalla legge nazionale, ovvero studenti di qualsiasi ordine e grado e pendolari”.

“Inoltre, proprio perché vogliamo sostenere e incentivare il trasporto pubblico locale come alternativa all’uso del mezzo privato- incalza Corsini-, già in tempi non sospetti e ben prima che scoppiasse la pandemia, avevamo deciso di adottare un provvedimento inedito: la totale gratuità di bus e treni per gli under 14 a partire dal 2020, e fino ai 19 anni di età nel 2021”.

“Questi sono i fatti – chiude Corsini-. Noi lavoriamo per migliorare, incentivare e rendere accessibile il trasporto pubblico per tutti gli emiliano-romagnoli, anche perché siamo convinti che in questo modo facciamo del bene all’ambiente e all’aria che respiriamo. Il resto sono solo sterili polemiche di chi conosce poco come funziona il Tpl in regione”.

Copparo: messa in sicurezza di un albero in via Nenni

Da: Ufficio Stampa Comune di Copparo

Nel tardo pomeriggio di giovedì 13 agosto, sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Copparo per mettere in sicurezza un albero ad alto fusto nel parco di via Pietro Nenni.
La Polizia Locale durante il proprio servizio di sorveglianza del territorio ha notato un grosso ramo spezzato incombere sulla strada e ha provveduto alla segnalazione della situazione di possibile pericolo. Si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, dal momento che si è dovuto operare con l’ausilio di una piattaforma.
Dopo la rimozione Cidas, proprietaria dell’area, ha disposto che il legno rimosso fosse temporaneamente sistemato all’interno della pertinenza della residenza per anziani, così da consentire ai bambini e alla loro famiglie una piena fruizione del parco.

Coldiretti: attenzione agli obblighi sanitari per chi arriva dall’estero

Da: Ufficio Stampa Coldiretti Ferrara

 

Quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria ed altri Paesi extra UE ed extra Schengen, tampone per chi arriva da Spagna Croazia, Grecia e Malta. Interessati sia italiani che lavoratori (compresi quelli agricole e le badanti) stranieri.

 

Coldiretti Ferrara informa che sono state emanate norme per la prevenzione dei contagi da coronavirus in relazione all’ingresso in Italia di cittadini da altre nazioni.

Le misure riguardano sia cittadini italiani di rientro dalle vacanze, quanto cittadini stranieri che arrivano in Italia per lavoro, compresi lavoratori agricoli e badanti.

In particolare sono obbligati alla quarantena di 14 giorni le persone (italiani e stranieri) che abbiano soggiornato negli ultimi giorni in Romania e Bulgaria.

Sono invece obbligati al tampone coloro i quali provengano da Spagna, Croazia, Grecia e Malta (senza necessità di quarentena).

Le persone che arrivano in Italia da Paesi diversi dai membri dell’Unione Europea, dai Paesi dell’accordo di Schengen, dal Regno Unito, da Andorra e Principato di Monaco, da Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, devono autodichiararsi ai fini dell’autoisolamento di 14 giorni al Dipartimento di Sanità Pubblica competente per territorio.

La comunicazione di entrata in Italia per quanto riguarda il Servizio di Igiene Pubblica dell’AUSL di Ferrara può essere fatta con un modulo on line sul sito https://www.ausl.fe.it/rientro-estero.

Altrimenti utilizzare il numero verde  800550355.

Sarà l’AUSL a prendere contatto per disporre le misure specifiche per i tamponi e la sorveglianza sanitaria. Allo stesso numero telefonico vanno segnalati eventuali casi di insorgenza dei sintomi di covid-19, oltre che al proprio medico.

Rassegna “Estate in opera”

Da: Ufficio Stampa Comune di Codigoro
I Comuni di ComacchioCodigoro e Mesola sono lieti di presentare la prima stagione della rassegna operistica organizzata in rete tra i tre Comuni e sostenuta dalla Regione Emilia Romagna.che ha il titolo “Estate in Opera” .
La rassegna si avvale della collaborazione della Pro Loco di Mesola e della Scuola di Musica di Comacchio. Per Pomposa dell’approvazione del Polo Museale dell’Emilia Romagna.
In programma: Madama Butterfly, Barbiere di Siviglia, Bohème. Tre capolavori assoluti della storia del melodramma italiano realizzate dalla Musiké Venice Theatre Company.
Un calendario di tre appuntamenti regalerà allo spettatore un suggestivo viaggio alla scoperta dell’Opera in luoghi di grande importanza storica per il nostro territorio: l’Abbazia di Pomposa, il Castello estense di Mesola e Palazzo Bellini a Comacchio. Un’occasione per godere di belle serate estive di musica sullo sfondo di bellissimi monumenti.
IL PROGRAMMA
Sabato 29 agosto, Comacchio
La Madama Butterfly di Giacomo Puccini trova spazio nella corte di Palazzo Bellini, pregevole esempio di residenza alto borghese dell’Ottocento presso i Trepponti.
Venerdì 4 settembre, Codigoro
Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini può godere della suggestione offerta dal complesso medievale dell’Abbazia di Pomposa, culla mondiale della musica, grazie alla straordinaria invenzione di Guido monaco da Pomposa.
Sabato 12 settembre, Mesola
La Bohème di Giacomo Puccini si svolge nella corte del castello di Mesola, delizia estense, palazzo di residenza e di feste.
L’ingresso agli spettacoli è a pagamento, con biglietto unico di € 25,00 e carnet per le tre oper di € 60,00.
Gli spettacoli hanno inizio alle ore 21,00. In caso di maltempo sono rinviati alla sera successiva.
ANTEPRIME – GUIDE ALL’ASCOLTO
Ogni rappresentazione sarà preceduta, con qualche giorno d’anticipo, da un appuntamento di invito all’ascolto per conoscere meglio tutti gli aspettio di ogni opera: storie, messaggi, personaggi, arie e concertati più importanti. Le guide all’ascolto sono organizzate dalla Civica Scuola di Musica di Comacchio con il seguente calendario:
Madama Butterfly – 26 agosto – Civica Scuola di Musica di Comacchio, Via della pescheria 2 Comacchio – Inizio ore 21.00. Ingresso libero
Il Barbiere di Siviglia – 2 settembre – Palazzo dello IAT di Pomposa – Primo piano, Via Pomposa Centro 1 POMPOSA – CODIGORO. Inizio ore 21.00. Ingresso libero
La Bohème – 10 settembre – Sala Civica del Palazzo della Cultura, Via Mazzini 16 Mesola. Inizio ore 21.00. Ingresso libero
Le guide all’ascolto saranno condotte dal Professor Giacomo Gibertoni
Sul sito www.estateinopera.it sono disponibili tutte le informazioni.

I biglietti sono acquistabili su www.diyticket.it e presso gli Uffici IAT dei Comuni di Comacchio, Codigoro e Mesola.

Cia Ferrara: fitopatologie e quotazioni rimangono i nemici dei produttori

Da: Ufficio Stampa Cia Ferrara

Cia e Confagricoltura di Ferrara chiedono a tutti frutticoltori ferraresi di accettare solo prezzi remunerativi e non accettare quotazioni “sottocosto”, non giustificate dalla situazione produttiva.

FERRARA, 14 agosto 2020 – Stefano Calderoni e Gianluca Vertuani, rispettivamente presidenti di Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura Ferrara, hanno incontrato i frutticoltori del territorio per fare il punto su situazione fitosanitaria e quotazioni delle pere, alla luce dei dati diffusi dall’OI Pera. Secondo l’Organizzazione Interprofessionale Pera, le stime parlano di una produzione di circa 464.000 tonnellate a livello regionale, quantitativi inferiori del 14% – escludendo il 2019 che ha registrato perdite di oltre il 50% – alla media 2015-2018. Su questo dato pesa anche il calo progressivo delle superfici in produzione, visto che si sono persi oltre mille ettari di frutteto negli ultimi tre anni. Nel corso della riunione è emersa una fotografia realistica e attuale della situazione nei frutteti, in particolare di quella fitosanitaria, che ha riassunto Elisabetta Moscheni, presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara.

“Ultimata la raccolta delle pere estive e in attesa di capire quali saranno le performance dell’Abate, si può dire che quest’anno sono quattro i problemi fitosanitari con i quali devono fare i conti i frutticoltori. C’è naturalmente il problema della cimice asiatica, i cui danni effettivi si capiranno solo al termine della raccolta, ma che è certamente presente e sempre aggressiva, così come la Maculatura bruna, una grave malattia fungina che colpisce in particolare le varietà Conference a Abate. A questa si aggiunge il Marciume calicino, causato anch’esso da un patogeno fungino molto difficoltoso debellare. Non manca, a livello di difetti del frutto, la Cinghiatura da freddo, un’alterazione provocata da cali termici fuori stagione, dunque le gelate primaverili, che provoca un cerchio rugginoso proprio a metà del frutto, modificandone l’aspetto esteriore tipico pur lasciandone intatta la polpa e il sapore. Questi sono veri e propri flagelli, che abbassano notevolmente qualità e quantità di pere commercializzabili e contro i quali i produttori hanno poche armi e non sempre efficaci”.

Un altro nodo che pesa sui redditi dei frutticoltori ferraresi e quindi sulla tenuta del sistema pericolo del territorio sono i prezzi e le liquidazioni dei prodotti, come spiega Antonio Fioravanti, portavoce dei pericoltori di Cia Ferrara.

“Abbiamo visto in questi ultimi anni, in particolare nel 2019, quanto sia difficile fare stime produttive realistiche perché magari dall’esterno la frutta c’è e sembra in buona salute e i danni, soprattutto quelli da cimice, si rilevano davvero solo quando si entra nel frutteto con il carro raccolta. “Contare” le pere sugli alberi non è, dunque, un buon metodo per capire il loro grado qualitativo. Anche quest’anno viviamo in una situazione d’incertezza, senza sapere quale sarà la disponibilità di Abate per la commercializzazione. Proprio per questo credo che i prezzi debbano seguire la stessa logica e avvicinarsi a quelli del 2019. Forse, alla fine, si produrrà qualcosa di più, ma non credo che si potrà arrivare alle stesse quantità delle annate con medie tipiche del territorio. Chi si occupa della commercializzazione, dalle cooperative alle Op, deve tenere in considerazione questo fattore di variabilità qualitativa e soprattutto capire che se i produttori vanno remunerati in maniera equa, altrimenti le aziende continueranno a chiudere o a smettere di produrre pere, con la perdita di ulteriori ettari di frutteto”.

Accogliendo le richieste delle aziende agricole associate, i presidenti di Cia e Confagricoltura lanciano un duplice appello. “Ai nostri rappresentanti a livello italiano ed europeo – spiegano Calderoni e Vertuani – chiediamo che non non vengano proibite anche quelle poche molecole ormai in deroga che, nell’ambito di una strategia di difesa multifattoriale, riescono a contenere le fitopatologie e la cimice, visto che la riduzione del fenomeno su alcune varietà non è certo da imputare alla liberazione della vespa che, forse, darà qualche risultato tra qualche anno. E poi a tutti i produttori di Ferrara, associati e non, chiediamo che accettino solo liquidazioni remunerative e non lavorino più sottocosto. Perché solo ridistribuendo valore all’interno della filiera, la pera ferrarese potrà continuare a esistere”.

Coronavirus: piattaforma regionale per comunicare rientro dall’estero

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Coronavirus. Tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta: la procedura in Emilia-Romagna. Disponibile la piattaforma regionale con cui comunicare il rientro

Si sta lavorando per poter effettuare quanto prima i tamponi all’aeroporto “Marconi”, all’arrivo dei voli

Comunicare immediatamente il proprio ingresso al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl competente per territorio, oppure utilizzare l’apposita piattaforma regionale. È quanto deve fare chi rientra in Italia dopo aver soggiornato, o transitato, negli ultimi 14 giorni in CroaziaGreciaMalta o Spagna.
La piattaforma regionale, già utilizzata oggi da una trentina di persone, è disponibile all’indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/rientro-estero; bisogna specificare i motivi del rientro e il Paese dal quale si rientra. Dopodiché si verrà contattati dal personale del Dipartimento che comunicherà data e luogo di effettuazione del tampone. L’Azienda Usl di Bologna ha realizzato, sul proprio sito, un format che consente di prenotarlo direttamente.

L’aeroporto “Marconi” di Bologna

Si sta lavorando per poter effettuare quanto prima tamponi al “Marconi”, all’arrivo dei voli. Oggi c’è stato un incontro tra Direzione generale Welfare, Salute e Cura della persona della Regione, Azienda Usl di Bologna e responsabile Usmaf (Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) dell’aeroporto. Si ritiene che nel giro di alcuni giorni sarà possibile avviare quest’attività, tenendo conto di tutte le necessità di sicurezza dello scalo in quanto tale.

Perché il tampone

La finalità dell’obbligo, stabilito dall’Ordinanza del ministero della Salute, di comunicazione per chi rientra da uno dei quattro Paesi è motivata dalla necessità di limitare la diffusione del virus Sars-CoV-2. Per questo motivo, si richiede di sottoporsi a test molecolare o antigenico, tramite tampone, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale – presentando l’attestazione di avvenuta effettuazione con relativo esito -, oppure al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine. Oppure, ancora, entro 48 dall’ingresso nel territorio nazionale presso il Dipartimento di Sanità pubblica della propria provincia/città metropolitana di residenza o domicilio.

L’esito sarà comunicato, entro 24 ore dall’effettuazione, dal Dipartimento di Sanità Pubblica e disponibile nel proprio Fse (fascicolo sanitario elettronico). In caso di test positivo scatterà la quarantena; in caso di test negativo non sarà prevista.

Informazioni

Per informazioni, si possono consultare i siti  www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp;  www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus; oppure telefonare al numero verde 800 033 033 (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:00, il sabato dalle 8:30 alle 13:00)

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